L’ora delle ombre lunghe

C’è un momento speciale durante il giorno in cui avviene un passaggio.
Non è più il giorno, con i suoi rumori, con i suoi colori, ma non è nemmeno notte ancora.

C’è una luce particolare sebbene essa stia scomparendo per lasciare il posto al buio, getta in avanti la proiezione di tutto ciò su cui si posa.

E’ questo movimento lungo in avanti che mi colpisce!
Un ‘esortazione ad andare verso l’oscurità, ad andare avanti fino in fondo, ad oltrepassarla.

Nei culti antichi il giorno cominciava al crepuscolo, non a caso, è nel buio dell’oscurità che il seme germoglia e cresce, nell’oscurità dell’utero si concepisce,

Ma nell’oscurità vivono anche le bestie che ci tormentano, che non ci lasciano respirare, finché non avremo il coraggio di guardarle negli occhi, di riconoscerle, di dare loro ascolto.

Finché ci ostineremo ad usare gli occhi non riusciremo a guardarle, ci sembreranno sempre più spaventose.

Dobbiamo sentire non vedere, e non sappiamo più farlo.

Com’è per noi l’oscurità?
Ci fa sentire a nostro agio?
O ne abbiamo paura?

Un po come nel mito della caverna di Platone, dove gli schiavi in catene dentro una grotta potevano guardare solo davanti a loro stessi con  dietro un fuoco che proiettava le ombre allungate e distorte. Era quella la realtà per quegli schiavi, le immagini allungate di una realtà che era composta da ben altro.

Ma se una di quelle persone con coraggio uscisse dalla caverna, faticando sulla strada in salita, sopportando il dolore agli occhi per non averli mai usati, e scoprisse i colori della realtà?
Capirebbe che fino ad ora aveva visto una piccola parte del mondo….

E se volesse tornare nella caverna per avvertire tutti che il mondo è molto di più e la verità bisogna cercarla?
Sicuramente i suoi occhi si sarebbero abituati alla luce e sarebbe ora cieco nell’oscurità, deriso da chi ancora pensa che la realtà è solo quella dentro la caverna.

Cosa rappresenta per noi quindi quel momento in cui le ombre sono lunghe?
La salita alla scoperta di realtà nuove?
Oppure la discesa nella nostra confortevole caverna?

Trovate il coraggio di tenere aperti gli occhi anche se fanno male, di sentire la fatica, di scoprire mondi nuovi.

Cercate le verità intorno a voi, anche negli angoli bui,
esplorate luoghi dentro e fuori di voi.

Con affetto, Vania

Vania Zanonato

Operatrice shiatsu professionale, educatrice, insegnante di massaggio al bambino.

Ero sempre alla ricerca di qualcosa….
Lo trovai così, lo shiatsu, attraverso un volantino colorato trovato per caso in un negozio.

Ricordo ancora quelle sere passate in una bellissima mansarda profumata d’incenso, alla luce del crepuscolo rischiarata da candele danzanti, ricordo che lì successe qualcosa, mi innamorai perdutamente dello shiatsu mentre la mia anima cercava in tutti i modi di farmi capire che era ciò che avrei dovuto fare.

In quel periodo lavoravo come educatrice d’infanzia. Nonostante fosse un lavoro che avevo desiderato intensamente e che mi aveva permesso di approfondire la mia conoscenza sull’infanzia; il modo di giocare; di apprendere; di imparare, di sentire, non era ancora abbastanza.

Fu grazie alla scuola internazionale di shiatsu, dove iniziai ad imparare la fisiologia e anatomia umana, medicina tradizionale cinese, la valutazione ed il riequilibrio energetico ecc., che il mio modo di pormi con i bambini, di guardarli e di relazionarmi con le persone, cambiò.

Iniziai ad apprezzare la singolarità delle persone, i talenti e le potenzialità che le rende uniche.
Il desiderio di cambiare vita cresceva sempre di più. Non volevo “semplicemente” cambiare lavoro ma volevo rimettermi in gioco.
Con la nascita dei miei figli però il mio mondo si capovolse. All’improvviso, sembrava che tutto ciò che avevo imparato e che conoscevo fosse scomparso dalla mia memoria. Non ricordavo nulla.
Piano piano raccolsi i pezzi e cercai di dare un nuovo senso a tutto ciò che allora rappresentava la mia nuova realtà.
Feci pratica sul campo con i miei figli, sperimentai, misi in dubbio molti dei concetti che credevo veri e praticabili. Arrivai a un punto di rottura così profondo da mettere in dubbio chi ero, il mio lavoro e le mie passioni. Rispolverai ciò in cui credevo davvero, l’onestà, la passione per ciò che si fa, la riverenza ed il rispetto che provavo di fronte ad un altro essere umano, l’intenzione di fare il bene, sempre.

Ora, dopo dodici anni di esperienza come educatrice d’infanzia 0/3 anni, lavoro come operatrice shiatsu qualificata e insegnante di massaggio al bambino.
Attraverso lo shiatsu, il massaggio al bambino e alla mia pluriennale esperienza nel mondo dell’educazione, insegno alle mamme un diverso modo di comunicare con i loro piccoli e le aiuto a ritrovare l’armonia con sé stesse e l’equilibrio di corpo-mente-spirito, favorendo l’attenuazione di stress, ansia e insonnia.

Il mio SITO

La mia pagina Facebook: Casa Shiatsu

La mia email: anya481@libero.it

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