Domande e Risposte per un Buddhismo “senza illusioni”

Care lettrici e lettori del blog, eccoci giunti alla decima puntata della serie di articoli che ho definito “Buddhismo senza illusioni”: si tratta di una sintetica storia del Buddhismo che non ha pretese di esaustività (servirebbe una enciclopedia) ma con uno scopo ben preciso.

Si tratta di “recidere” le illusioni che ho spesso constatato quando si parla di Buddhismo: troppo spesso si associa una statua del Buddha a quella di un santo da venerare, troppo spesso si sono sostituiti i simboli tipici della fede cristiana con analoghi simboli indiani o buddhisti, perpetrando lo stesso meccanismo mentale di assuefazione all’idea di un qualcosa di superiore a noi esseri umani che ci guida e che ci “salva”, attraverso anche i suddetti simboli.

Questo atteggiamento lo si riscontra anche nel Buddhismo, basti pensare al tantrismo tibetano e in genere alla scuola tibetana.
Andare alla radice significa quindi assumere un atteggiamento critico, scientifico, razionale, storico, in poche parole “recidere” ogni illusione.

Certo la storia antica di migliaia di anni non è argomento che abbia un inquadramento univoco: le interpretazioni e le idee sono talvolta differenti in merito ad eventi storici.
Quello che scrivo non ha quindi la presunzione di essere considerato incontestabile, anzi.
Così ho studiato presso il mio Istituto (Ordine coreano Taego) nei circa tre anni di corso e così lo riporto, a beneficio di più lettrici e lettori possibili.

Siamo giunti all’undicesimo articolo di questa serie e ho deciso di redigere un intervento come quello che state leggendo, integrativo ed esplicativo, su alcuni termini, concetti e personaggi, introdotti nei primi dieci articoli.

Il Giainismo. Cos’è?

E’ una religione e filosofia. Nigantha era uno dei sei principali filosofi di Sramana, ed era considerato l’ultimo riformista, a volte anche il vero fondatore di questa religione, basata sulla pratica ascetica estrema e sulle attività di purificazione.
Le restrizioni del karma e una visione profonda delle sofferenze degli esseri viventi erano simili al buddhismo, ma l’importanza di un modo di vivere estremo e i concetti sugli dei e sulla creazione dell’universo, come modi unici per illuminarsi, crearono due forti differenze rispetto agli insegnamenti di Buddha.
Anche il precetto della non violenza e il percorso per rispettare gli esseri viventi era un modo comune al buddismo.
Essere un “Jaina“, sacerdote o laico, significa aver vinto la battaglia personale con i desideri e i piaceri edonistici, perché questi sono la causa delle sofferenze.

La storia di Jataka

I “Jatakas” si riferiscono a una parte enorme della più antica letteratura indiana, utilizzata nelle più antiche sette buddhiste e sono datati circa 4 secoli a.C.
Il contenuto si riferiva per lo più alle vite precedenti e future del Buddha e dei Bodhisatvas, quindi sono stati scritti pochissimi dati biografici sulla vita reale del Buddha Shakyamuni.
In particolare queste scritture furono usate da una vecchia setta buddhista come testi sacri prima che il buddhismo si scindesse in molte scuole diverse, anche se la successiva scuola Theravada prese questa tradizione letteraria e la inserì nel Canone di Pali, come parte del Khuddaka Nikaya (Sutta Pitaka).
Uno dei Jataka più conosciuti è il Jataka Mala scritto da Arya Shura, con 34 storie scritte in sanscrito e tradotte anche in cinese nel 434 CE.
Il racconto di Jataka, “Il Coniglio nella Luna“, in sanscrito, è uno dei più famosi e letti oggi.

