Da dove inizia l’odio per le donne?

Sono nel mio viaggio di innegabile risveglio, di confronto, in cerca di una mia verità.
Sono il testimone, sperimento e manifesto tutto ciò che mi balla nel subconscio.

Per così tanto tempo, ho messo in discussione tutto, inesorabilmente ho continuato a sfidare i preconcetti, a contestare e a reclamare il mio diritto di nascita femminile con l’intenzione di fare quel gran salto nell’abisso pur essendo spaventata e impaurita.
Questa mia esplorazione è andata contro tutto ciò in cui credevo.

Eppure, ancora oggi portiamo fardelli legati al nostro essere donna, quasi un odio profondo che viaggia da millenni, ancorato ad inattaccabili leggi della chiesa e sostenuto anche dalla società, ancora convinta che esista una disparità con l’uomo.

Di fronte alle insufficienti opzioni di percorsi religiosi rigidamente asfaltati, ci hanno offerto un dio maschio.
Condito di vergogna e colpa, il femminile piano piano comincia a morire di fame.
Antichi rituali, e parole magiche, sono oggi strette dalle mani comuni che pregano tristemente in una spiritualità addomesticata e riadattata.
Hanno seppellito la nostra rabbia e il nostro dolore oscuro, trasformandole in emozioni negative, facendole assorbire dal corpo e dalla mente così da impedirci di farle brillare.
Questa oppressione è puro tradimento!

La donna non appartiene a nessuno, eppure è stata venduta come merce di scambio, di questo la storia ne è testimone:

Non concedo a nessuna donna di insegnare, né di dettare legge all’uomo; piuttosto se ne stia in atteggiamento tranquillo.
Perché prima è stato formato Adamo e poi Eva; e non fu Adamo ad essere ingannato, ma fu la donna che, ingannata, si rese colpevole di trasgressione.
Essa potrà essere salvata partorendo figli, a condizione di perseverare nella fede, nella carità e nella santificazione, con modestia.” (1-Tim2,12)

“Ogni donna che prega o profetizza in pubblico, senza tenere il capo coperto, disonora il proprio marito, perché il capo coperto è segno della sua sottomissione.
Proprio così, se la donna non vuol mettersi il velo, allora si faccia anche tagliare i capelli!
Ma se è vergognoso per una donna farsi radere la testa, allora, che si metta anche un velo!


L’uomo, invece, non deve coprirsi la testa, perché è immagine e gloria di Dio; mentre la donna è la gloria dell’uomo.
Infatti, non è l’uomo che è stato fatto dalla donna, ma la donna dall’uomo.

E Adamo, il primo uomo, non fu creato per la donna, ma la donna fu creata per lui.
Per questa ragione e per riguardo agli angeli, la donna deve portare il capo coperto, come simbolo della sua sottomissione all’uomo” (1-Cor11,5-10)

“Come in tutte le comunità dei fedeli, le donne nelle assemblee tacciano perché non è loro permesso parlare; stiano invece sottomesse, come dice anche la Legge.
Se vogliono imparare qualche cosa, interroghino a casa i loro mariti, perché è sconveniente per una donna parlare in assemblea.
Forse la parola di Dio è partita da voi? O è giunta soltanto a voi?”. (1-Cor14,34-35)

“Voi, mogli, state sottomesse ai mariti, come si conviene nel Signore” (Col3,18)

Le mogli siano sottomesse ai mariti come al Signore; il marito infatti è capo della moglie, come anche Cristo è capo della Chiesa, lui che è il salvatore del suo corpo. E come la Chiesa sta sottomessa a Cristo, così anche le mogli siano soggette ai loro mariti in tutto (Ef 5,22),

“[le donne] …ad essere prudenti, caste, dedite alla famiglia, buone, sottomesse ai propri mariti, 
perché la parola di Dio non debba diventare oggetto di biasimo” (Tito 2,5)

Questo è il principio della posizione neocristiana nei confronti della donna e del femminino sacro. Una negazione totale, che ebbe il suo proseguimento nella chiesa romana, dove anche Paolo incalza la sua avversione per il mondo femminile e per ogni genere di partecipazione attiva alle donne del culto, come alla predicazione così come all’insegnamento.

Arriverà il momento in cui l’archetipo femminile guaritore risuonerà.

Comando che ogni incantesimo lanciato, o preghiera, o forma spirituale invocherà la liberazione di tutte quelle donne che hanno combattuto.

Per Ipazia, per Giovanna d’Arco, per quelle dimenticate perché scomode come Maria Maddalena, per tutte quelle donne che sono esistite e hanno rivendicato il loro culto, il loro credo e la loro verità, reclamando i loro corpi e la loro psiche.
Per liberare gli spiriti intrappolati all’interno del dogma, per onorare e inchinarci alla divinità di ogni singolo individuo, e per tutte le donne che sono state giustiziate.

E’ nelle fessure nascoste dove nessuno guarda, è nell’ombra che stiamo facendo il nostro lavoro, un lavoro di conquista che nasce da dentro…

Con Amore

Carla

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Carla Babudri ha inizialmente studiato le Astrologiche Classiche e in seguito approfondito la corrente umanistica/psicologica integrando gli studi legati al Karma.

Nel 2004 decide di studiare astrologia e ad approfondire  argomenti spirituali indirizzandosi verso il Culto della Dea creando l’Arche – astrologia  che la vede coinvolta in una ricerca di consapevolezza sempre più profonda, diventando cosi un counselor Astrologico, centrato sul mondo della Psicologia degli archetipi.

Nel 2008 completa gli studi di Astrologia Karmica con il Maestro Karun, maestro italo/indiano di astrologia Indiana, astrologia tibetana.

Nel 2009 incomincia la sua ricerca su Ofiuco e inizia il suo libro sul tredicesimo segno.

Nel 2010 diventa operatore di Theta Healing;

Nel 2010 intraprende i suoi studi nel mondo Tantrico/Taoistico, accedendo cosi ai sacri misteri del Sacro Femminile- Sacro Maschile

Nel 2017 crea e fonda il Tempio di Jada, una visione nuova sul sacro femminile e sacro maschile, tutto ripreso dagli studi e dalla esperienza con il mondo taoistico/tantrico.

Ha pubblicato due libri di poesie incentrate sul percorso di crescita individuale e la scoperta del sé.
Conduce gruppi di meditazioni e visualizzazioni guidate verso il potenziale Femminile e armonizzazione con i cicli naturali di Madre Terra, seguendo la corrente filosofica della “Cammino della Dea”.

Amante della fotografia. Ha scritto articoli per la rivista L’iniziazione e per diversi blog.

MAGGIORI INFO: www.storiadiunapoesia.it

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