Asparago selvatico: proprietà e curiosità

Prende nome da Asparagos, termine greco usato per indicare questa pianta.
La sua origine è controversa: per alcuni deriverebbe da asper: aspro, ruvido, con riferimento ad alcune specie mediterranee di questo genere; per altri da spargao: essere turgido, con allusione ai getti commestibili (turioni); per altri ancora il termine deriverebbe da non spargo, non semino, per il fatto che questo ortaggio normalmente non si semina ma si moltiplica per via vegetativa.

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L’asparago selvatico è una pianta erbacea perenne, alta 40-150 cm, con rizomi brevi e numerose radici fascicolate; dai succulenti getti primaverili (turioni) si originano fusti eretti, glabri, flessuosi, ramosissimi, con fascetti di 3-9 cladodi (false foglie) molli, capillari.

Fiori (maggio-giugno) sono piccoli, solitari o a due al termine di un sottile peduncolo articolato, di colore bianco gialliccio e penduli.

I frutti sono piccole bacche, rosse a maturità, contenenti un grosso seme nero.

Distribuzione e habitat

Specie a distribuzione Eurimediterranea, boschi submediterranei a roverella, i castagneti, le faggete termofile, le radure nei boschi caducifogli ripariali, luoghi erbosi o sabbiosi umidi, coltivato negli orti e spesso subspontaneo.

Parti utili: i getti, cosiddetti turioni; il rizoma e le radici in fitoterapia.

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Proprieta’ medicinali 

La pianta contiene asparagina (che causa il cattivo odore conferito dagli asparagi alle urine dovuto al suo derivato, il metilmercaptano), arginina, colina, un olio etereo, grassi, resine, mucillagini, zuccheri e sali potassici, acido gallico, vitamine B1, B2, B9, C e PP. Tali sostanze conferiscono all’asparago proprietà diuretiche idruriche. E’ all’olio volatile che si attribuisce l’azione diuretica, per irritazione delle vie urinarie e relativo stimolo a urinare, eliminando così una maggior quantità di cloruri. Occorre prudenza nell’impiego con le persone sofferenti di albuminuria, anuria, calcolosi renale, cistite, gotta, nefrite, prostatite e nelle affezioni renali e vescicali.

 

 

Periodo di raccolta

I turioni in aprile-maggio, i rizomi e le radici in autunno.

Impieghi in cucina

Turioni cotti a vapore

Si pongono i turioni (i noti “asparagi”) sopra una rete od uno scolapasta di metallo sospeso sopra una padella riempita per un terzo di acqua e si lasciano cuocere col vapore coprendo il tutto. Poi si condiscono a piacere con olio extravergine di oliva, sale e limone.
Crema di asparagi

Ingredienti: asparagi, besciamella, panna da cucina, olio extravergine d’oliva, sale q.b.

Lessare gli asparagi e poi frullarli con olio e sale ed un po’ di besciamella oppure di panna da cucina. Spalmare la crema ottenuta sul pane tostato o su bistecche ai ferri.

 

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