Il maestro Asvaghosa

Il Maestro Asvaghosa era in origine un asceta che  poi si è convertito al buddhismo, vivendo nel primo secolo d.C..
Ha aiutato la diffusione dello spirito e dell’insegnamento del Buddha attraverso il nord dell’India ed è diventato famoso soprattutto per il libro scritto in sanscrito (essenzialmente una poesia) della “Buddhacharita“, con molti eventi della vita del Buddha storico, narrati, tra leggende e realtà, in un concorso poetico.
Si tratta di un poema epico in 28 capitoli, sulla vita di Buddha. Fu scritto in sanscrito, ma solo la prima metà è sopravvissuta dopo l’invasione musulmana e la seconda metà è sopravvissuta solo con una successiva traduzione in cinese. Il poema divenne presto molto importante in tutta l’India.
Per alcuni secoli fu ritenuto l’autore del “Risveglio della Fede Mahayana“, ma gli studi moderni hanno cancellato questa versione, attribuendo l’opera alla tradizione cinese precedente, quindi non ancora inclusa in un periodo mahayanista.
Ho letto la “Buddhacharita” e non credo che Asvaghosa possa essere considerato anche solo un precursore delle scritture mahayane, soprattutto Cha’n, a causa dell’uso di molte metafore e concetti metafisici.

La data di nascita effettiva di Gotama ha visto dibattere due tradizioni, con date di nascita diverse. 

La data di nascita effettiva è stata fissata nell’anno 623 a.C.: questa decisione è dovuta all’incontro del 1956 tra le tradizioni Mahayana e Theravada, durante il Congresso della WFB (World Buddhist Fellowship) a Kathmandu, Nepal, entrambe coinvolte nell’istituzione di un Vesakha Day, riconosciuto in tutto il mondo.
Le diverse date di nascita del Buddha storico, dell’8 o del 15 aprile, dipendono dal calendario lunare cinese, con cambiamenti annuali, perché le leggende sostengono che per lo più sia nato in una notte di luna piena, nel giardino Lumbini, mentre la regina Maya tornava nel regno paterno di Koli.
 


 

Cos’è il WFB? Quando è stata fondata la WFB? 

La World Buddhist Fellowship è un’organizzazione mondiale, nata nel 1950, grazie al progetto di un borsista dello Sri Lanka Pali University, il dottor Malalasekera.
Per la prima volta nella storia i rappresentanti delle tre principali scuole buddhiste: Theravada, Mahayana e Vajrayana, si sono riuniti per parlare faccia a faccia e condividere argomenti di studio comuni.
La WFB ha obiettivi sociali, educativi, umanitari e culturali, oltre a diffondere il buddhismo avente base negli insegnamenti di Shakyamuni.
La sede attuale è a Bangkok e ha 37 centri regionali in tutto il mondo.
Dal 1998 gestisce l’Università Buddihsta Mondiale.

Cosa è il Vesak?

Il Vesak è il giorno “santo” per la maggior parte dei buddhisti, in molti paesi.
Questo giorno è la celebrazione non solo della nascita di Gotama, ma anche della sua illuminazione (nirvana) e del Parinirvana (morte).
Il giorno esatto del Vesak (Vesakkha in pali) è diverso in ogni paese a seconda del calendario lunare e del calendario stesso, ma, normalmente, la data è inclusa nei mesi di aprile o maggio.
La WFB rivendica come Vesak il giorno di luna piena di maggio.

Qual è il significato di Shakyamuni?

Gotama era il figlio del re Sudhodhana del Regno di Shakya. La gente lì era formata per lo più da soldati e guerrieri, aggressivi e di tradizione guerriera. Anche Gotama aveva bisogno di imparare le arti militari. Il regno era un piccolo stato dell’attuale Nepal, ai piedi delle montagne dell’Hymalaya, poi annesso al vicino stato di Kusala, la cui capitale era il villaggio di Kapilavatsu, non più esistente oggi.
“Shakyamuni” significa “santo” o “soccorritore” e soprattutto “uomo degli Shakya”: i seguaci lo chiamarono così, dopo la sua “illuminazione”.

Gli stati vicini a Kapilavatsu

L’impero di Magadha cominciò a crescere ai tempi di Gotama: era il più grande stato vicino, nella parte orientale degli stati di Kapilavatsu e Kosala.
Una dinastia (Haryanka) governò per circa 200 anni e iniziò una campagna di espansione per annettere lo stato del Kosala e molte aree dell’attuale Golfo del Bengala.
Molti eventi della vita di Gotama furono ospitati da questo impero.
Quest’area è stata il luogo di nascita di molte pratiche ed eventi sacri, sia nel buddhismo che nel giainismo. Fu anche il paese di re Asoka, il re che aiutò molto la diffusione degli insegnamenti di Buddha in India: la sua dinastia (Maurya) aveva ottenuto la massima parte del sotto continente indiano per alcuni decenni.

