Come la memoria perduta di vite passate ritorna nel momento presente

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La memoria non è semplicemente un archivio, risponde a un sè superiore, è saggia e molto più consapevole di noi.
E’ una grande biblioteca emozionale che sa perfettamente come e quando selezionare il ricordo giusto nel momento appropriato.
  
In realtà, ci sono due modi di avere a che fare con i ricordi:
  
il primo modo è quello di cominciare a pensarci.
Ci pensiamo e lo analizziamo sempre di più.
Entriamo in un processo di tipo mentale, ne parliamo,lo analizziamo,  lo rivalutiamo, cerchiamo le spiegazioni, giudichiamo il passato; giudichiamo se è stato buono o meno, se quella situazione o quell’evento è stato un trauma o meno, se è stata una ferita, da dove è venuto e cosi via dicendo…
Potenzialmente è un processo infinito; ma è un processo di pensiero, puramente di pensiero.
  
Nel secondo caso, invece, il ricordo arriva come una sensazione nel momento presente.
Le immagini della memoria fluiscono in quel preciso istante senza fare ragionamenti.
La potenza evocativa di quel ricordo agisce dentro di noi in maniera assolutamente individuale.
Diamo al ricordo la possibilità di far riemergere delle emozioni, di farci rivivere sopra tutto delle sensazioni profonde.
In effetti, non c’è passato. E’ di nuovo un altro presente.
  
Arriva perché ci permettiamo di stare presenti nel momento in cui le cose stanno accadendo.
C’è un adesso nel quale il messaggio arriva in stati più profondi del  sè e che si sono sedimentati lungo il viaggio dell’anima.
Ti capiterà di avere la sensazione di “ricordare” qualcosa di cui non hai mai fatto realmente esperienza, in questa attuale incarnazione.
Ma come  fare a capire se quel ricordo è vero o è frutto della nostra fantasia? ovviamente dall’emozione che si prova appena arriva e dalla sua intensità!
Quello che si prova potrebbe essere un chiaro segnale dello spirito che chiede di porre attenzione su qualcosa che deve essere compreso e che è stato originato in un’altra vita.
Questo avviene quando siamo aperti alla vera spiritualità (concetto oramai molto pericoloso poiché abusato da molti).
Tutto ciò che è mentale di solito ci fa vivere infelice, aumenta e amplifica i problemi, a volte fanno anche ammalare.
Se vogliamo essere liberi dal passato lasciamo che il passato riposi e smettiamola di occuparcene.
Quando arriva lo SENTIAMO che è ben diverso dal PENSARLO.
   
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Anche nell’ottica spirituale di Osho ciascuno arriva all’esplorazione delle proprie vite passate non casualmente, ma quando, per esempio, dobbiamo sciogliere dei comportamenti emotivi, degli atteggiamenti deleteri che ostacolano lo splendore del proprio Essere.

E’ con questa consapevolezza che l’esperienza della vita che si vive diviene più autentica e preziosa.

E’ così che inizia la Ricerca interiore.
 
 
 
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