L’isola del Tonal

Uno dei temi più ricorrenti nel nagualismo tolteco è la distinzione fra tonal e nagual così come presentata da Carlos Castaneda, soprattutto ne L’isola del tonal, quarto dei volumi dedicati al suo apprendistato messicano.

Ritengo questo argomento fondamentale per la nostra quotidianità presente e futura, perché se saremo in grado di entrare nella giusta ottica di una armonizzazione, avremo automaticamente risolto tutti i problemi, qualsiasi cosa ci capiti.
E non lo dico in nome di una formula magica, ma proprio perché avremo conseguito una consapevolezza, che preferisco definire come nuovo assetto energetico, in grado di valutare ogni aspetto in maniera strategica anche dove non vi è apparente soluzione.
Prima di tutto cerchiamo di approfondire i termini, passaggio importante per capire in cosa si sta muovendo la nostra attenzione.
 
 
Ne L’isola del Tonal Don Juan  indica come tonal la sua persona, si batte le mani sul petto, sulle gambe e sulle costole. Il mio tonal è tutto questo dice a Carlos.
Ecco questo è il primo punto, scusate il maiuscolo, FONDAMENTALE.
 

Il corpo è la porta di tutto, sottrarsi al mentale e riportarsi al corpo è la vera magia della vita, non a caso tutte le tradizioni spirituali riportano al corpo, che sia lo yoga, le arti marziali energetiche, il pilates, la meditazione… richiedono un uso del corpo preciso, così come le danze sacre, pensiamo a quelle indiane, o un certo tipo di teatro fino ad arrivare ai rituali sciamanici più conosciuti.
 
Il corpo è sacro, è un microcosmo nel macrocosmo ed è un macrocosmo con microcosmo e porte di infinita saggezza. E noi abbiamo le chiavi.
Per muoverci bene nel tonal dobbiamo avere un buon grado di percezione del corpo, sottraendolo al dialogo interno.
 
Riportarsi sul corpo continuamente, assiduamente, costantemente significa avere precisa consapevolezza del suo assetto energetico o in parole meno sciamaniche di ciò che gli sta succedendo,  un malessere, una inquietudine percepita in qualche zona ma anche una emozione o gioia. Il corpo registra tutto e vi avverte in tempo reale di cosa sta succedendo.
 
E ovviamente, a volte avverte anche in anticipo essendo le nostre fibre energetiche, soprattutto nei momenti di rilassamento, ben estese e vigili (che poi è quello stato di presenza di cui parlano molte tradizioni spirituali).
 
Don Juan va avanti, spiega che ogni essere umano al momento della nascita ha due controparti che diventano operanti, appunto il tonal e il nagual.


Il tonal è la persona sociale, l’organizzazione del mondo.
Non è azzardato affermare che tutto quello che sappiamo
e facciamo come uomini è opera del tonal.
Inoltre il tonal è il protettore che protegge una cosa che non ha prezzo:
il nostro vero essere.
 
Don Juan in questo passo spiega perché antropologicamente il tonal è stato scambiato per l’animale protettore o per il guardiano presente alla nascita (e a questo punto azzardo l’angelo custode cattolico)  non perché il tonal sia un animale particolare, ma solo perché il mentale, per dare senso a qualcosa, deve per forza cercare una rappresentazione o comunque descriverlo.
Il tonal è tutto ciò che sappiamo,
tutto ciò che incontra l’occhio,
ha inizio con la nascita e fine con la morte.
  
Di fronte a un dubbioso Carlos che si perde nella spiegazione, don Juan paragona il tonal a un’isola. Credo che questa sia l’immagine più azzeccata per tutti noi, perché rende l’idea della sua realtà e del suo limite.
Un po’ come nel film The Truman Show.
Quello era il tonal del protagonista, non è importante che fosse completamente falso, dalla città, agli affetti, ai personaggi, lui non poteva saperlo, anzi non vi era nulla di falso perché lui era immerso e creava costantemente con le sue azioni quel preciso tonal… e e poi sono apparse le scale…. Ma il fatto che ci fossero le scale non ha tolto assolutamente valore a quello che era quel tonal.
 
Un’altra isola perfettamente tonal è quella di Lost dove in una delle ultime stagioni uno dei personaggi legge appunto Castaneda…
Quindi risulta chiaro che il tonal è tutto ciò che sappiamo del mondo e che sappiamo di noi mentre il nagual diventa immediatamente la parte di noi con cui non abbiamo assolutamente a che fare.
 