Quali sensazioni si pensa che il giovane Gotama abbia avuto dal contatto con la realtà, al di fuori della vita “ovattata” del castello?
(una vita così comune a tante persone oggi)

Per la prima volta sono emersi gli ideali e i pensieri del giovane Gotama. I pensieri sulla vita, cresciuti nella nobile vita ovattata all’interno dei Castelli di Kapilavatsu, hanno incontrato un’altra dimensione nella vita materialistica.
Era per il principe la necessità di incontrare un’altra dimensione della vita, per ottenere un livello reale e permanente di saggezza e felicità.
Osservare i poveri contadini e la ruota della vita e della morte, nel mondo naturale, animale, scavarono come un profondo buco nelle certezze del giovane Gotama, su ciò che è la vita, su ciò che è la realtà. Un buco che doveva esplorare presto.

Quale fu il nucleo della libertà per il giovane Gotama?

Partire per affrontare la vita reale, senza alcun conflitto con il flusso della vita, separare le necessità biologiche dai desideri della mente, andare in profondità nella natura dell’intero universo, evitare gli attaccamenti artificiali: questo fu presto il cammino di Gotama verso la libertà.
Questo atteggiamento lo vide nel primo asceta Sramanera che incontro’ fuori dal castello.

I monaci asceti al tempo di Suddhodana

A quel tempo i monaci asceti ispiravano la loro vita alla filosofia delle Upanishad con uno stile di vita estremo: la maggior parte del tempo lo trascorrevano nella meditazione ascetica, senza cibo e soddisfando solo necessità di base; vivevano come eremiti o in piccoli gruppi nelle foreste, lontano dai laici e dai villaggi.
Volevano ottenere il paradiso dei Brahamin attraverso la loro pratica, così alla fine sono stati collegati dagli studiosi tra i Veda e il sistema delle caste dei Brahamin ma solo con un percorso differente per ottenere l’illuminazione…

Quando la principessa ha dato alla luce il figlio Rahula?

“Rahula” significa “ostacolo”: Gotama promise al padre, il re Suddhodana, di dargli un futuro re, così, dopo molti anni di matrimonio, diede alla luce suo figlio.
Ma il cammino della vita di Gotama era già indirizzata in modo diverso: lo aspettava una vita da monaco Sramana.
Questo era il suo obiettivo e la nascita di un figlio non poteva che essere un ostacolo in quel momento. Secondo altri studiosi il nome “Rahula” si riferisce all’eclissi di luna durante la sua nascita, eclissi leggendaria, causata da un serpente di nome “Rahu”.
Gotama e Yasodhara hanno avuto Rahula quando Gotama aveva 29 anni.

Il significato di Tapas nella tradizione brahmana

Il concetto di Tapas si trova in molte tradizioni spirituali indiane come il buddhismo, il giainismo, l’induismo, i movimenti degli Yogi e dello Yoga.
Si riferisce sia allo status di una mente sia a uno stile di vita e ai precetti etici.
Le pratiche vicino ai Tapas più comuni sono la meditazione profonda, l’amore per tutti, l’austerità e il tentativo di ottenere la realizzazione di sé e l’abbandono finale di tutte le sofferenze, attraverso una vita caratterizzata dall’osservanza di principi etici come non uccidere, dire la verità…
Anche la riflessione calma e l’esercizio fisico sono due fondamenti della pratica dello Yoga.
In sanscrito Tapas significa anche “fuoco”, o “calore”, una qualità che ogni essere umano ha dentro, una sorta di energia interiore.

Che cosa delude Sramana Gotama nella vita reale?

