La Luna di Agosto 2017: Luna del Grano

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Luna del Grano – Soglia del Reame dorato

“ Cancello dorato porta d’ingresso dell’io, di fantasie e giochi d’infanzia che emergono dal cuore.

Soglia sensuale che ricevi re e regine nello spazio sacro, terra calda, ispiratrice, sole danzante dalle infinite manifestazioni, contatto divino con il nostro intimo, fecondità dell’anima.

Accogliendomi cancello dorato entro nel mio spazio e muovendomi al ritmo del cuore, sento il palpitare delle maree emotive, degli incendi che ardono il mio corpo e delle bufere che percorrono la mente universale, sono nel tutto accompagnata dal suono lieve del grano”

Si celebra nel mese di Agosto il raccolto, la Luna del grano sorge sui campi maturi e vede il sacrificio del suo sposo: il Sole Lugh, che si prepara a scendere nel profondo della terra, le giornate ci accorciano e anche noi pian piano ci ritireremo nella nostra anima.

Nelle culture celtiche, in questo periodo nasce la festa del raccolto: Lugnasadh che festeggiava il sacrificio del Dio Sole durante la mietitura per assicurare cibo e sopravvivenza alla comunità. In Egitto era Osiride, patrono della risurrezione e custode della vegetazione. Il ciclo di vita-morte-vita e ben rappresentato dal processo di semina, maturazione, mietitura e macerazione del grano che collega il significato della Luna del Grano.

Mentre il sole scende, nella luna riposano i semi della nuova stirpe. Tutto nella vita ha il suo corso, niente rimane ciò che è, ogni cosa deve trasformarsi e cosi che avviene il nostro passaggio da frutto maturo a nutrimento è il sacrificio che da la vita, senza la morte rimarremmo per sempre spighe senza alcuna utilità per la vita. La Bellezza del grano rappresenta lo splendore del Dio Sole, egli ha permesso al raccolto di giungere alla maturazione, il suo spirito è incarnato nelle spighe.

In questo periodo gli uomini affrontano un rituale di passaggio dalla pubertà alla maturità; ed è esattamente questa prima iniziazione del femminile, il menarca, la prima mestruazione. Quando la fanciulla per la prima volta sanguina avviene la prima iniziazione del femminile.

Uno dei rituali iniziatici maschili prevedeva la circoncisione; il significato simbolico di questa iniziazione è molto potente: il taglio del cordone ombelicale che teneva legato il bambino al mondo femminile. E’ tempo per il ragazzo di entrare a far parte del mondo maschile e con questa cerimonia per molte popolazioni arcaiche avviene il passaggio. Il rito viene celebrato per mano maschile e le donne non hanno accesso a questa pratica. Allo stesso tempo la bambina che attraversa il menarca viene allontanata dal villaggio e accompagnata dalla donna più anziana che si occuperà di insegnarle i segreti del culto femminile.

Pianta del mese

Iperico

Chiamata anche erba di San Giovanni o scaccia spettri, l’iperico è una pianta protettrice, utile nei momenti in cui la luce sembrerà abbandonarti, il suo nome significa proprio “ vedere al di là”.Tradizionalmente viene raccolta il 24 Giugno nel giorno di San Giovanni, quando il sole si trova all’apogeo, oppure quando transita al settimo grado della costellazione del Leone, infatti essa è una pianta solare.

L’iperico cura la superbia leonina unita all’ansia quotidiana della previsione della propria fine, l’eroismo accompagnato dall’immagine frustante della sconfitta.
L’iperico scioglierà le paure, scaccerà i fantasmi dalla mente, liberando l’anima. Nelle sue dorate e luminose corolle, è situato il sangue di Prometeo di un color rubino, un balsamo miracoloso che curerà lesioni esterne, ustioni, ma anche ferite interne come la depressione; tonificherà il sistema nervoso, rendendo più salda la tua visone agendo anche sul sesto chakra e aprendo la mente e cuore.

La Dea del mese

Hathor la Luminosa

Sono la figlia Ra e moglie di Horus. Il mio nome significa ‘tempio di Horus’. Io proteggo Horus il Dio Sole, lo custodisco nella notte e lo partorisco all’alba, sono la Dea Madre universale, del canto e dell’amore.

Mi trasformo in Leonessa per difendere il mio amato dai nemici. Offro generosamente il mio latte alle stelle per permettere loro di vivere e risplendere, per questo sono soprannominata la Via Lattea. “

Carla Babudri

www.storiadiunapoesia.it

 

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