Stitichezza – Cosa ti vuole dire il tuo corpo?

Ho deciso di scrivere questo articolo perché mi rendo conto che la stitichezza è un disagio sempre più diffuso: molte delle donne con cui lavoro, infatti, mi dicono di soffrirne.

Il mio intento è quello di affrontare l’argomento da un punto di vista psicosomatico, tralasciando quindi gli aspetti legati alla nutrizione che, sebbene siano molto importanti, risultano essere una conseguenza dell’aspetto più interiore della persona.

Fatte queste premesse, ti posso dire che tutte le persone che soffrono di stitichezza hanno qualcosa in comune fra loro: non esprimono le proprie emozioni, anzi, si tengono tutto dentro fino a scoppiare.

E poi magari scoppiano davvero per una banalità, ma questo è un altro discorso.

Trattenere a livello emozionale significa trattenere anche a livello fisico.

Dopo tutto, se ci pensi, l’intestino attraverso le feci lascia andare gli scarti, quello che non gli serve più, tutto ciò che è tossico.

Se però siamo noi i primi a “tenerci addosso” tutte le scorie emotive, tutto ciò che ci avvelena dentro: rabbia, senso di colpa, vergogna, tristezza, allora anche il nostro processo di eliminazione biologico si ferma.

Ci tengo a specificare che anche la non espressione di emozioni come gioia, felicità e amore è ugualmente dannosa per noi.

[N.B. In questi casi, è anche facile che la persona riscontri un certo gonfiore addominale che fa fatica ad andarsene, anche se la persona in questione è magra o perde peso.]

Tutto questo accade perché il nostro corpo ci parla continuamente attraverso i sintomi, in modo che possiamo ascoltarlo, o meglio ascoltarci, e migliorare la qualità della nostra vita.

Ora che sei più consapevole dei meccanismi che ti portano alla stitichezza, qual è un primo passo che puoi fare per smettere di accumulare tutte queste emozioni?

Il consiglio che do sempre anche alle mie clienti è quello di scrivere di getto su un foglio tutto quello che ti passa per la testa non appena rientri a casa a fine giornata.

Non tenerti più tutto dentro.

Continua scrivere finché non ti senti più sollevata, leggera.

Questo significa che puoi scrivere a flusso libero anche per 20 minuti.

Vanno bene anche insulti e parolacce, perché in questo momento non ci interessa se sia giusto o sbagliato prendersela con X, Y, Z. Ci interessa semplicemente che tu lasci andare anziché accumulare.

Quando hai finito di scrivere tutti i pesi della tua giornata, rileggi tutto e poi brucia il foglio.

Così facendo inizi ad abituarti a lasciare andare, a smettere di trattenere, anzi, diciamo proprio che ti dai l’autorizzazione ad esprimere ciò che senti senza freni né filtri. Il che per molte persone è già un enorme passo avanti.

Se ti va, fammi sapere nei commenti come è andato questo esercizio.

Con amore sempre,

Chiara

Chiara Donatini

Sono TantraYogaCoach® e insegnante di yoga e meditazione.

A 18 anni ho iniziato un profondo percorso di crescita personale e spirituale che mi ha portato a formarmi come terapista e operatrice olistica in diverse discipline, sempre con l’intento di seguire la mia Missione di vita: prendermi cura degli altri, accompagnandoli nell’emozionante viaggio di riscoperta di sé.

Aiuto le persone ad attivare il proprio potente magnete interno, in modo che possano attrarre a sé tutto quello che consente loro di amare follemente la propria vita, a partire da loro stesse.

Come lo faccio? Attraverso percorsi individuali e seminari di gruppo che uniscono meditazione, respirazione, riprogrammazioni energetiche e la spiritualità del Tantra e delle Ande.

In questo modo è possibile lasciare andare vecchi schemi mentali, condizionamenti consci ed inconsci e aprirsi a diventare i creatori consapevoli della propria realtà.

Sito internet: www.chiaradonatini.com

Facebook: www.facebook.com/chiaradonatinicoacheoperatriceolistica

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