Il Viaggio della Maddalena – Salgemma, la trasmutazione della colpa
Come un corallo al ventre
suicidio harakiri trapasso
sono stanca
e so di salgemma
Leccami
Assaporami
Assaggiami
E’ questo il mio gusto
Oggi
Per te
Abbi il coraggio
Come madonna
Mi si sciolgono le lacrime
Color del sangue
Ai lati degli occhi
Corrono
Scorrono
I fluidi
Corporali
Temporali
Sono nuova
E so di ruggine ferrosa
Oggi per te
È il rosso
Con tutte le sue sfumature
Abbacinanti
Allucinanti
Eppure tènere
Anche
È come una bacinella
Che si riempie
Del mio sangue mestruale
Non è sporco
Non è impuro
Sono solo sali
Minerali
Che si portan via tutte
Le scorie
Della giornata vissuta
Sanguinamenti mestruali
Mi svuoto
Ho l’imbarazzo
Della scelta
E di qualcosa
Mi sbarazzo
Qualcosa
D’importante
Del senso di colpa
Compio il gesto
Affondo la parola di corallo
Che
Sventra Svuota e, forse
ancora Feconda
Quel senso di mancanza
Che assomiglia a una tortura
Ma è solo un altra forma d’amore
Per i duri a intendere
Mi dissangua il Cuore
Lentamente
Ferocemente
Mi disfa
Annienta
Mi porta al niente
A liquefazione
Mi liquefa
Il digrignare
Mi alimenta
Combustibile naturale
Una dissoluzione
Mortale
Come piccoli chimici
In soluzione salina
Sopravviviamo
Cioè Voliamo Sopra
Mi dissolvo
Gorgoglio
Precipito
Sono una Madonna
Sono Corallo intinto
nel grembo
Sono lacrima sangue
Ferro sale
Intriso di peccato
Potente solvente
Sono l’immagine di me stessa
Nel liquido della mia
Bacinella
Non me
Vedere il futuro
Come una Galadriel
Indovinare Se Stessa
Riflessa
Indovinarsi
Divinarsi
Con questo linguaggio spietato
China
su liquido color mattone
Affacciata al cerchio della vita
Scrutare il passato
Prescrivere il futuro
E invece no
Vedere
Riflesso
Il Volto
Di Te Stesso
come un corallo al ventre
suicidio harakiri trapasso
sono stanca
e so di salgemma
Scritto poetico di Irina Bosco Staiano
incluso nel libro: Il Viaggio della Maddalena
©Edizioni Unsolocielo 2020. Tutti i diritti riservati
Immagine di copertina: Patricia Ariel
Ha sempre avvertito, fin da bambina, un forte richiamo provenire dalla dimensione spirituale ed immaginativa che, crescendo, ha trovato la sua naturale via di espressione nella creatività artistica, sentita innanzitutto come una profonda necessità personale ed una un’autentica chiamata dell’anima. Immergendosi nelle profondità del suo mondo interiore è arrivata a “toccare” particolari stati di coscienza dai quali è iniziato a sgorgare un inarrestabile flusso poetico fortemente archetipico, visionario, evocativo e misterico. I suoi scritti alchemici della Nigredo, dell’Albedo e della Rubedo, riportano nell’oggi un processo di esplorazione e guarigione interiore antico e senza tempo.
Irina Bosco Staiano

