Governare la Realtà Interiore per determinare la Realtà Esteriore

Per controllare la realtà esterna, occorre monitorare l’interiorità.
Per monitorare l’interiorità, occorre governare il pensiero.
Per governare il pensiero occorre disciplina.
Per avere disciplina occorre allenamento.
O per ottenere allenamento serve disciplina, da qua in poi vedete un po’ voi come girarla.

Sta il fatto che col continuo sballottamento mentale, emotivo ed energetico a cui siamo sottoposti, tutto questo bel programma rischia di diventare un annebbiato e vago proposito. Ogni santo giorno da ogni dove arrivano informazioni, mistificazioni, deformazioni dei fatti, smentite e riconferme, senza che ci venga fatto mancare l’onnipresente terrorismo psicologico, che gioca un ruolo fondamentale sia sul nostro stato emotivo, che su quello mentale, il che va poi a determinare il tipo e la qualità delle azioni che compiamo. Eh sì, gente, perché l’azione in sé potrebbe anche non produrre i risultati sperati, se mossa con l’energia sbagliata. Non stiamo parlando di fantascienza newage, ma di funzionamento energetico dei nostri apparati biologici. Tutti noi siamo sensibili agli intenti degli altri, e il nostro inconscio è capacissimo di captare quando qualcosa non va, per lo meno questo avviene avendo l’altro davanti, interagendo quindi di persona, de visu. Abbiamo dei radar che ci permettono di captare segnali molto sottili, e questo può avvenire anche a distanza, sempre riferendoci a individui, corpi, esseri viventi.
La cosa diventa un tantino più complicata quando abbiamo a che fare con “entità” non ben definite, con gruppi e gruppetti, per esempio anche con comitati, istituzioni, governi e via dicendo. Qui servono percezioni più sviluppate che non tutti hanno, se consideriamo che spesso molti non sono in grado di capire nulla nemmeno di chi hanno davanti, per quanto sono imbambolati e rapiti energeticamente dal sistema, h24. Io non credo che l’uomo sia stupido, credo solo che sia ipnotizzato e sotto sequestro energetico.

Come ci si riscatta dal sequestro?

Anzitutto bisogna accorgersi di essere stati “rapiti”, e qui c’è ben poco che possiamo fare, se non impariamo a captare i segnali, che di solito portano malessere, disagio, fatica, stanchezza a più livelli. Il dolore è sempre una spia importante da non sottovalutare, perché apre le porte alla comprensione. Se ci decidiamo a indagare il dolore, apriamo uno spiraglio. Se invece neghiamo anche il dolore, lo soffochiamo, cerchiamo di non sentirlo, evitiamo di guardarlo in ogni modo, allora non abbiamo scampo. Continueremo a sopprimere i segnali con svariati palliativi (e ognuno ha i suoi: fumo, droghe, alcol, sesso, shopping compulsivo, dipendenza dai social o dalla tv, dipendenza dal cibo e molto altro). La dipendenza è una strategia di difesa, è una fuga per evitare qualcosa che si considera molto peggiore. Si è disposti ad entrare per l’ennesima volta nel proprio inferno di torture autoindotte, piuttosto che affrontare una buona volta ciò che ci si muove dentro. E qui stiamo parlando solo dei primi passi. I primissimi. Siamo allo step “allenamento”, che non significa ancora “disciplina”, perché per quella occorre fare i conti in continuazione con le proprie ombre, senza sottrarsi al lavoro che ci chiedono di fare ogni volta che compaiono all’orizzonte. Sta a noi ignorarle e continuare a sopprimere il sintomo, qualunque esso sia, oppure addentrarci nelle fitte nebbie per acquisire la pietra preziosa della consapevolezza. A quel punto, si potrà iniziare a parlare, molto gradualmente, del fatto di governare il pensiero, vale a dire diventare i sovrani della propria mente, senza farsi attrarre o distrarre da altro. Il che significa: chi decide cosa pensiamo? Il più delle volte, non siamo noi, ma ciò che ci circonda, visibile e non visibile. Se la nostra attenzione se ne va a puttane perché siamo distratti in continuazione da ciò che accade fuori, dai pensieri che ci attraversano il cervello, e se ignoriamo i sintomi di malessere e disagio e proseguiamo a mettere un coperchio sulla nostra pentola emotiva in ebollizione, allora siamo fritti. Non c’è via di scampo, a meno che la vita non insista a tirarci dei cazzotti talmente forti da svegliarci e imporci di guardare. E spesso succede.


