Lo Yogin dell’Amore Universale

Ho conosciuto Padre Anthony nel 2004 assistendo ad una conferenza che tenne a Savona.

Non mi scorderò mai quella serata, perché probabilmente è stata l’occasione (insieme ad un’altra a Findhorn: meditazione insieme a Dorothy Maclean di cui scriverò presto) in cui in questa vita sono stato più vicino ad un persona che si potrebbe definire “Illuminata“.

Mi ricordo ancora quando, aperta la porta in cui si teneva la conferenza, percepii l’energia incredibilmente forte ed autorevole che emetteva il padre.

La forza del suo argomentare sul considerarci tutti fratelli, al di là delle diverse religioni di appartenenza, che vedeva semplicemente come sentieri diversi per arrivare (o ritornare) tutti alla stessa casa divina, fluiva attraverso di lui in maniera incredibile: non era semplicemente il discorso di un fine intellettuale che dimostrava quanto nell’essenza della meditazione ognuno potesse trovare il vero sé divino e che raggiunta tale essenza, le differenze delle varie culture spirituali mondiali assumevano un significato molto diverso da quello divisivo e competitivo che ci viene continuamente instillato dal teatrino mediatico.

Oltre le sacrosante considerazioni di carattere teologico e filosofico, l’energia che il padre trasmetteva era molto più convincente di qualsiasi discorso.


Mi sembrava di stare di fronte ad un vero e proprio “gigante” e penso che chiunque del centinaio di persone presenti in quell’occasione potrebbe dire la stessa cosa.

In realtà quella sera potei comprendere cosa potesse essere vivere al servizio di qualcosa di “più grande” nella profonda pace che solo la vera umiltà può donare.

Conclusa la conferenza, infatti, il gigante era sparito per lasciare spazio ad un minuto e dolcissimo “vecchietto” che dimostrava tutti i suoi 90 anni e che doveva utilizzare un bastone ed alcune brave persone a sostegno per camminare.

Questo grande cambio di prospettiva mi colpì tantissimo e subito mi resi conto di quanto in realtà padre Anthony fosse davvero un intermediario di energie e verità superiori che mentre svolgeva la sua missione ecumenica, lo attraversano e lo “innalzavano” ad una vibrazione superiore.
Finita la sua missione il gigante di prima ritornò un uomo normale, dolce e fragile.

Per chi è interessato ad una seria e profonda ricerca spirituale non mi resta che consigliare i suoi libri e soprattutto di sintonizzarsi con la sua energia, di un piccolo uomo, capace di trasmettere una grande luce piena di amore.

Qui, uno dei suoi libri più famosi:


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Biografia (www.padreanthony.org)

Anthony Elenjimittam, Padre Anthony è nato a Cochin (Kerala, India), il 22 giugno 1915 e fu educato alla Mangayil High School. Ha studiato latino nel seminario diocesano di Verapoly nel 1932 e filosofia nel seminario regionale di Trikakara e Alwaye dal 1932 al 1935.
Compì il noviziato domenicano a Pistoia nel 1936 e gli studi teologici nell’Università San Tommaso, l’Angelicum, dal 1937 al 1941.
Ordinato sacerdote nel 1939, si impegnò nel ministero religioso a Teramo, Perugia ed altre città italiane fino al 1942 quando, cercando di ritornare in India, andò in Inghilterra.
Qui fu detenuto a Wandsworth, Londra, e in seguito internato dal Ministero degli Interni nel priorato di Hawkesyard a Rugely con la doppia “colpa” di provenire dall’Italia, paese in guerra con l’Inghilterra, e di essere di origine indiana nel periodo in cui si svolgevano le manifestazioni per l’indipendenza guidate dal Mahatma Gandhi.
Ottenne un diploma ad Oxford, studiò al Manchester College e stette al priorato di Blackfriars, alla Study House dei Domenicani inglesi che lasciò nel 1943.
Padre Anthony andò poi a Cambridge dove scrisse la sua tesi “Dharmadvaitham, ovvero la non-dualità delle religioni”, con la supervisione del Prof. R.F. Rattray.
Successivamente andò a Londra dove lavorò in fabbriche e laboratori e quindi anche come giornalista a Fleet Street.

Ritornato in India nel 1945 lavorò al Sadhran Bramo Samaj come redattore dell’Indian Messenger e come redattore aggiunto dell’Eastern Express Daily.
Nel 1946 andò a Noakhali per lavorare con il Mahatma Gandhi nella sua missione di pace.
Durante il suo soggiorno a Calcutta, tra il 1948 e il 1951, viaggiò a lungo anche verso l’Himalaya, per la sua ricerca spirituale e per conoscere meglio il paese e la sua gente.
Nel 1952 diventò direttore del Ramchoddas Lotvala Trust for Eastern Philosophy a Bombay.
Sia a Calcutta che a Bombay, Padre Anthony si impegnò pienamente nei movimenti giovanili e nelle attività rurali. Nel 1957 iniziò a raccogliere bambini di strada e diede inizio alla storia della Welfare Society for Destituite Children (Società per il benessere dei bambini indigenti).
La creazione di quest’opera lo mise in contatto prima con Papa Giovanni XXIII dal quale rifiutò la mitria arcivescovile per proseguire la sua missione, avendo ricevuto anche da lui il mandato gandhiano di lavoro per l’intesa inter-religiosa; poi col futuro Papa Giovanni Paolo I, allora Patriarca di Venezia, che da profondo conoscitore della spiritualità orientale lo sostenne nel suo lavoro ecumenico.
Padre Anthony vive tra l’Europa e l’India. In Italia ha fondato la Missione Sat-Chit-Ananda con sede ad Assisi e ha motivato la nascita di centri di meditazione con particolare riguardo verso i problemi spirituali dei giovani. Ha scritto numerosi libri in inglese ed italiano, dedicando ogni momento libero al “Ut Omnia Unum Sint – Affinché Tutto diventi Uno – Ekameva Advitiyam” (motto della Missione) per l’ideale di Un Mondo, Una Umanità, Una Cittadinanza Mondiale, per una visione planetaria di un Ecumenismo Moderno.

Padre Anthony ha lasciato il corpo a  Torino nel 2011.

Qui un estratto video del 1989:

Video: Anthony Elenjimittam

Alessandro Castiglione il fondatore di naturagiusta insieme ad un amico , da sempre interessato a tutte le culture filosofico-spirituali del mondo, ispirato in particolare dall’incontro con  Padre Anthony Elenjimittam ed il suo “eucumenismo cosmico”.

Ha gestito per anni nel centro di Genova, il negozio di arredamento etnico orientale, con libreria specializzata in tematiche spirituali, Unsolocielo.
Nello stesso periodo, dall’esperienza del negozio è nata l’associazione culturale ononima, che si occupava di promuovere e gestire attività olistiche a 360° sempre nel cuore di Genova.

In particolare ha approfondito lo studio e la pratica dello sciamanesimo tolteco tramandato da Carlos Castaneda, varie tradizioni gnostiche, il mondo orientale: yoga, taoismo, buddismo zen ed anche molti maestri moderni, come Rudolf Steiner ed Osho. 

Oltre a gestire naturagiusta, con cui vuole promuovere contenuti e prodotti positivi ed evolutivi, dopo un periodo trascorso nell’ecovillaggio di Findhorn nella primavera del 2011, si è appassionato al mondo delle energie rinnovabili e pulite, di cui si occupa direttamente in Liguria come consulente di risparmio energetico.
Ama vivere e lavorare nella Natura.

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