La vita non è mai contro

Ripercorrendo la storia dell’umanità vien da chiedersi come sia possibile ritrovarsi ancora a questo punto: guerre, genocidi, devastazioni ambientali, malattie endemiche e pure una pandemia in corso. Politica in affanno, cultura servile e stagnante.
Rivoli sotterranei, tuttavia, ce ne sono parecchi e sono acqua che nutre. Sotterranei, invisibili o visibili solo a tratti.

La strada per trovarli ce la indica il Femminile ché nell’invisibile ci sa stare con la potente energia trasformativa che gli è propria.
A noi donne lo insegna il ciclo mestruale, se gli prestiamo attenzione e ci lasciamo condurre; gli uomini possono mettersi in contatto con il loro Femminile attraverso l’ascolto del proprio ritmo, giornaliero e non mensile e ignorato, ahinoi, dalla cultura patriarcale.
Il proprio ritmo è sempre e comunque una porta d’accesso al mondo interiore. E sarà lì che anche gli uomini troveranno la potenza del magnetismo femminile; lì troveranno gentilezza, compassione, gratitudine.

In questo lungo gennaio innevato viviamo giornate stanche. Capita di provare stanchezza persino per il proprio cammino di evoluzione interiore ed è così che, pur sapendo di questi rivoli, non li cerchiamo. Ci sono apparenti fonti di nutrimento più comode da raggiungere. In realtà sono tossiche, ma facciamo come se non fosse.

Se c’è una speranza di salvare questo nostro mondo, se parliamo di ri-evoluzione, allora sarà creare una nuova origine a partire da chi siamo nella nostra interezza. E chi siamo possiamo scoprirlo e sperimentarlo soltanto nell’ascolto di sé, nella comprensione senza giudizio, nella consapevolezza, nella gratitudine del miracolo di ogni attimo di vita presente.

Il femminile interiore sa che la vita non è mai contro.
A partire da questa consapevolezza intuisce la direzione evolutiva che l’umanità può intraprendere, torna là a nutrirsi dell’acqua sotterranea e ne porta anche al Maschile.
A partire da questa consapevolezza io sono un noi.

Annalisa

Annalisa Borghese

Sono una counselor in psicosintesi che io traduco come “allenatrice emotiva”.
In concreto alleno le persone a scoprire la ricchezza del proprio mondo interiore e a prendersene cura. Lì stanno le potenzialità, ciò che di luminoso non abbiamo ancora espresso, trattenute da emozioni ingombranti che facciamo fatica a gestire.
Lì si trova la chiave del nostro personale benessere.

Ho sempre mantenuto un occhio di riguardo per il punto di vista femminile e mie maestre sono state Alexandra Pope, DeAnna L’am, Miranda Gray e Carla Gianotti.
Il mio obiettivo oggi è invitare le donne a incontrare quel femminile profondo che appartiene a ciascuna di noi, iscritto nel ciclo mestruale e non mediato dalla cultura patriarcale.

Favorire in loro la pratica consapevole dell’energia ciclica femminile per ritrovare il proprio passo oltre i condizionamenti di un modello culturale che nega le energie primigenie del Femminile e del Maschile.
 
E oggi più che mai abbiamo bisogno di entrambe per trasformare la cultura della sopraffazione e realizzare pienamente la nostra personale umanità.
Sono diversi gli approcci all’energia ciclica e io prediligo percorsi in cui la profondità del lavoro interiore non è mai disgiunta dalla concretezza. Il ciclo mestruale, infatti, può essere una sorta di ancoraggio che ci aiuta a restare radicate, cioè con i piedi ben piantati per terra, sia pure con lo sguardo alla luna e quindi all’immensità del cielo e della vita.

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