Come funziona tutto questo?

Ma ammettiamo che siamo riusciti ad arrivare allo step seguente, e siamo quindi al punto di governare il pensiero. Come agisce questo su di noi? Significa che diventiamo imperturbabili agli stimoli che scegliamo di ignorare o scansare. Significa che erigiamo una barricata energetica che impedisce alle interferenze di scalfirci, indebolirci, atterrirci, abbatterci, fiaccarci e immobilizzarci a causa della paura, dell’ansia, della preoccupazione. E cosa significa questo? Che diventiamo insensibili e freddi? Certo che no. Diventiamo energeticamente selettivi ed estremamente oculati e lucidi nella scelte da compiere minuto dopo minuto – nemmeno ora dopo ora – perché si tratta di avere le antenne dritte in continuazione. Mi spiace ma non ci si può distrarre un attimo, è questa la vera sfida di oggi. Cosa comporta il fatto di avere questa fermezza interiore dal punto di vista mentale ed emotivo? Significa acquisire il controllo delle energie, cari amici. Significa che, a quel punto, possiamo iniziare a influire attivamente sulla vite esteriore, dato che abbiamo acquisito il controllo di quella interiore. Ed è tutto. That’s it, come direbbero alcuni. E’ come acquisire il patentino, superare l’esame, avere il brevetto, imparare a guidare il mezzo. E’ così che agiscono i Maghi, ve lo dico senza timore di passare per pazza, perché io l’ho visto succedere.

Come agisce il Sistema?

Tutto il gioco che il Sistema tiene in piedi, si basa su distrazione e consensoLa distrazione è attuata nei modi che ben conosciamo: messaggi continui e ossessivi, apparecchi elettronici, mezzi di comunicazione di vario tipo, interferenze elettromagnetiche, attività puerili e inutili, strasmissioni mandate su tv e internet, perfino informazioni online apparentemente utili che in realtà, sommate alla massa di iper-informazioni già presenti, non fanno altro che sottrarre altro tempo ed energia. Inoltre ci sono poi le preoccupazioni, il lavoro, le tasse, le incombenze, gli impegni famigliari, religiosi, sociali, professionali. Esistono poi gli hobby, che non sempre alleviano ma diventano a volte un carico ulteriore. E non da ultimo, una bella epidemia vera o presunta, che attira l’attenzione delle masse ormai da oltre un anno. Questo è stato un metodo geniale per scippare l’attenzione di tutti, dobbiamo ammetterlo. Per quanto riguarda il consenso, qui apriamo un capitolo ben più complesso, perché sottile, infido, ben camuffato e mascherato. Di fatto si tratta di truffe, di estorsioni, di contratti ingannevoli, e di accettazione di fatti, prassi, pratiche e consuetudini che ci inchiodano senza che ci rendiamo conto. Anzi, l’abilità del sistema sta proprio nel renderci accondiscendenti e credere che certe misure vadano adottate, e quindi ci spinge non solo ad accettare ma anche a richiedere certe prassi. E il gioco è fatto. Da una parte ti distraggo, ti stresso, ti rendo insensibile ai richiami del tuo Sé, già che ci sono ti avveleno anche un po’ in vari modi, ti fiacco con le ansie quotidiane, ti dreno energia da tutte le parti, arrivo al punto di spaventarti e instillarti paura in continuazione, e poi arrivo in modo mellifluo e subdolo ad estorcerti il consenso, quando ormai sei allo stremo delle forze. Eccome come fanno.

