Come faccio a ricordarmi chi sono?

Lo so. Quando me lo chiedete penso a quanto mi sono massacrata con questa domanda.
E, infatti, non me lo sono ancora ricordata…non fino in fondo.
Fino in fondo…?
Ma quale fondo?
Non puoi saperlo mai chi sei!
Se pensi di saperlo, ti stai limitando…

Non puoi ricordartelo tu chi sei.
Questa è la verità.
Non ricordi sforzandoti.
Accade.
Intanto, però, puoi ricordarti chi sei stato finora qui.
Quanti passi hai fatto.
Da dove partivi.
Dove ritorni ogni volta che sei aspettato ad un incrocio.

Gli incroci sono un punto zero.
Ti portano a risentire le tue ferite più profonde.
Quelle che ancora ti bruciano nelle cellule.
Quando torni li, hai la possibilità di fare salti.
Stai fermo, non fare nulla.
Stai lì e senti.
Non cercare neanche di ricordarlo bene e non cercare di capire dove ti porta quel ricordo.
Sentilo soltanto…lo puoi elaborare dopo.
Intanto stai fermo.
Non voler scappare.
Non desiderare che finisca.
È lì per farti saltare.
Lo senti l’incrocio?

Se lo vivi, senza accorgertene, lo vanifichi e lo perdi.
Sei lì di nuovo.
Cosa non hai visto ancora?
Lo stai attraversando sempre allo stesso modo?
Lo stesso modo ti porta allo stesso punto.
Cosa devi fare? Niente.
Lascia che si faccia da solo.
Fai una cosa soltanto.
Ascolta se quello che vivi lo senti dal cuore.
Se lo senti da quel punto, va già bene.
È da lì che stai vivendo?
O è chiusa quella porta?
Prova a spostarti lì.
È questo che è davvero difficile…
Prova. Torna lì.

Ricordi? ?

Seconda parte

Te lo ricordi quanto è stato difficile quando eri piccolo?
Vivevano tutti in quel modo così strano, vero?
Avevano quei pensieri così astrusi…
Descrivevano il mondo con occhi ciechi e la vita in quel modo così contorto…
Erano così pieni di giudizi!
E sulla base di quei giudizi pretendevano fosse giusto crescessi anche tu.
Che, invece, eri già così grande!…e ti sei dovuto rimpicciolire…

Allora ricorda.
Che cosa è per te bello, giusto, buono, armonico, sano, naturale, normale?
Escludi tutto quello che non lo è dal tuo linguaggio, dalle tue scelte, dal tuo spazio…
Escludilo e la tua vita cambierà e ricorderai.
Ricorderai e vedrai, vedrai e ricorderai…

Smettila di definirti strano, pazzo, diverso, folle!
Smettila.
Non lo sei.
Sei normale.
È folle non esserlo, non essere.
Sei quello che sei.
Devi soltanto esserlo.

Come ti sentivi in quel mondo? In quel modo?
Ti sentivi senza speranze.
C’era desolazione, vuoto, era tutto spento.
Ma dove eri finito?
Che cos’era tutto quel frastuono?
Quel disordine?
Dov’era la Bellezza?
Dov’era l’Amore?
E dopo…dov’eri Tu?

Ti sei sentito perso.
Quanto erano strani quegli adulti? Tutti.
Quanto erano diversi da te?
Ma di che cosa stavano parlando?
Che cos’era quel posto?
Quanto erano diversi da te? Quanto?
Quanto era diverso, strano, confuso, astruso, pesante, duro, artificioso, farraginoso quel mondo?
Quanto lo è ancora?

La strada per tornare è accorgerti che non hai mai fatto parte di questo posto.
Non sei denso.
Non costringerti a sentirti suo.
Puoi amarlo per scelta, non per appartenenza.
E non sentirti costretto.
Non è vero che devi necessariamente farlo.
Sei sicuro che sia questo il mondo da amare?
Sei sicuro che l’Amore pretenda che si ami?
Che tipo di amore ti stanno vendendo?

Non farti violentare da chi sa chi, cosa, come e quanto devi amare!
Non sei qui per amare questo posto.
Sei qui perché sei stato chiamato.
Sei qui per scelta.
Ma sai cosa hai scelto?
Davvero sai come Ami tu?
Che cos’è l’Amore?
Cosa significa Amare?
Amiamo tutti allo stesso modo?
Siamo tutti uguali? No.
Eppure siamo tutti Amore.
Non devi niente, mai.

L’Amore non si forza.
Sorgerà dopo. Forse.
Forse non serve. Va già bene che tu sia qui, così.
Intanto comprendi che non sei di qui.
E non importa capire cosa significhi davvero.
Non sei di qui.
Per questo non ti piace.
Per questo è dura stare qui. In questo modo.

Tu non sei di qui. Non puoi essere così.
Allora ricorda.
Cosa è normale per te?
Di cosa è fatto il tuo mondo?
Puoi portarlo qui se vuoi.
Prima, ricostruiscilo dentro di te.
Scegli cosa estromettere.
Stiamo parlando di pensieri, emozioni, comportamenti e anche persone.

Preserva il tuo spazio.
Scegli.
E riempilo.
Cosa vive dentro di te?
Da dove vieni?
Di che cosa è fatto il tuo mondo?
Questo non è il tuo. Bene.
Il tuo com’è?

Non fartelo dire dagli altri e non lasciare che siano gli altri a dirtelo.
Nè da chi è diverso da te – per favore – nè da chi ti sembra come te.
Nessuno è come te.

Vittoria

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Vittoria Cucciarrè

Avvocato fuori, ricercatrice dentro.
Il mio percorso di crescita personale e spirituale non è iniziato per mia scelta, è stato lui a scegliere me.
Non sono titolata, non ho frequentato corsi, non ho verità da rivelare.
Sono una persona curiosa, che ama ricercare, indagare, scoprire e farsi ancora domande.
Anzi, prima di amarlo, questo è quello che sono.
Non so nemmeno io dove sto andando, dove e se arriverò, non so neanche più se sto cercando qualcosa di definito.
Ma so che è quello che mi piace, che mi fa stare bene e che ha rivoluzionato e migliorato la mia vita.

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Contatti: veranikatraanimaedego@gmail.com

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