Sramana Gotama era deluso per i limitati benefici del metodo della concentrazione mentale, in termini di raggiungimento di uno stadio di illuminazione permanente.
Quel metodo di meditazione era considerato buono, per alcune ragioni, ma non sufficiente per il massimo beneficio, nel percorso di illuminazione.

Qual è lo stadio permanente dell’illuminazione?

È una fase della vita dei Buddha che passa attraverso sia cambiamenti materialistici, sia nei sensi e negli aspetti mentali della vita (pensieri, desideri, depressione, ansia), rimanendo pur sempre una vita intatta e pura.
Questa fase non ha bisogno di alcun metodo o tecnica: l’accettazione delle cose della vita così come sono è completa e l’atteggiamento nella vita è pieno di compassione per gli esseri viventi che continuano le loro sofferenze nel mondo mondano.

Il Majjhima Nikaya

La Majjhima Nikaya è una raccolta di sutra.
Nikaya significa raccolta di discorsi di Dharma di Shakyamuni Buddha.
La versione più famosa di questa raccolta è quella scritta in Pali ed inclusa nella Sutta Pitaka della scuola Theravada.
In questo caso la collezione contiene 152 sutra.
La Sutta Pitaka è uno dei tre cesti del canone di Pali (Tripitaka) della scuola Theravada: comprende cinque Nikaya.
La Majjhima Nikaya è inclusa anche nei testi antichi in sanscrito usati dalla scuola buddhista antica: ad esempio nella scuola Sarvastivada contiene 222 sutra. Una traslazione di questa versione è stata fatta in cinese e inclusa nel cosidetto canone cinese.

L’Anguttara Nikaya

L’Anguttara Nikaya è una Nikaya inclusa nella Sutta Pitaka (vedi sopra).

Ha avuto origine da una collezione sanscrita utilizzata nelle prime scuole buddhiste sanscrite come quella Sarvastivada e con alcuni frammenti sopravvissuti nel tempo.
C’è anche la versione cinese del canone buddhista e naturalmente la versione della scuola Theravada in Pali, con molte differenze rispetto ai Sutra originali scritti in sanscrito.

Madhyama nel dizionario sanscrito cosa significa?

La via di mezzo, il percorso originale del Buddha verso l’illuminazione.

Qual’è stato l’oggetto degli asceti di Sramana?

L’oggetto originale era il raggiungimento del risveglio attraverso la loro vita ascetica, ma ben presto la loro pratica ascetica divenne l’oggetto, perdendo il giusto atteggiamento per alleviare il dolore. L’obiettivo finale di lasciare qualsiasi sofferenza era il soggetto originale ma presto Gotama ne vide il cambiamento, con un forte attaccamento alla vita ascetica e a tutto ciò che circonda il concetto di “Tapas” (vedi sopra).

Cosa è Avidya?

Avidya è tradotto come “ignoranza” ed è un concetto utilizzato in diverse scuole buddhiste, come simbolo dell’incomprensione della natura profonda della realtà e in particolare, attraverso le Quattro Nobili Verità, insegnate dal Buddha, un’incomprensione di sé e dei fenomeni.
È uno dei dodici collegamenti delle origini dipendenti di tutti I fenomeni, ma è usato anche negli insegnamenti di Abihdharma Pitaka (Theravada).

Cosa è la Pratitya Samutpada?

Questo concetto buddhista si riferisce sia ai dodici legami delle origini dipendenti sia al concetto dei legami in ogni cosa in questa realtà, quando tutte le cose nascono in funzione delle cause e delle condizioni: complementare ad esso è il concetto di vuoto.
Questo insegnamento buddhista fondamentale è il concetto di base del Karma e della rinascita.

Metta e Karuna

Il concetto di Metta potrebbe essere tradotto con amorevole gentilezza, benevolenza, cordialità.
È un’attitudine a diffondere l’interesse attivo per gli altri ed è una pratica sottolineata nel buddhismo theravada, dove assume anche la forma di una sorta di meditazione, ma anche in qualche tradizione mahayana, come quella tibetana del Vajrayana.
Il beneficio di questo tipo di meditazione è studiato anche dagli studiosi moderni.
Karuna si traduce come compassione.
Per la scuola Theravada praticare Karuna potrebbe generare una vita felice e una rinascita celeste, mentre nel Mahayana Karuna è una delle caratteristiche del Bodhisattva.