 

Importante e potente

Quindi lo vediamo quanto sia importante governare il pensiero e gli stati interiori? Lo vediamo quanto essere attenti e presenti sia di fondamentale importanza? Lo capiamo che se non abbiamo il potere di governare la nostra interiorità, non c’è modo di governare nulla di ciò che ci accade intorno? Da qui dovrebbe derivare una presa di coscienza e un’assoluta assunzione di responsabilità individuale. Ognuno di noi ha un gran lavoro da fare, interiormente, prima di pensare di poter fare alcunché all’esterno e soprattutto nei confronti degli altri. Gli altri ci mostrano solo a che punto siamo. La realtà esterna si compone col beneplacito di tutti i partecipanti, a seconda degli scenari che si compongono all’interno di loro. Insomma, un mega schermo con proiezioni collettive, sulla base della sala in cui scegliamo di entrare. Di fatto, l’unica possibilità è svegliarci dentro la sala di proiezione perché avvertiamo un disagio, e captiamo che c’è qualcosa che non va. Aprire gli occhi e osservare cosa succede, alzarsi dalla sedia, uscire dalla sala e dirigerci altrove. Pensare di modificare la situazione sbraitando contro lo schermo è ridicolo, ma è ciò che la maggior parte di noi fa, ahimè. Dando, peraltro, la colpa alla pellicola e non accorgendosi di essere co-protagonista del film. E’ tragico? No, è potente.

Tornando a chi tiene le redini del gioco, vale a dire chi muove i fili dietro le quinte manipolando e direzionando il pensiero delle masse, abbiamo solo due scelte: o adeguarci e soccombere, oppure svegliarci e agire diversamente. Se ci pensiamo bene, questa stretta energetica a cui siamo sottoposti, può generare un grandissimo risveglio. Sicuramente la pressione fa reagire, ed è ciò che l’umanità nel suo insieme aveva bisogno di fare da tempo. Quindi o sfruttiamo l’opportunità per fortificarci e diventare autonomi interiormente, o finiremo definitivamente intrappolati in una matrix intricatissima dalla quale sarà sempre più difficile uscire. Saremo rinchiusi in recinti percettivi concentrici di difficile decifrazione, proprio perché sovrapposti e sostenuti dai recenti precedentemente eretti. Un vero labirinto. Vale la pena, io credo, di fare un lavoro su stessi immane, e sfruttare tutta questa pressione per evolvere, per affrontare le nostre paure e ombre, per sciogliere antichi nodi, per risolvere vecchie questioni, per guarire le ferite. Questo servirà a tornare puliti e attivi, lucidi e presenti, attenti a ciò che accade, capaci di agire scegliendo e non reagendo, abili a decifrare i segnali, capaci di orientarci anche al buio, facendo affidamento su intuito e sensibilità, anziché solo su raziocinio e fonti esterne, che il più delle volte ci depistano e basta.