Questo passaggio è importante perché da qui nascono i maggiori fraintendimenti per chi non approfondisca esattamente i termini, scambiando poi nella pratica ciò che nel tonal è sempre tonal.
Carlos diventa sempre più simpatico, perché volutamente non capisce e fraintende, almeno nella sua trasposizione letteraria e inizia con una serie di domande a raffica
 
Il tonal è la mente? E’ l’anima? I pensieri?  Uno stato di grazia? Il paradiso? Intelletto puro, psiche, energia, forza vitale, immortalità, e forse Dio?
“Sono a cena, la tavola imbandita, don Juan paragonò l’isola del tonal proprio a quella tavola, tutto ciò che elenca Carlos può stare su quel tavolo, dal tovagliolo, al cibo, alle bevande, Dio fa parte di quella tavola,diciamo anzi che Dio è la tovaglia…

Il nagual è la parte di noi per quale non c’è descrizione,
non parole, non nome, non sensazioni, non sapere…
 
Quindi non può essere nulla di tutto ciò a cui diamo il nome di divinità (come non pensare al Tao?)

Dio è un elemento del vostro tonal personale e del tonal del tempo.
Dio non ha importanza che nella misura in cui fa parte del tonal del nostro tempo.
 

Il nagual è fuori dalla tavola, fuori dall’isola, il nagual è tutt’intorno all’isola. il nagual è lì dove il potere si libra… al momento della nascita e ancora per un po’ di tempo dopo siamo solo nagual.  (recuperassimo quelle sensazioni dei primi mesi di vita…un sacco di risparmio in corsi e seminari…)

Don Juan continua:

Poi intuiamo che abbiamo bisogno di una controparte per funzionare…e il tonal comincia a svilupparsi e diviene enormemente importante per il nostro funzionamento, tanto importante che offusca la lucentezza del nagual, la sopraffà.
Dal momento che diventiamo solo tonal non facciamo che iniziare ad accrescere il nostro iniziale senso di incompletezza che ci accompagna dalla nascita e che continuamente ci dice: ci vuole un’altra parte per essere completi.

Dal momento in cui diventiamo solo tonal cominciamo a formare delle coppie.
Intuiamo i nostri due lati ma li rappresentiamo sempre con gli elementi del tonal.
Diciamo che le nostre due parti sono anima e corpo, o pensiero e materia,  bene o male e non ci rendiamo conto che continuiamo a comporre coppie con ciò che sta sull’isola….

Noi intuiamo che c’è un altro lato di noi, ma quando cerchiamo di afferrare quell’altro lato il tonal prende il comando e diventa gretto e geloso. Ci abbaglia con le sue astuzie e ci costringe a cancellare il minimo indizio dell’altra componente della coppia, il nagual…
 

Ho voluto riportare le parole di Castaneda perché sono fondamentali per capire il gioco quasi perverso ma anche meraviglioso a cui siamo tenuti a giocare, e come prima cosa prevede una buona conoscenza della nostra isola, una perfetta conoscenza…. perché provare a lasciare l’isola senza sapere esattamente centimetro per centimetro le insidie e le soluzioni che propone è davvero un salto nel vuoto a cui spesso, nel migliore delle ipotesi, viene dato il nomee di pazzia.
 
Quindi prima di costruire la barca è necessario ripulire l’isola del tonal… e questo periodo storico, in questo senso, ci fa solo un gran favore.


Nicole

Fabrizia Nicoletta Gugliemino

Nasco da una famiglia di ricercatori teosofi che nella Sicilia degli anni settanta costruiscono un piccolo centro di ricerche filosofiche e spirituali interessante crocevia di tradizioni orientali ed esoteriche occidentali.
Apprendo da mia madre la tarologia e l’astrologia mentre osservo mio padre nella realizzazione di amuleti, rapita dal potere dei simboli che mi appaiono davanti come portali infiniti.
Ma il richiamo dell’Oriente è forte e fin dai vent’anni inizio a praticare yoga  e ad appassionarmi delle arti orientali finendo per seguire il percorso de I Ching e del Feng Shui.
Con la conoscenza del Tai Chi Chuan e del Chi Kung inizio a percepire la potente energia che abbiamo nel corpo e il segreto della sua direzione ma solo con lo sciamanismo, tibetano dapprima e tolteco dopo, riesco a dare un senso a tutte le pratiche assaggiate fino a quel momento.

Con un gruppo di appassionati di danza orientale, discipline bioenergetiche, medicina e alimentazione taoista fondiamo Tria Kentra associazione culturale umbra che promuove lo sviluppo del benessere psico fisico dell’uomo tramite la conoscenza energetica.

Le tecniche fisiche di armonizzazione energetica, le arti divinatorie come conoscenza del Sé, le tecniche tolteche che aprono soglie nell’ambito percettivo, la pittura, l’armonia fra uomo e ambiente sono ciò che adesso considero davvero la mia casa fisica e spirituale e mio desiderio è diffonderle.

Lo sciamano dentro di noi
QiGong-I Ching-Tarologia
3519646349

Nessun commento

Leave a reply

NaturaGiusta - Essere in Evoluzione
Logo

Promo Premium

Compila il form, verrai ricontattato da un nostro consulente

Promo Social

Compila il form, verrai ricontattato da un nostro consulente

Iscrizione Annuale

Compila il form, verrai ricontattato da un nostro consulente