Indagare e Comprendere cosa sono i Desideri

Chi fa ricerca spirituale o vive una vita da religioso si trova dinanzi ad una dicotomia storica: assecondare i desideri o reprimerli?

In effetti l’argomento è quasi sempre poco approfondito: in genere nelle religioni praticate in quasi tutte le culture presenti in questo pianeta si tende a sopprimere, soffocare gran parte dei desideri, soprattutto di tipo sessuale ma anche genericamente di tipo sensuale.

Il Buddhismo, che studio da 16 anni, non fa eccezione.

Gli ordini buddhisti, incluso il mio, sono spesso restrittivi in tale ambito e, come in tutte le altre religioni, ci si appella ad un esempio presunto di vita vissuta del proprio dio, maestro, guru, un esempio virtuoso, oppure a un paragrafo di un qualche testo sacro o parola divina.

Quando solo sento la parola “sacro” avverto un sentimento di rabbia e avrei spesso voglia di usare quei testi sacri nelle mie due stufe a legna!

Il tema dei “desideri” è un tema che da non molto sto approfondendo a dovere: nessuna guida o presunto maestro con cui ho avuto contatto in 16 anni ha mai adeguatamente affrontato la cosa.

Le solite frasi “fritte”: “il buddhismo è una via di mezzo”, “non indulgere in…”, “evita…”, “se proprio non resisti ..assecondalo”..e cosi via…

Il mio cammino spirituale, seppur inspirato dal buddhismo della scuola Son (Zen coreano), rimane comunque un cammino “umanista”: ogni aspetto della Via che il Buddha storico per primo ha indicato per la cessazione della sofferenza insita nelle nostre vite, cerco di sperimentarlo concretamente.

Ogni giorno è un giorno buono per chiedermi se sono profondamente felice e grato di essere vivo con questa forma!

Questa premessa per scrivere che la questione “desideri” la affronterei cosi’: indagare, comprendere cosa sono i desideri.

Abbiamo delle esigenze fisiologiche per la sopravvivenza: di molte ne siamo a conoscenza e di altre no.

Tuttavia orientati come siamo a continuare a vivere con queste forme il più possibile cerchiamo di soddisfare i desideri del corpo e dei sensi in generale.

Il fatto è che la stragrande maggioranza dei desideri che abbiamo sono stati creati dalla nostra mente, quella che in un articolo precedente abbiamo descritto come la piccola mente.

L’origine di molti di essi è quindi fisiologica e necessaria alla sopravvivenza ma poi si è sviluppata attraverso circuiti neuronali artificiali poiché indotti.

Indotti da cosa?

Dalle culture in cui siamo immersi e dal sistema economico vigente, il cui consumismo sfrenato è un corollario necessario.

E’ li che dobbiamo lavorare! Sulla comprensione e l’analisi dei nostri desideri!

Qualsiasi insegnante buddhista che non solo non si oppone a questo sistema ma ne sfrutta alcuni aspetti (vedi uso di soldi pubblici) è un ipocrita in partenza e vi allieterà per qualche mese o qualche anno e penserete di aver trovato la felicità eterna salvo poi ricadere in depressione e delusioni dopo qualche tempo.

I nostri desideri, orientati a persone, relazioni intime o sessuali, oppure ad oggetti materiali come denaro, successo, ci portano, se soddisfatti, al piacere temporaneo ma anche al meccanismo contorto per cui la nostra mente vuole ripetere l’esperienza del piacere.

La soluzione non è sopprimere questa forma di energia ma indagarla: quando non sara’ più orientata a questa forma di piacere la si potrà usare sulla Via della cessazione della sofferenza, la Via del Buddha.

Alla luce di questo aspetto della vita umana risulta più leggibile la scelta di vivere una vita meditativa o religiosa: chi la vive dovrebbe essere un “fuoco” di energia e passione per la vita e la ricerca proprio perché non ha soppresso i propri desideri ma li ha indagati e pur assecondandoli talvolta, non ne è più schiavo.

Solo in quella dimensione troveremo la libertà e la felicità.

Hae Myong

Hae Myong
Inizia a studiare da autodidatta il Taoismo cinese nel 2004 e presto si avvicina allo studio della cultura zen e buddhista.
Nel 2006 inizia a praticare presso l’Associazione “Bodhidharma” di Lerici del monaco buddhista Tae Hye Sunim, di ordinazione coreana e birmana, una sorta di pratica che accoglie aspetti della tradizione Theravada e della tradizione Mahayana del Buddhismo.

Per alcuni anni guida anche le pratiche del gruppo genovese di tale comunita’ religiosa presso i locali dell’Associazione “UnSoloCielo” in via San Lorenzo a Genova.

Nel 2009 riceve a Seoul dal monaco Tae Hye Sunim i cinque precetti Buddhisti e assume il nome di Dharma di Mu Mun.

Nel 2009 risiede per alcune settimane in Corea presso i principali templi dell’Ordine Jogye. Nel 2010 e 2012 visita alcuni templi in Thailandia.

Nel 2014 inizia a studiare presso l’Institute for Buddhist Studies USA (IBS) dell’Ordine coreano zen Taego-jong affiliato con Dong Bang College of Korea.

Nel 2015 partecipa ad alcuni ritiri spirituali organizzati dall’Ordine Taego in USA.

Nel 2016 riceve il diploma dall’IBS dopo aver terminato i due anni di studi ed aver superato tutti gli esami e la tesi finale.

Nel 2017 riceve i precetti del Bodhisattva presso l’Associazione Bodhidharma in Lerici.

Nel 2018 viene ordinato in Polonia Dharma Teacher dall’Ordine Taego-jong e riceve il nome di Dharma di Reverendo Hae Myong.

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