Il Venerabile Kassapa

Originariamente era un famoso leader di guerrieri nel Regno di Magadha, convertitosi come discepolo di Buddha quando gli insegnamenti di Gotama arrivarono con forza in questo Regno.
Fu il direttore del primo Concilio buddhista, dopo il Mahaparinirvana di Shakyamuni.
Con Ananda è il più venerato dei primi discepoli e, in molte tradizioni zen, il primo a ricevere la trasmissione del Dharma, secondo il Sutra del Loto.

Il re Bimbisara

Fu il re dell’impero di Magadha intorno al 500 a.C. ed estese le sue proprietà anche a qualche regno vicino annesso.
Divenne famoso per le sue conquiste culturali e soprattutto perché era amico e studioso di Shakyamuni Buddha, fino a quando non divenne un Buddha.

I dieci venerati discepoli di Gothama Buddha

Tra i primi discepoli gli studiosi avevano focalizzato la loro attenzione su due discepoli capi (Sariputta e Mahamoggallana) e dieci venerati discepoli. Tra questi c’erano Ananda, il cugino di Buddha, Mahakasyapa, Upali e altri sette monaci.
Tre monache, cinque upasakas e cinque upasikas completano il primo Nobile Sangha riconosciuto dal primo Concilio.

I discepoli di Varna inferiore

Il buddhismo era una pratica filosofica e spirituale che aveva accettato fin dall’inizio ogni tipo di persona, qualsiasi fosse il livello di casta, compresa la bassa Varna.
Dopo anni di esitazione da parte di Shakyamuni anche le donne furono considerate allo stesso livello maschile ed accettate nel Sangha, sia come monache che come laiche, seppur con regole proprie e maggiormente restrittive rispetto agli uomini.

Devadatta

Devadatta era un discepolo monaco di Buddha, uno dei fratelli di Ananda e anche un parente di Shakyamuni. Sia nella tradizione Theravada che in quella Mahayana era il simbolo della malvagità, ma, soprattutto nel Mahayana (Sutra del Loto), con la speranza e la prospettiva di ottenere l’illuminazione, come qualsiasi altro essere umano.
Nel Theravada Vinaya Sutta si dice che Devadatta abbia spinto il figlio del re Bimbisara a uccidere il padre, per ottenere il potere nell’impero di Magadha, e allo stesso tempo abbia cercato, da solo, di ottenere il potere religioso, uccidendo il Buddha.
Si dice che molte volte abbia tentato di uccidere il Maestro senza successo, ma anche che abbia cercato di costruire un nuovo Sangha, con rigide regole di vita, e che 500 giovani monaci abbiano iniziato a seguirlo, anche se ben presto sono tornati al Sangha originale.

Gli espedienti psicologici usati da Gotama

Gotama è stato anche uno dei primi e più grandi psicologi e scienziati della storia dell’umanità!
Conosceva i limiti dei seguaci, a causa di molte ragioni storiche e culturali, così ha usato molti espedienti psicologici, come metodi educativi.
Per prima cosa rifiutò di dare molta importanza alle parole e usò molte poesie, metafore, vecchie storie popolari legate soprattutto alle cause o alle condizioni dei fenomeni e, soprattutto, risposte e domande, le moderne “FAQ”!.

Secondo i testi sopravvissuti quest’ultimo espediente è stato usato nel tempo, con approcci molto diversi: a volte Buddha rispondeva direttamente e a volte usava il silenzio, a seconda della domanda adeguata o inadeguata.
Anche altri tipi di atteggiamenti sono stati usati per spingere la gente verso un’illuminazione reale e profonda, per far conoscere le credenze sbagliate o le comprensioni sbagliate.

Perché i bramini erano gelosi del Sangha del Buddha?

Perché pensavano che avrebbero perso il potere, perché Buddha accettava membri di qualsiasi casta come seguaci (a differenza loro) e i suoi insegnamenti erano molto più concreti, e orientati alla vita quotidiana.

