Il Tarassaco: curiosità e ricette antiche

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Conosciuto anche come dente di leone e soffioneL’origine probabile del nome si rifà al termine greco taraxakos: io guarisco, per le virtù medicinali. Per altri, dall’arabo tarahsaqun, che indica appunto, dente di leone e per altri ancora l’etimo deriverebbe dal termine greco tarasso, scompiglio, sconvolgimento, perché i pappi maturi sono dispersi dal più leggero soffio.

Sono splendide piante perenni rosulate, molto comuni nel nostro territorio, alte 15-40 cm, con foglie lobate o roncinate, tutte in rosetta basale. Fusti lisci, tubulosi, che alla rottura gemono un latice biancastro.

Fioritura

Da febbraio a maggio (a volte tutto l’anno), è concentrata nella primavera e si verifica con caratteristiche ondate. I fiori, tutti ligulati, sono raccolti in capolini gialli di 2,5-4 cm di diametro. I frutti, muniti di vistosi pappi, sono disposti in caratteristiche “sfere” volgarmente dette “soffioni”.

Parti utili

Le radici sono importanti (soprattutto in erboristeria), le foglie giovani, prima della formazione dei fiori e dei fusti, ed i boccioli fiorali ancora chiusi.

Proprietà medicinali

Per gli usi erboristici si estirpano dal terreno le radici in autunno e in primavera; i costituenti principali sono il principio complesso taraxacina, taraxina, taraxerolo, sostanze tanniche e amare, resinose e mucillaginose, enzimi, stearine, caucciù, acidi organici, fitosteroli, sali minerali (specialmente potassio), inulina, colina, sterina, lattupicrina, cere, resine, tannini, inosite, zuccheri, mucillagini, provitamina A, B, C, D, K, PP, riboflavìna, la xantofilla taraxantina (nei fiori), luteìna e violaxantina (nelle foglie), asparagìna, riboflavìna, saponosidi triterpenoidici, enzimi, sali minerali (potassio in particolare). Le principali proprietà accertate sono quelle coleretiche e colagoghe (stimolanti la secrezione della bile ed il suo deflusso nell’intestino) e quindi favorenti la digestione dei grassi, epatoprotettive, amaro-toniche, stimolanti l’appetito, diuretiche e depurative, antireumatiche, leggermente lassative, antiacneiche.

La radice, essiccata o fresca, è impiegata in tutti i disturbi epatobiliari, nelle dispepsie, disappetenze, gastriti. Per uso esterno il latice pare si sia dimostrato utile a far regredire porri e verruche, mentre l’infuso dei fiori in cosmesi è usato come lozione per schiarire efélidi e lentiggini. Recentemente è stato dimostrato che nel polline dei capolìni di tarassaco vi sono sostanze capaci di bloccare lo sviluppo di alcuni batteri.

Periodo di raccolta e ricette antiche

Da fine febbraio ai primi giorni di aprile (le foglie), aprile (boccioli fiorali).

Le foglie giovani raccolte all’inizio della primavera forniscono un’ottima verdura da consumare fresca oppure cotta; sono anche medicinali (colagoghi). La radice, lessata e condita con olio extravergine di oliva, è ottima e salutare. L’infuso dei fiori in cosmesi è usato come lozione per schiarire efelidi e lentiggini. I primi boccioli si possono conservare sotto sale o aceto come i capperi e la cui radice tostata eguaglia quella della cicoria come surrogato del caffè.

Risotto al Tarassaco (Carnaroli o Vialone nano) per quattro persone. Lessare in poca acqua una manciata di giovani foglie di tarassaco, tritatele e farle soffriggere in padella per dieci minuti con olio, burro e uno scalogno tritato finemente. Far tostare il riso, aggiungere mezzo bicchiere di vino bianco secco e lasciar evaporare mescolando continuamente. Iniziare ad aggiungere un brodo preparato con due dadi e due belle radici di tarassaco lavate e sbucciate. A cottura togliere dal fuoco e condire con una noce di burro e una bella manciata di parmigiano grattugiato grosso.

Boccioli di Tarassaco sott’olioIngredienti: 400 g. di boccioli (privi di gambo di tarassaco); 1 bicchiere d’acqua; 1 bicchiere d’aceto; olio extravergine d’oliva; aglio e sale q.b. Lessare i boccioli di tarassaco in acqua salata. Farli asciugare bene, metterli nei vasi e coprirli con aceto e acqua precedentemente bolliti. Aggiungere uno spicchio d’aglio e coprirli con olio.

Frittelle ai fiori di tarassaco – Ingredienti: 4 tazze di fiori di tarassaco; 150 g. di farina bianca; 50 g. di zucchero; 2 uova; 1 cucchiaio di vino bianco secco; 1 cucchiaio di brandy; olio di arachidi q.b. Fare una pastella con farina, zucchero, vino, tuorli e brandy. Montare gli albumi con un pizzico di sale e incorporarli delicatamente alla pastella. Immergervi i fiori e friggere in olio di arachidi a 180°.
 

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Zuppa di tarassaco
Mondare e pulire bene 300 grammi di foglie centrali più tenere dei cespi di tarassaco, tagliarle grossolanamente e lessarle in un litro e mezzo di acqua salata per circa 20 minuti. Mettere in ogni piatto fondo una fetta di pane pugliese abbrustolito sopra un uovo precedentemente sbattuto con un pizzico di sale e di pepe. Versarvi la minestra di tarassaco, condire con un cucchiaio d’olio extravergine e formaggio grana macinato grosso e servire.

Sciroppo di Tarassaco
Tagliare il calice ai 200 fiori raccolti in modo da tenere solo i petali. Lavarli bene bene sotto l’acqua corrente (usando un passino). Cuocerli in un litro d’acqua assieme ad un limone tagliato a pezzi. Lasciar bollire per mezzora circa. Filtrare tutto attraverso un canovaccio, schiacciando bene i petali. Aggiungere mezzo kg di zucchero (a scelta) e rimettere a cuocere. Lasciar bollire per una mezzora. Invasare ancora bollente in vasetti ben puliti in modo che si crei il sottovuoto. Questo sciroppo è utile per la tosse e il mal di gola.

 
La leggenda di questi fiori li vede protagonisti di storie di sogni e desideri. Nel medioevo le fattucchiere usavano l’olio estratto dal tarassaco per cospargersi il corpo in modo da farsi accettare dalla popolazione e per vedere realizzati i propri desideri. Nelle terre irlandesi, invece, si narra che la sua tenace sopravvivenza sia proprio dovuta alla presenza magica delle fate nella corolla del fiore. Mentre i giovani innamorati, soffiando via i semi al vento, avrebbero sperato nella realizzazione dei propri desideri.

 

Fonte: Le piante selvatiche commestibili. I quaderni del Parco. Volume 9

 

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