Hai abbastanza coraggio per portarti in superficie?

Hai abbastanza coraggio per portarti in superficie?

Se la tua risposta è si,
allora dovresti essere entusiasta
di affrontare le tue paure più profonde.

Cominciamo col vedere dove si nascondono?

Si parla spesso di paure profonde, di traumi, di blocchi emozionali,
ma quante volte abbiamo sentito parlare del sentiero
che conduce agli abissi di noi stessi
dove tutto questo prolifera durante il corso della nostra vita?

E chi di noi ha mai concepito un aspetto del nostro Essere
diverso da quello che conosciamo?

Vi parlo di una realtà che spesso in vita, nemmeno si conosce.
Magari la si percepisce,
concependo di essere di più di quel che si crede,
senza però razionalizzarla.

Spesso abbiamo sentito dire che gli occhi sono lo specchio dell’anima.

Perché non sfidare questo detto
al fine di smascherarlo o riconoscerlo?

Lo specchio lo utilizziamo regolarmente per valutare l’aspetto superficiale del nostro Essere,
in verità è una vera e propria porta per il nostro infinito.

Concediamoci allora qualche minuto in solitudine,
lontani dalle interferenze
e osserviamo i nostri occhi
riflessi allo specchio.

Ad un tratto potremmo accorgerci con non poca emozione,
di essere visti dalla nostra Profondità,
dalla nostra Anima.

E questo potrebbe farci sobbalzare,
perché dentro di noi,
un potente e intenso sapere,
ci confermerà che è accaduto veramente
ciò a cui avremo appena assistito.

Però a cosa servirebbe tutto questo?

Non certo ad allietare una giornata noiosa
o ad appagare una curiosità recondita.

La verità è che quel contatto avrebbe aperto un canale di comunicazione col nostro profondo
e sempre davanti allo specchio
potremmo interrogarci su ciò che più temiamo in assoluto.

Un dialogo tra sé e sé,
che presuppone un lasciar fluire ciò che si sente debba essere detto,
un gioco vissuto in completa disponibilità,
un gesto un po’ anormale se vogliamo,
ma sicuramente emozionante e potenzialmente rivoluzionario.

Toccarsi dentro può essere l’inizio di un lungo viaggio
per nulla programmato.

Allora armiamoci di Vetril
e facciamo risplendere lo specchio
che davanti al nostro sguardo
non potrà che impallidire.

Stefano Nieddu

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E se l’Anima Parlasse

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Stefano Nieddu

Nato a genova nel 1981, grazie al collegamento tra la propria conoscenza esteriore e la consapevolezza interiore, apprezza il mondo da una prospettiva più profonda e completa, nella quale l’invisibile diventa un terra dove avventurarsi per fare sempre nuove ed incredibili scoperte.

Da qui nasce un sincero desiderio di condivisione delle proprie esperienze, al fine di permettere a tutti coloro che lo desiderano davvero, di conoscere il proprio immenso potenziale latente.

Amo sognare, perché credo che la fantasia sia la madre della realtà.

Amo ascoltare, perché credo che i suoni fuori di noi siano l’eco di quelli interiori.

Amo condividere, perché credo che le dure conquiste
debbano diventare semplici doni.

Amo i più deboli, con il loro esempio urlano agli altri di essere diversi.
Amo il cambiamento, è ciò che mi riporta a casa.

Amo avere fede nell’impossibile, è così tutto diventa possibile.

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