La Mente per abbandonare la Mente…

Mi sono avvicinato alla spiritualità ormai tanti anni fa ma il mio spirito razionale non è mai scemato nonostante chi affronta pratiche spirituali riceva insegnamenti spesso irrazionali e fideistici.
In particolare qualsiasi tradizione buddhista si è da sempre caratterizzata per una singolare posizione dottrinale: l’assenza di un Se o Io o Anima che dir si voglia.

Assenza di un “nocciolo” duro che caratterizzerebbe ognuno di noi e che si manterrebbe pressochè inalterato dopo la nostra morte fisica.
Accettai da subito questo concetto, anche per la ritrosia verso il mondo cattolico che invece fa dell’esistenza di un “anima” un proprio cardine dottrinale e una “attrattiva” per i fedeli, soprattutto di quelli prossimi alla morte.

Sperimentai l’assenza del se nella meditazione zen: ho pubblicato anche un articolo sul blog, nella tematica “prima della meditazione”.
Fu una sperimentazione comunque un po’ “romantica”, come sempre mi accade quando affronto temi metafisici.
Il punto di svolta nella comprensione “intellettuale” del concetto di assenza di io lo ebbi solo adottando per caso un approccio scientifico e razionale.

Come sempre ho scritto l’approccio scientifico lo ritengo fondamentale: mi servo infatti della mente per abbandonare…la mente.

Riflettei su di me, sul mio corpo distinto da quello degli altri esseri umani, in una struttura sociale chiamata Stato, una struttura economica, con leggi e una forma di educazione massificata.

Ho una mia personalità? – mi chiesi – ho una mia individualità?

Apparentemente si – mi risposi – mi sento spesso completamente diverso dagli altri, distante dagli altri, emotivamente e fisicamente.
Tuttavia giunsi presto ad analizzarmi attraverso in particolare una esperienza fisica, una semplice corsa di allenamento nei boschi.

Cosa accade? Mi chiesi durante una sessione di corsa.

Il mio corpo è distinto da quello degli altri, tuttavia il respiro e l’aria che entra ed esce dal mio corpo sono in definitiva attività universali: questo fu il punto di partenza che mi portò a comprendere intellettualmente che anche il se o io, con i suoi pensieri, le sue emozioni non è altro che un centro universale cui convoglia una energia che noi chiamiamo erroneamente individualità o personalità.

Vidi gli alberi davanti a me: l’occhio riceve il segnale luminoso e lo trasmette al cervello che lo elabora e lo trasforma in uno stimolo chimico ma questo processo accade su binari già tracciati e relazioni mai originali.

Siamo guidati dal passato, dalle eredità neuro fisiologiche che stimolano le idee, i pensieri ma anche le emozioni: avevo “alberi” davanti a me perché così mi era stato trasmesso.
Consciamente e inconsciamente qualsiasi pensiero, qualsiasi emozione, qualsiasi reazione sono e rimangono universali.
Capii in un attimo che anche io sono il frutto di culture e tradizioni, ereditate o anche solo apprese, nel corso della vita, proprio come il buddhismo che studio.

Ha un senso allora attaccarsi a idee? Rifiutarne altre?
Ha un senso coltivare qualcosa solo per essere felici?

Gli impulsi vengono interpretati dal cervello in un nano secondo, sulla base di schemi appresi ed ereditati: siamo chimica, pura chimica priva di una personalità originale ed unica.

Quindi? Ricercate, ricercate e non fermatevi mai.
Non giudicate a priori se non in rari casi.

Dimenticate anche il buddhismo, solo questa è la strada che va oltre la sofferenza.

Il resto è “fuffa”.

Hae Myong

Hae Myong
Inizia a studiare da autodidatta il Taoismo cinese nel 2004 e presto si avvicina allo studio della cultura zen e buddhista.
Nel 2006 inizia a praticare presso l’Associazione “Bodhidharma” di Lerici del monaco buddhista Tae Hye Sunim, di ordinazione coreana e birmana, una sorta di pratica che accoglie aspetti della tradizione Theravada e della tradizione Mahayana del Buddhismo.

Per alcuni anni guida anche le pratiche del gruppo genovese di tale comunita’ religiosa presso i locali dell’Associazione “UnSoloCielo” in via San Lorenzo a Genova.

Nel 2009 riceve a Seoul dal monaco Tae Hye Sunim i cinque precetti Buddhisti e assume il nome di Dharma di Mu Mun.

Nel 2009 risiede per alcune settimane in Corea presso i principali templi dell’Ordine Jogye. Nel 2010 e 2012 visita alcuni templi in Thailandia.

Nel 2014 inizia a studiare presso l’Institute for Buddhist Studies USA (IBS) dell’Ordine coreano zen Taego-jong affiliato con Dong Bang College of Korea.

Nel 2015 partecipa ad alcuni ritiri spirituali organizzati dall’Ordine Taego in USA.

Nel 2016 riceve il diploma dall’IBS dopo aver terminato i due anni di studi ed aver superato tutti gli esami e la tesi finale.

Nel 2017 riceve i precetti del Bodhisattva presso l’Associazione Bodhidharma in Lerici.

Nel 2018 viene ordinato in Polonia Dharma Teacher dall’Ordine Taego-jong e riceve il nome di Dharma di Reverendo Hae Myong.

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