La Meditazione Vipassana
Avete praticato la meditazione “Samatha“?
Quale e’ stata la Vostra esperienza?
Pongo queste due domande virtuali facendo seguito all’articolo scritto la scorsa settimana e il cui argomento, la meditazione di concentrazione o calma quiete, definita Samatha, appunto, trova nel tema di questo articolo un naturale sbocco.
Oggi parliamo di un’altra forma di meditazione tipicamente buddhista anche se, come la Samatha, ha origini antecedenti alla vita del primo maestro della tradizione buddhista, il principe Siddharta.
Abbiamo visto come la meditazione Samatha ci porti ad essere concentrati sull’oggetto di meditazione scelto, favorendo uno stato di quiete e calma, preparatorio alla pratica della Vipassana, tradotta spesso come meditazione di “consapevolezza“.
Le sensazioni piacevoli e spiacevoli non ci condizionano, ne siamo equidistanti, pertanto i sentimenti e le emozioni negative come la rabbia, l’ansia, l’invidia si affievoliscono e perdono tutta o quasi la “presa” mentale.
Da questo stadio si sviluppa la meditazione Vipassana la cui prima tipologia e’ quella focalizzata sugli stati ed oggetti mentali.
La Vipassana ci dovrebbe portare ad una chiarezza concettuale, ad un’attività analitica della mente, attività che segue lo stadio raggiunto con la meditazione Samatha.
Capite come siano due forme di meditazione correlate?
Uso il termine “forme” perché da un punto di vista buddhista la meditazione non e’ una “tecnica” o possiede “tecniche”.
La meditazione buddhista non si insegna come si può fare per una sequenza di Tai Chi, ad esempio.
Non ci possono essere “corsi” di meditazione buddhista, chiariamoci.
La meditazione e’ uno stato dell’essere, piuttosto complesso, in cui numerosi fattori hanno importanza e sono tra loro correlati.
Taluni di questi fattori non vengono sviluppati mediante tecniche, in modo meccanico.
E soprattutto dall’esterno.
Non vi consiglio di seguire troppo chi vi offre “corsi di meditazione”. Rischiate di buttare via del tempo e…magari del denaro.
Approcciate pressoché chiunque, senza pregiudizi, ma cercate presto di capire con chi vi state relazionando…….
Ritornando alle nostre due forme di concentrazione non può essere non citato il fatto che entrambe hanno corrispondenza con due dei “sentieri” buddhisti verso la felicita’, ovvero la “reale comprensione” (Samatha) e il “reale pensiero” (Vipassana).
Nella Vipassana sugli stati mentali siamo semplicemente consapevoli sullo stato in cui la nostra mente dimora mentre stiamo meditando.
Questa fase, successiva alla fase di concentrazione preparatoria di accesso, porta la nostra mente a relegare in un piccolo angolo l’atteggiamento mentale “ribollente“.
Di cosa si tratta?
Pensieri su quello che ho detto, su cosa ho fatto, su cosa faro’, su quello, su questo..una bomba!
Torniamo quindi allo stato e agli oggetti della nostra mente: la preoccupazione e l’ansia oppure la rabbia oppure la felicita’ o un atteggiamento di benevolenza.
Sono tanti gli stati e gli oggetti mentali!
Si può meditare anche su concetti e idee, ad esempio buddhisti o indiani o cristiani.
Questa fase e’ spesso intervallata da un ritorno alla consapevolezza del respiro per poi fare ritorno al nostro oggetto mentale, liberamente scelto o sorto spontaneamente.
Questa attività mentale, ripetuta nel tempo, porta gradualmente ad una “apertura” della nostra coscienza e come in genere tutta la meditazione buddhista, ha il solo scopo di riconneterci con una delle realtà oggettive sottostanti al mondo di illusioni e sogni che la vita stessa e in particolare le nostre società urbanizzate, industriali e tecnologiche hanno coltivato in maniera massiccia dentro di noi.
La durata consigliata di questo tipo di meditazione e’ lo stesso della Samatha, ovvero 30 o 40 minuti ma potete cominciare con piccole sessioni, anche di 5 minuti.
Non forzate nulla, lasciate che le cose accadano, se devono accadere.
Hae Myong
Per alcuni anni guida anche le pratiche del gruppo genovese di tale comunita’ religiosa presso i locali dell’Associazione “UnSoloCielo” in via San Lorenzo a Genova. Nel 2009 riceve a Seoul dal monaco Tae Hye Sunim i cinque precetti Buddhisti e assume il nome di Dharma di Mu Mun. Nel 2009 risiede per alcune settimane in Corea presso i principali templi dell’Ordine Jogye. Nel 2010 e 2012 visita alcuni templi in Thailandia. Nel 2014 inizia a studiare presso l’Institute for Buddhist Studies USA (IBS) dell’Ordine coreano zen Taego-jong affiliato con Dong Bang College of Korea. Nel 2015 partecipa ad alcuni ritiri spirituali organizzati dall’Ordine Taego in USA. Nel 2016 riceve il diploma dall’IBS dopo aver terminato i due anni di studi ed aver superato tutti gli esami e la tesi finale. Nel 2017 riceve i precetti del Bodhisattva presso l’Associazione Bodhidharma in Lerici. Nel 2018 viene ordinato in Polonia Dharma Teacher dall’Ordine Taego-jong e riceve il nome di Dharma di Reverendo Hae Myong. La mia pagina facebook
Hae Myong
Inizia a studiare da autodidatta il Taoismo cinese nel 2004 e presto si avvicina allo studio della cultura zen e buddhista.
Nel 2006 inizia a praticare presso l’Associazione “Bodhidharma” di Lerici del monaco buddhista Tae Hye Sunim, di ordinazione coreana e birmana, una sorta di pratica che accoglie aspetti della tradizione Theravada e della tradizione Mahayana del Buddhismo.