Re Ajatasattu e il regno di Kosala

Era il figlio del re Bimbisara e qualche studioso scrisse che divenne il nuovo re dell’impero di Magadha, dopo aver gestito la morte del padre dopo averlo messo in prigione e ucciso.
Con lui Magadha iniziò a combattere contro molti grandi e piccoli regni vicini nell’India del nord, annettendo il kosala e molti altri.
Il regno di Kosala era uno dei più importanti stati culturali e potenti dell’India nord-orientale ai tempi di Gothama. La capitale era Shravasti.
Sia Buddha che il Maestro Mahavira vissero lì per una lunga parte della loro vita.
In seguito divenne uno Stato annesso all’Impero di Magadha.

Kusinagara

Kusinagara è una città, finora esistente, nella regione dell’Uttar Pradesh e uno dei quattro luoghi santi dei pellegrini buddhisti (gli altri sono Sarnath, Bodhy Gaya e Kapilavatsu, vicino a Lumbini).
Kusinagara divenne così importante perché Gothama decise di morire lì e poi come Buddha ebbe il Mahaparanirvana.
Da questo luogo prese origine la leggendaria diffusione delle reliquie del Buddha tra i seguaci.

Il Sutra Mahaparinirvana

Ci sono due sutra con lo stesso nome: il Mahaparinibbana Sutra nel Canone Pali e il Mahayana Parinirvana Sutra ben noto come Nirvana Sutra e uno dei sutra di base della tradizione mahayana, originariamente scritto in sanscrito, con una successiva traduzione in cinese.
L’ultimo comprende le descrizioni dell’ultimo periodo di vita di Buddha e gli insegnamenti da lui impartiti, per lo più focalizzati sullo sviluppo della natura di Buddha all’interno degli esseri umani e sulla necessità di indagare su se stesso e sul concetto di “no self”.

L’Arupa Dhatu

Nelle tradizioni buddhiste, basate specialmente sul Canone di Pali, ci sono otto fasi di “trance” religiosa, quattro ancora collegate agli aspetti materialistici della vita e le seguenti quattro sono chiamate Arupa, non collegate ad alcun aspetto materialistico della vita.
Questi otto stadi sono preliminari ad una illuminazione finale.
La fase di estasi dello yoga, raggiunta attraverso una tecnica, si chiama Samadhi, esattamente come una fase di meditazione nelle pratiche di meditazione buddhista.

Hae Myong
 

Hae Myong
Inizia a studiare da autodidatta il Taoismo cinese nel 2004 e presto si avvicina allo studio della cultura zen e buddhista.
Nel 2006 inizia a praticare presso l’Associazione “Bodhidharma” di Lerici del monaco buddhista Tae Hye Sunim, di ordinazione coreana e birmana, una sorta di pratica che accoglie aspetti della tradizione Theravada e della tradizione Mahayana del Buddhismo.

Per alcuni anni guida anche le pratiche del gruppo genovese di tale comunita’ religiosa presso i locali dell’Associazione “UnSoloCielo” in via San Lorenzo a Genova.

Nel 2009 riceve a Seoul dal monaco Tae Hye Sunim i cinque precetti Buddhisti e assume il nome di Dharma di Mu Mun.

Nel 2009 risiede per alcune settimane in Corea presso i principali templi dell’Ordine Jogye. Nel 2010 e 2012 visita alcuni templi in Thailandia.

Nel 2014 inizia a studiare presso l’Institute for Buddhist Studies USA (IBS) dell’Ordine coreano zen Taego-jong affiliato con Dong Bang College of Korea.

Nel 2015 partecipa ad alcuni ritiri spirituali organizzati dall’Ordine Taego in USA.

Nel 2016 riceve il diploma dall’IBS dopo aver terminato i due anni di studi ed aver superato tutti gli esami e la tesi finale.

Nel 2017 riceve i precetti del Bodhisattva presso l’Associazione Bodhidharma in Lerici.

Nel 2018 viene ordinato in Polonia Dharma Teacher dall’Ordine Taego-jong e riceve il nome di Dharma di Reverendo Hae Myong.

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