Perché pratichi? Intervista ad una donna che medita…e non solo

Incontro la praticante Lorenza, 35 anni, con un lavoro precario nella vita e un bambino di 7 anni da affiancare e sostenere nella crescita, nato da una convivenza terminata tre anni fa.
Essere single e con tanti impegni nella vita non le ha impedito però di cominciare a praticare meditazione, frequentando qualche gruppo avente diversi approcci alla pratica e differenti tradizioni spirituali.

Un approccio olistico e non settario, dunque, con uno scopo comune: trovare una soluzione al “problema” vita o, in altri termini, ambire ad una felicità costante.
Quello cui tutti noi, consci o meno, miriamo.
Una soluzione all’insoddisfazione personale, alla tragicità della vita umana così fugace e privo di permanenza.

Ma siamo noi che avvertiamo tutto questo o chi per noi?
Chi soffre per l’impermanenza dei fenomeni e della vita?
Ne parlammo assieme al primo incontro ma di fornire una risposta definitiva non me la sentii.
Anche perché non avevo e non ho risposte.
Usare l’approccio razionale e’ utile ma per capirne i limiti stessi!
Se abbandoniamo il “noi”, il “se”, una risposta a quella domanda infatti non è più necessaria!

Tornando all’incontro con la praticante Lorenza decido di porle qualche domanda per il secondo articolo del blog della serie “Perche’ pratichi?”.

Le risposte possono essere spunto di riflessione per altri praticanti e guide di meditazione.

QUANDO TI SEI E’ APPROCCIATA ALLA MEDITAZIONE?

Circa tre anni fa iniziai un percorso di studi personali dopo un pò di esperienza con la cultura dello yoga: le classiche visite alla Feltrinelli con acquisto di qualche testo di maestro orientale, non solo buddhista.
Trovai interessante il pensiero di Osho, ad esempio, e lessi molta new age ma anche D.T. Suzuki  e Alan Watts.
Venivo da un periodo difficile per una separazione affettiva dal mio ex compagno e prospettive di vita non facili. Leggere era un pò come fare psicoterapia.
Chiaramente la meditazione, con differenti metodi, la approcciai prima teoricamente e poi cercai qualche centro dove poterla praticare in gruppi e con una guida.
Ho praticato senza molta costanza, da allora, anche perchè con un bimbo piccolo e un trasferimento di città (mi sono trasferita a Genova da due anni) ho avuto poco tempo.

QUALI SONO STATE LE MOTIVAZIONI DELL’AVVICINAMENTO AL BUDDHISMO?

Tra le diverse tradizioni orientali che pongono rilevanza alla pratica meditativa quella buddhista mi è parsa subito tra le più serie.
Ho letto di Zen e ne sono rimasta affascinata, ma anche delusa da alcune tradizioni giapponesi così formali e gerarchiche: non le ho digerite molto.
Ho voluto quindi fare con te qualche chiacchierata sulla tradizione coreana.
In passato ho frequentato anche gruppi Theravada e dell’ordine di Thich Nah Than.

COME CONCILI LA MEDITAZIONE CON LA VITA QUOTIDIANA?

Sinceramente non riesco a meditare, come si intende tradizionalmente, tutti i giorni.
Non mi è semplice passare dalla dimensione meditativa a quella connessa alla vita quotidiana, fatta di impegni lavorativi e responsabilità famigliari.
Inizialmente avevo inteso la meditazione come una fuga da tutto questo: grazie anche alla pratica fatta con te, devo dire che sto modificando questo approccio mentale.

CON LE RELAZIONI INTERPERSONALI?

Dopo la separazione dal mio compagno ho intessuto nuove relazioni ma non trovo molta vicinanza rispetto alla mia voglia di silenzio e concentrazione.
Le mie amiche a volte hanno quasi timore a rimanere in silenzio con se stesse.

QUALE IMMAGINE MENTALE AVEVI E HAI DEL BUDDHISMO?

Purtroppo non troppo positiva in termini di religione, con i suoi dogmi, i suoi capi e capetti.
Soprattutto in Italia.
Un’immagine più positiva in termini di serietà nella pratica e in particolare nella tradizione meditativa che è l’unica cosa che mi interessa davvero.

E DELLO ZEN?

La forma più vicina al mio modo di vedere la vita. Come te ho abbracciato la filosofia anarchica e credo che lo zen sia quanto di più vicino, nel suo spirito puro, al buddhismo anarchico.

COSA SUGGERISCI A CHI GUIDA GRUPPI DI MEDITAZIONE?

Di non insegnare sterili metodi preconfezionati di meditazione ma di abbracciare un approccio olistico e di studiare diversi metodi per poi proporre ad ogni praticante il più adatto.
Con questo non voglio dire che si debba per forza di cose proporre metodi ibridi come spesso mi è capitato: anche la meditazione zen diventa in realtà un mix di meditazione di concentrazione.

COSA SUGGERISCI AI MAESTRI BUDDHISTI?

Di avere più umiltà.
In Italia ho trovato nello Zen maestri pieni di ego che dietro un’apparente calma erano pronti a sciorinare rabbia e cattiveria: bastava una critica, soprattutto di un maestro “concorrente” per scatenare un inferno.
Per me è davvero “maestro” chi non sa di esserlo e non chi è investito di autorità spirituale per nomina di un superiore nella scala gerarchica.


Hae Myong

Hae Myong
Inizia a studiare da autodidatta il Taoismo cinese nel 2004 e presto si avvicina allo studio della cultura zen e buddhista.
Nel 2006 inizia a praticare presso l’Associazione “Bodhidharma” di Lerici del monaco buddhista Tae Hye Sunim, di ordinazione coreana e birmana, una sorta di pratica che accoglie aspetti della tradizione Theravada e della tradizione Mahayana del Buddhismo.

Per alcuni anni guida anche le pratiche del gruppo genovese di tale comunita’ religiosa presso i locali dell’Associazione “UnSoloCielo” in via San Lorenzo a Genova.

Nel 2009 riceve a Seoul dal monaco Tae Hye Sunim i cinque precetti Buddhisti e assume il nome di Dharma di Mu Mun.

Nel 2009 risiede per alcune settimane in Corea presso i principali templi dell’Ordine Jogye. Nel 2010 e 2012 visita alcuni templi in Thailandia.

Nel 2014 inizia a studiare presso l’Institute for Buddhist Studies USA (IBS) dell’Ordine coreano zen Taego-jong affiliato con Dong Bang College of Korea.

Nel 2015 partecipa ad alcuni ritiri spirituali organizzati dall’Ordine Taego in USA.

Nel 2016 riceve il diploma dall’IBS dopo aver terminato i due anni di studi ed aver superato tutti gli esami e la tesi finale.

Nel 2017 riceve i precetti del Bodhisattva presso l’Associazione Bodhidharma in Lerici.

Nel 2018 viene ordinato in Polonia Dharma Teacher dall’Ordine Taego-jong e riceve il nome di Dharma di Reverendo Hae Myong.

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