La chiamata di Amore e le prove di Psiche

Con estrema umiltà ammetto di non saperne molto sull’amore, però so cosa si prova a stare seduta sulla sabbia fredda a guardare il Sole sorgere dal mare, con la sola piacevole compagnia del mio cane.

Non sono esperta d’amore, ma mi commuovo quando vedo il falco appollaiato sull’albero.
E m’incanto a guardare una coppia di colombi che accudisce il suo uovo in perfetta cooperazione.

Ringrazio la coccinella che si poggia sulla mia spalla mentre sono in bicicletta, e un’amica che mi telefona solo perché ha voglia di sentirmi.

Non sono esperta di alcunché ma abbraccio mio padre, gli do un bacio con lo schiocco sulla guancia e gli dico che è bello, anche se lui non me lo ha mai detto, anche se la sua malattia gli farà scordare di me e del mio bacio di lì a poco, e sorrido mentre abbassa gli occhi imbarazzato ma felice.

Dico alle persone che amo di prendersi cura di se stesse e che sono bellissime e in gamba.
Perché è vero e perché è giusto farglielo sapere.

Non so cosa vuol dire avere accanto un partner perfetto ma m’incanto a guardare il cielo con amore tutti i giorni e scopro che è sempre diverso. Ascolto le storie delle nuvole e il sussurro del vento.

Non posso far passare la notte senza uscire a guardare le stelle e dedicare versi romantici alla Luna.
E mi sveglio nel cuore della notte per ascoltare il canto delle civette e dei gufi.

E penso sia questo l’Amore…

L’Amor Passionale

Cantori e poeti esternano i loro versi, dedicati all’amore, dall’inizio del mondo.
Venerano corpi, labbra, profumi, sensazioni, pulsioni, emozioni e tutto quello che pare opera dell’amore.

Ma cos’è davvero l’Amore?

Io penso che Apuleio lo abbia spiegato bene nella favola di Amore e Psiche, ma non quando racconta la soddisfazione notturna dei due amanti o dei fasti divini.
Lo racconta quando Psiche non approfitta della sua bellezza per avere onore e lustro, quando non si sottrae al suo destino camminando fin sul monte per incontrare quello sposo che credeva fosse un mostro.

Apuleio spiega l’amore quando Psiche si reca dalla temuta suocera, Venere, per andare incontro al suo castigo ma con la Fede nel cuore di rivedere il suo sposo Amore.

Ecco che riesce a superare le terribili prove, inferte dall’adirata Venere, grazie ad aiutanti speciali: gli Spiriti della Natura.

Gli Elementi Naturali diventano Guide e Aiutanti

Sono le formiche della Madre Terra che separano i semi.

È la verde canna sul fiume che la istruisce con la voce soave del vento e Psiche non dubita, segue i consigli alla lettera riuscendo a portare la lana pregiata alla dea crudele.

È la grande aquila che l’aiuta nella terza prova ma solo dopo che la fanciulla ha mostrato coraggio e audacia così, lo Spirito alato, le porta l’acqua del Cocito: il fiume infernale.

E senza mai batter ciglio e con solerte volontà segue le direttive della Torre per uscire salva dagli Inferi e portare a Venere la Divina Bellezza.

E infine, quando tutto sembra vano, Amore va da lei dopo aver attraversato lui stesso il dolore sotto forma di ferita. La prende tra le sue braccia e la porta via con sé.

Quando l’amore è vero, senza ego o bisogno, è supportato dagli Spiriti dell’Amore. Veniamo guidati e aiutati da forze sconosciute e potenti, e riusciamo ad andare oltre la nostra fragilità.

Così, dopo aver dubitato, respinto e dato retta alla mente serva della paura, che nella favola è rappresentata dalle sorelle di Psiche, ci presentiamo al cospetto di Venere pronti a superare prove difficili ma con la certezza granitica che Amore verrà a prenderci.

Avere Fede è amare sé stessi

E allora scelgo d’innamorarmi di me, non perché sono speciale, ma perché sono Amore ferito e ho attraversato le prove di Psiche, sono le formiche di Madre Terra, la canna e il vento sul fiume, perché sono l’aquila e sono la Torre…

Perché non sono niente e sono ogni cosa.

Perché voglio aver come compagna e alleata la Fede e mentre seguo le indicazioni degli Spiriti della Natura, attendo che Amore venga a prendermi…

Enrica

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ENRICA ZERBIN, nata e cresciuta tra campagna, fiume e mare, dove ha scoperto la magia dei cicli lunari e appreso l’uso delle erbe medicamentose delle campagne, insieme agli antichi rituali legati alla Dea e agli elementi; eredità delle sue antenate.
Ricercatrice e studiosa di miti e leggende (con particolare interesse per l’antica saggezza nordica), della simbologia di varie culture, degli archetipi, del Sacro Femminile e della Grande Dea fino allo sciamanesimo.
Iniziata alle Rune tramite l’Elemento Acqua; aiuta con questo importante strumento a svolgere un profondo lavoro di lettura dell’ombra e delle memorie nascoste.

Nel dicembre del 2015 esordisce col suo primo romanzo, Tu Mi Hai Salvato La Vita, edito da Cinquemarzo: una storia sull’importanza degli avi e la saggezza degli anziani, dell’amore nato in circostanze impensabili e bizzarre sincronicità.
Nel 2019 esce il suo secondo libro, La Danza Del Seme Selvaggio, rocambolesco viaggio di due donne non più giovanissime che si trovano, loro malgrado, a dover stravolgere la loro vita e a lasciare la famigerata zona comfort.
Un iniziale dramma si trasforma, per Anthea e Miriam, in una straordinaria avventura tra i sentieri alpini, con la sola guida di una mappa disegnata da una misteriosa vecchia guaritrice.

Nelle sue opere al femminile, sottolinea l’importanza del viaggio, che sia mistico o fisico, per superare i limiti imposti da società e credenze sbagliate a cui la donna ha dovuto sottostare per secoli.

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