Un ultimo aspetto…

Poi ci sarebbe un’altra considerazione che vorrei fare, ma siccome è delicata, cercherò di stare sul generico, per non indisporre chi è arrivato a leggere fino a qui. Nessuno mi toglie dalla testa che sia in atto un gioco universale che vede schierati giocatori di diverse squadre. Chi abbia avviato la partita non è certo, le due parti potrebbero essersi messe d’accordo, oppure una delle due potrebbe aver iniziato fraudolentemente una partita alla quale siamo stati costretti a prendere parte. Forse il finale è già deciso, ma credo occorra stringere i denti, perché il finale dipende dalle scelte individuali. In altre parole: il potenziale di uscita dalla partita c’è, il finale è potenzialmente definito, la via d’uscita esiste, ma sta ad ogni singolo individuo intercettarla e passarci, perché non è così evidente e in vista. Non è un grosso portone spalancato dal quale passeranno le masse, è più probabile sia un passaggio piccolo e nascosto, dal quale si passa uno alla volta. Occorre agire insieme per farsi forza, occorre stringere alleanze per non sentirsi soli, per sostenersi a vicenda, per ricordarci l’un l’altro ciò che dobbiamo fare. Ma sta ad ognuno individualmente, il passaggio. D’altronde la vita è un’esperienza individuale, che però è condivisa. Le scelte sono individuali, e gli individui costituiscono le masse, ma è sempre l’Uomo il centro di tutto. Lui stesso è il centro della sua vita, è il centro del suo Universo, è il centro della sua creazione. E come creatore, ha il dovere di scegliere, e credo sia qui a fare proprio questo: scegliere e determinare, da questa prospettiva e da questa dimensione. Credo anche che il banco sia truccato, e che quindi nessuno di noi sia messo realmente nella condizione di vedere e comprendere tutto, ed è per questo che trovo delle attenuanti per il genere umano. Alcuni arrivano qui, o acquisiscono nel tempo e vita dopo vita, la conoscenza, le competenze e gli strumenti necessari per vedere, capire e decifrare. E’ come un puzzle che va composto pezzo per pezzo: la vita offre dei pezzi, e sta a noi decodificarli e inserirli nel giusto posto. Forse l’abbiamo voluto noi? Forse qualcuno, nella notte dei tempi, ci ha proposto questo gioco e noi abbiamo accettato ab origine? Forse abbiamo consentito un periodo di gioco sapendo già che la partita sarebbe finita a nostro favore? Forse non proprio tutte le regole sono state rispettate? Gli interrogativi sono tanti, ed ognuno si darà le sue risposte. Il diradarsi dei dubbi coincide con la presa di Coscienza, così come il corso degli eventi. Ad ognuno le sue scelte e la sua strategia di gioco. Pensare di essere immersi in un gioco virtuale, o in un immenso film, ci ricolloca nel ruolo di protagonisti, sceneggiatori e registi, e ci consente di interpretare tutto sotto una nuova luce, discostandoci dall’immagine ridotta e minuscola che alcuni vogliono appioppare all’uomo, ma imparando a vedere con altri “occhi” e a sentire con altro “cuore”. Se abbiamo scelto di essere qui, una ragione ci sarà, e se stiamo giocando questo gioco, o se siamo immersi in questo film, ci sarà pure una ragione. Credo che col tempo il gioco si sia fatto più duro e complicato, con sovrapposizioni e stratificazioni, e una montagna di manipolazioni e mistificazioni che hanno impedito di comprendere il vero, ma ormai siamo al rush finale, e sul finale di partita ogni yarda conquistata costa una fatica immane. Ma coraggio, manca poco. Non molliamo proprio adesso, perché siamo nell’epoca più importante di tutta la storia dell’umanità.

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Elisa

Elisa Renaldin
Sono Attrice e Counselor, e attraverso il Teatro Trasformativo, aiuto Donne e Uomini a liberarsi di ideologie limitanti e a uscire dai recinti percettivi, affinché possano gettare la “maschera” e ritrovare la Libertà di essere Se Stessi.
Il nemico per noi tutti è la divisione (ideologica, politica, religiosa, di genere…) e il mio desiderio è agevolare una liberazione e una riappacificazione interiore, così che – ponendo fine ai troppi conflitti interiori individuali – si dia il via ad una riunificazione sul piano collettivo.
 

Ciò che posso fare per te è farti riscoprire il tuo vero volto, una volta levate le maschere. Lungo il sentiero dell’Intuito che ti porta verso il tuo Sé Autentico, ti accoglierò con queste parole: attraverso le emozioni e i pensieri, possiamo reinterpretare noi stessi sul palcoscenico della vita.
 

Realizzo spettacoli, speech, letture interpretate: eventi live che consentono di veicolare messaggi di Consapevolezza attraverso l’Emozione. Creo workshop e corsi residenziali di Teatro Trasformativo: un’immersione totale per ritrovare il proprio lato Selvaggio, cambiare prospettiva su se stessi e sugli altri, ritrovare armonia di gruppo, migliorare la comunicazione, il dialogo e l’interazione nei team di lavoro. Altro mio obiettivo è favorire l’umanizzazione e la creatività, riducendo l’iper-razionalismo e la tecnocrazia.
 
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