L’Albero della Fantasia

C’era una volta una città dove tutta la gente era triste perché non aveva più fantasia.
Erano stati ridotti in quello stato da un re cattivo che li aveva avvelenati con l’erba del non-futuro. Le persone erano tristi, senza fantasia ne speranza per il futuro e vivevano una vita vuota: la mattina si alzavano ed andavano al lavoro, ma erano tristi; tornavano a casa a mangiare ma tutto sembrava grigio e senza sapore.
Al pomeriggio uscivano per andare a fare la spesa e altre faccende ma anche se si incontravano, parlavano poco e non ridevano mai.
Anche i loro bambini erano tristi, sempre vestiti di grigio; giocavano, ma nel gioco imitavano i loro genitori perché anche loro avevano mangiato l’erba del non-futuro e non riuscivano ad immaginare niente di diverso da quello che vedevano.

Un giorno però arrivò in città un uomo con un carretto e si fermò nel centro del paese.
Aprì un’anta del suo mezzo e tirò fuori delle bottiglie color arancione e si mise a gridare:
Venite, gente, ad assaggiare una spremuta d’arancia frizzante!
È naturale, ricavata dall’albero della fantasia!”.

E tutti gli abitanti furono tentati di andare ma alla fine l’apatia vinse su di loro e restarono in casa. L’uomo aspettò un po’ ma alla fine si rese conto che nessuno si sarebbe avvicinato.
A quel punto chiuse l’anta del carretto e se ne andò.
Ma dietro un angolo incontrò una bambina che gli disse: “Mi fai rivedere quella bottiglia? Non ho mai visto una cosa così! In questo posto è tutto grigio!”.
E l’uomo tirò fuori per lei la bottiglia color arancione e le diede da bere un bicchiere di aranciata naturale frizzante ricavata dall’albero della fantasia.
La bimba bevve avidamente ed immediatamente l’erba del non-futuro smise di far effetto su di lei. E guardandosi intorno capì subito che si poteva avere molto di più di quello che era abituata a vedere, ma essendo una bambina molto intelligente capì anche che non sarebbe servito a nulla se fosse rimasta l’unica ad avere fantasia.

Così spiegò al buon uomo la situazione degli abitanti della città, lui le regalò 21 semi dell’albero della fantasia e la salutò.
La piccola, furba ed intrepida, piantò nottetempo i semi nel giardino del re e i suoi giardinieri coltivarono le sementi senza nemmeno capire cosa fossero: erano ancora avvelenati dall’erba del non-futuro e non potevano nemmeno immaginare che esistessero cose nuove.
Dopo 5 anni gli alberi fecero la loro prima fioritura e prima ancora che qualcuno potesse capire quello che stava succedendo, il dolce profumo dei loro fiori entrò nelle stanze del re.

Quel profumo lo inebriò e accese in lui la curiosità e decise di lasciare le piante dove erano.
Quando i frutti furono maturi, l’intrepida bambina ne colse uno e con uno stratagemma lo schiacciò davanti al re, facendone sgorgare così il succo.
Lui, vinto dalla curiosità, allungò un dito ed assaggiò quello strano liquido ed immediatamente la fantasia si riaccese in lui.

In realtà il re non era un uomo cattivo ma solo pauroso del domani e per questo non voleva che nulla cambiasse, ma a quel punto capì a quante cose aveva rinunciato e a quante cose aveva fatto rinunciare al suo popolo con questo suo atteggiamento.
Comprese che quella gioia andava condivisa e quindi fece immediatamente costruire una fontana nella piazza principale della città, da cui sgorgava in continuazione aranciata naturale frizzante per chiunque avesse il desiderio di berla.

Elisabetta

Elisabetta Santangelo.
Interessata alla spiritualità sin da ragazzina, mi sono avvicinata al mondo dei Tarocchi e delle carte sin da adolescente aiutata da una prozia-sorella di mio nonno materno, un medium.
Milanese di nascita, mi trasferisco presto a Sanremo dove proseguo il mio percorso spirituale tra un accadimento della vita e l’altro.
Un percorso spirituale variegato, mosso da una insaziabile voglia di sapere che mi porta a accostarmi e approfondire diverse confessioni religiose tanto da farmi acquisire una conoscenza trasversale ai filoni religiosi stessi.
Nella vita secolare mi sono occupata di assistenza alla persona lavorando come OSS sia in strutture che nel privato.
Il mio amore per la spiritualità, la crescita personale ed i Tarocchi rimangono però vivi in me fino a farmi incrociare un Tarologo di fama nazionale che diviene il mio insegnante in questo campo, oltre ad un Maestro spirituale la cui guida mi permette di lavorare in un percorso di evoluzione personale giorno dopo giorno.
Essendo per me importante aiutare le persone nella loro evoluzione, mi specializzo nella lettura evolutiva dei Tarocchi Aurasoma a cui affianco tecniche di radioestesia per velocizzare, da un punto di vista energetico, il lavoro personale che va ad emergere attraverso le stese dei Tarocchi stessi. Opero nel nord Italia dove tengo in varie città gruppi di meditazione: grazie all’utilizzo degli Arcani Maggiori le persone possono “esperienziare” gli Archetipi contenuti in queste Lame per metterli quindi in equilibrio dentro di sé.
 
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