La dea Era – Un archetipo di Donna scomodo…

Dopo aver conosciuto la donna-Atena (QUI) attraverso un breve tratteggio delle intrinseche qualità che la animano e che sono da lei portate nel mondo, incontriamo una tipologia femminile assai differente: quella della donna che incarna Era.

La mitologia, e qui si fa riferimento a quella greca, costituisce un ottimo strumento di vaglio del comportamento umano: numerosi sono gli studi compiuti in ambito psicoanalitico che avvalorano questa tesi e che vedono nell’archetipo, quale richiamo ancestrale, la voce dell’anima che risiede nell’interiorità profonda.

Premessa: quello di Era è un archetipo scomodo, idealmente facile da abbracciare e realmente difficile da indossare, questo perché oltre ad essere figlio di una mentalità patriarcale, è profondamente radicato nel sociale ormai da millenni: le bambine, una volta tacitata a colpi di “buona educazione” (o dubbia pedagogia) la loro natura selvaggia, vengono “preparate” ai ruoli di moglie e madre, che non sono né giusti né sbagliati, a patto che siano liberamente e consapevolmente scelti.

Era è una dea dell’Olimpo, regina di tutte le divinità femminili e, in qualità di consorte di Zeus, che degli dei è il padre, è in una posizione privilegiata che le conferisce un enorme potere.
Il potere e la regalità sono acquisiti con il vincolo matrimoniale, non sono portati in dote da Era poiché non sono qualità in lei connaturate.
Zeus, per possederla, la attira a sé con l’inganno, sotto mentite spoglie, facendo leva su quella che è la vera qualità di Era, il suo oro interiore: il dono di sé, la capacità di farsi dono per Amore.

Ma nelle mani di chi mette il dono questa splendida regina?
In mani che lo disperdono, lo calpestano e lo sciupano, quelle del marito fedifrago e infedele.
A Era, defraudata, non rimane che scatenare tutta la sua collera, montata dal dolore sordo e continuo dell’inganno reiterato e mentre il suo potere si tramuta nell’inclinazione al comando arbitrario e dispotico e nella gelosia verso le altre donne, la sua regalità ostentata mette sotto chiave insicurezza, vulnerabilità e fragilità.

Eppure, per la donna che incarna Era, il riscatto non solo è possibile, ma auspicabile.

Come dea rossa è incaricata a preservare un’energia femminile vitale e matura al tempo stesso.
E’ quindi una donna dai molteplici talenti: l’ira è il volto del fuoco creativo inascoltato e impazzito che potrebbe essere, ad esempio, canalizzato nell’arte (in questo caso servirebbe l’aiuto di un altro archetipo, quello di Venere…).

La donna-Era dovrebbe avere la possibilità di fare scelte gratificanti per onorarsi come donna e come regina dotata di un sano potere personale, per riconoscere in sé e in tutte le donne la dimensione sacra del femminile.

Miria

Miria Tondi

Donna di luce e d’ombra, sono studiosa e ricercatrice del sé, del simbolismo, degli archetipi e delle arti magiche da 25 anni.

Leggo i Tarocchi, il Tema Natale Astrologico e altri tipi di carte decodificandone il linguaggio arcano e sollevando il velo sul sapere ancestrale contenuto in queste discipline.

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