La Ciclicità del Femminile

Non fai in tempo ad assaporare il piacere e la bellezza di certe giornate che di lì a breve lo stato d’animo è già cambiato. Il ciclo mestruale ci allena a riconoscere che funzioniamo così e non deve essere per forza una seccatura.
Di questi tempi, in cui abbiamo toccato con mano che le certezze costruite non sono poi così certe, il nostro ciclo può rivelarsi una sorta di ancoraggio nel presente e contemporaneamente nella fluidità del cambiamento che naturalmente avviene.

Il presente è il tempo del qui ed ora, l’unico in cui possiamo vivere con mente e cuore insieme. L’unico che raccoglie il passato e accoglie il futuro e dunque l’unico in cui possiamo cambiare la storia. Nel ciclo avviene la stessa cosa.
Il piacere e la bellezza di certe giornate sono correlate al modo in cui abbiamo vissuto la fase precedente. E in alcuni giorni ci possono arrivare preziose intuizioni sul nostro futuro da coltivare fin d’ora. Intuizioni che nel tempo possono cambiare la nostra storia.

Essendo abituate ad un concetto lineare del tempo, che a dire il vero trova riscontro soltanto in un dato anagrafico, non ci viene spontaneo ritrovarci nella ciclicità.
Tuttavia credo valga la pena provare a vivere e praticare la nostra personale ciclicità, a maggior ragione quando ci insegnano che non c’è alternativa. Ricordate l’acronimo di Margaret Thatcher T.I.N.A? “There is no alternative”.
Erano gli anni Ottanta, il consumismo strabordava, tante domande non se ne facevano, del cambiamento climatico eravamo perlopiù ignari. Messaggio ambiguo ieri, mortifero oggi come dire che arrivati a questo punto non esiste possibilità evolutiva… Ma ne siamo sicure?

La ciclicità del femminile ci allena tanto a stare nell’incertezza quanto a coltivarne la possibilità trasformativa, a immaginare un’ altra storia ché questa, dentro il ricatto del presente, non è certo la migliore.
Lasciamo che nei giorni del sangue emergano intuizioni e domande generative che possono aprire nuove vie. Così nei giorni di luna nera se abbiamo passato la menopausa.

Domande che emergono dalla nostra parte più profonda e legittimano desideri e aspirazioni. Domande che possiamo condividere o suscitare, portare a scuola o là dove siamo. Spesso così, insieme, possiamo trovare strade impensate e salvifiche.

Annalisa

Annalisa Borghese

Sono una counselor in psicosintesi che io traduco come “allenatrice emotiva”.
In concreto alleno le persone a scoprire la ricchezza del proprio mondo interiore e a prendersene cura. Lì stanno le potenzialità, ciò che di luminoso non abbiamo ancora espresso, trattenute da emozioni ingombranti che facciamo fatica a gestire.
Lì si trova la chiave del nostro personale benessere.

Ho sempre mantenuto un occhio di riguardo per il punto di vista femminile e mie maestre sono state Alexandra Pope, De Anna L’am, Miranda Gray e Carla Gianotti.
Il mio obiettivo oggi è invitare le donne a incontrare quel femminile profondo che appartiene a ciascuna di noi, iscritto nel ciclo mestruale e non mediato dalla cultura patriarcale.
Favorire in loro la pratica consapevole dell’energia ciclica femminile per ritrovare il proprio passo oltre i condizionamenti di un modello culturale che nega le energie primigenie del Femminile e del Maschile.
 
E oggi più che mai abbiamo bisogno di entrambe per trasformare la cultura della sopraffazione e realizzare pienamente la nostra personale umanità.
Sono diversi gli approcci all’energia ciclica e io prediligo percorsi in cui la profondità del lavoro interiore non è mai disgiunta dalla concretezza. Il ciclo mestruale, infatti, può essere una sorta di ancoraggio che ci aiuta a restare radicate, cioè con i piedi ben piantati per terra, sia pure con lo sguardo alla luna e quindi all’immensità del cielo e della vita.

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