Leggende del peperoncino Maya

Nel sud Italia i peperoncini sono spesso presenti nelle case e sulle tavole imbandite dove svolgono un doppio ruolo, quello gastronomico e quello scaramantico.

Secondo un’antica credenza popolare il corno animale scacciava gli spiriti cattivi, dava coraggio e proteggeva dalla cattiva sorte.
Per questo un corno o un cornetto viene ritenuto, ancora oggi, un portafortuna.
Il peperoncino somiglia molto a un cornetto e può produrre gli stessi effetti.

  
In altre parti del mondo, soprattutto nell’America latina, ottomila anni di storia hanno conferito al peperoncino un ruolo più importante e più diffuso nella cultura popolare e nei riti magici.
Arturo Lomelì, lo studioso messicano, grande esperto di peperoncini, ci ricorda che gli uomini della preistoria dipendevano dalle piante e le utilizzavano nelle loro pratiche di magia, in incantesimi e anche nelle pratiche terapeutiche.
Per loro il peperoncino diventa protagonista di riti magici, di allegorie, di pratiche mediche e addirittura interpretazioni cosmiche.  Manco Càpac insegnò e tramandò il sapore della vita col sale e col peperoncino per regalare agli uomini il piacere e la felicità.
La studiosa messicana Jean Andrews, autrice di pubblicazioni importanti sul peperoncino, racconta una pratica di origine precolombiana. Riguarda il parto.
Qualcosa a metà strada fra medicina e magia.
La giovane partoriente era distesa a terra con una fune intorno al corpo, stretta, all’occorrenza, con una pannocchia usata come leva.
Ad ogni aumento delle doglie la levatrice stringeva la corda aiutando la paziente ad affrettare il parto.
Arrivati al momento giusto, la levatrice buttò sulla faccia della donna una polvere mista di tabacco e peperoncino piccante.
La paziente cominciò a starnutire violentemente, la levatrice girò ancora la pannocchia di mais e il bambino nacque.
In epoca precolombiana il peperoncino ebbe un ruolo importante nella vita di ogni giorno e ancora oggi è utilizzato dagli Indios per proteggersi dai pericoli e dal male.
  

Punizioni e superstizioni piccanti

Alle giovinette maya che civettavano in pubblico veniva sfregato peperoncino negli occhi.
 Ancora oggi gli Indios Popolocàn, vicino a Oxaca, puniscono allo stesso modo i bambini disobbedienti.
 I contadini, discendenti degli Aztechi, coltivano i peperoncini e i pomodori in campi nettamente separati da quelli dei fagioli e del mais.
Le mogli, quando sono incinte, non possono mangiare il peperoncino altrimenti i folletti della pioggia la picchiano, le portano via il cibo e mettono nel suo utero grandi quantità di acqua.
Quando il bambino è nato bisogna proteggerlo con un pezzo di peperoncino e un rametto della stessa pianta, in forma di croce, messi sotto la stuoia dove la mamma dorme col bambino.
Se, nonostante tutto, il piccolo si ammala, colpito dal malocchio, i genitori devono procurarsi quattro peperoncini da quattro rivenditori diversi e disporli a forma di croce per dare inizio al rito scaramantico.
La guaritrice poi fa un lungo trattamento con saliva, uova, erbe e peperoncini.
  

I rituali del Brasile

In Brasile i rituali che hanno come protagonista il peperoncino, sono precisi e codificati.
Tramandati da padre in figlio.
Per assicurarsi la fedeltà del marito bisogna preparargli una bistecca con sale, cipolla e peperoncino.
Conservare gli avanzi e sotterrarli sotto la porta della cucina.

Per recuperare il denaro dato in prestito  bisogna avvicinarsi a una pianta di peperoncino e recitare tre volte Ewè, est mi Kalù.
Strappare sette foglie e sfregarle sotto la pianta dei piedi prima di andare dal debitore a chiedere i soldi.
 

Ciao sono Eleonora Lombardo, una ragazza semplice alla ricerca della Vita.

Metto il coraggio in ogni cosa che faccio perchè ritengo che la nostra esistenza diventi più grande e ricca se ci lasciamo guidare dall’Amore e, al contrario, noiosa e priva di stimoli se ci lasciamo ingabbiare dalla Paura.

Sono una ragazza dinamica e vado sempre alla ricerca di qualcosa di nuovo e originale, cerco di vivere senza troppi condizionamenti mentali per respirare con totalità il mio sacro istante presente.

La via della trasformazione interiore è qualcosa che mi accompagna giorno dopo giorno.
Amo la meditazione del qui e ora e le antiche tecniche energetiche cinesi, adoro anche leggere e scrivere.

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