Il Mito di Medea – Le persone che amano troppo

“Quando l’amore è eccessivo non porta all’uomo onore né dignità.”

Euripide

Il mito di Medea mi affascina molto, lo associo tantissimo a tutte quelle donne e uomini che la cui priorità va all’amore romantico e alla fusione totale con la persona amata che viene prima di tutto.
Li definiscono come “persone che amano troppo”.

Vediamo cosa dice il mito:
Medea, in greco, significa “scaltrezza”, infatti era una donna intelligente, una maga capace di realizzare ogni sorta di stregoneria; figlia di Eeto, re della Colchide, questa terra richiama alla memoria la spedizione degli Argonauti, di cui faceva parte Giasone, l’uomo a cui era stato affidato il compito di recuperare il Vello d’Oro, ossia la pelle di un ariete magico.

Medea si innamorò perdutamente di Giasone, lo aiutò a conquistare il vello e dopo l’impresa, i due fuggirono per la Grecia.

Il re Eeto inseguì i due amanti in quanto non vedeva di buon occhio il loro rapporto, così Medea per impedirgli di raggiungerli, decise di mettere in atto un orribile crimine: uccise il proprio fratello, Absirto, tagliò il suo cadavere e ne disperse i pezzi, in modo che il padre si impegnasse nel loro recupero e cessasse di inseguirli.

Nei primi tempi, la storia d’amore fra Medea e Giasone fu travolgente e passionale, la coppia mise al mondo due figli, però purtroppo la storia non si concluse con un lieto fine.
Giasone ebbe in seguito l’impudenza di innamorarsi di un’altra donna, molto più giovane di Medea: Creusa, la bellissima figlia del re di Corinto. Medea che amava oltre misura Giasone si senti offesa e non lascio impunito il suo gesto vendicandosi nella maniera più truce: uccise i due figli avuti da Giasone.

Le persone che si identificano con questo archetipo perdono completamente il rispetto per sé stesse e diventano capaci di rinunciare a tutto pur di conquistare o restare con la persona amata.
È l’idea patriarcale di credere che sia necessario sacrificarsi per essere amati.

Quante donne e uomini cedono il loro potere al proprio partner, con l’illusione del “per sempre e sei la mia metà”,  non ricevendo nessuno scambio e subendo ogni sorta di umiliazione pur di mantenere salva la relazione.
Se poi avviene la rottura della coppia e nel mezzo ci sono i figli, ecco che questi diventano uno strumento per arrecare dolore all’altro partner.

Nel mito, Medea uccide i suoi figli, se noi lo osserviamo da un lato simbolico è abbastanza comune vedere i figli di genitori separati invischiati in questo odio nel quale diventano solo uno strumento di ricatto.

Medea da vittima diventa carnefice, anche a costo di distruggere ciò che ama è pronta ad autodistruggersi.

L’aspetto negativo delle relazioni di questo tipo consiste nel credere che il partner debba soddisfare le aspettative sacrificandosi.

“I Medea”, uomini e donne, non riescono a vivere in modo separato dall’altro, hanno necessità di una totale fusione, privando, a volte, della libertà chi gli sta accanto. Quello che devono consapevolizzare “i Medea” è che non ci sarà mai nessuno a soddisfare la loro felicità e il loro bisogni, perché sono solo loro responsabili di quello che desiderano. Devono imparare a rapportarsi alla propria individualità, cercando nell’altro non “l’altra metà della mela”, ma un individuo intero, capace di scambio e di amore.

Con Amore

Carla

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Immagine di copertina: Maria Callas nel film “Medea” di Pier Paolo Pasolini

Carla Babudri ha inizialmente studiato le Astrologiche Classiche e in seguito approfondito la corrente umanistica/psicologica integrando gli studi legati al Karma.

Nel 2004 decide di studiare astrologia e ad approfondire  argomenti spirituali indirizzandosi verso il Culto della Dea creando l’Arche – astrologia  che la vede coinvolta in una ricerca di consapevolezza sempre più profonda, diventando cosi un counselor Astrologico, centrato sul mondo della Psicologia degli archetipi.

Nel 2008 completa gli studi di Astrologia Karmica con il Maestro Karun, maestro italo/indiano di astrologia Indiana, astrologia tibetana.

Nel 2009 incomincia la sua ricerca su Ofiuco e inizia il suo libro sul tredicesimo segno.

Nel 2010 diventa operatore di Theta Healing;

Nel 2010 intraprende i suoi studi nel mondo Tantrico/Taoistico, accedendo cosi ai sacri misteri del Sacro Femminile- Sacro Maschile

Nel 2017 crea e fonda il Tempio di Jada, una visione nuova sul sacro femminile e sacro maschile, tutto ripreso dagli studi e dalla esperienza con il mondo taoistico/tantrico.

Ha pubblicato due libri di poesie incentrate sul percorso di crescita individuale e la scoperta del sé.

Conduce gruppi di meditazioni e visualizzazioni guidate verso il potenziale Femminile e armonizzazione con i cicli naturali di Madre Terra, seguendo la corrente filosofica della “Cammino della Dea”.
Amante della fotografia. Ha scritto articoli per la rivista L’iniziazione e per diversi blog.

MAGGIORI INFO: www.storiadiunapoesia.it

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