Vuoi conoscere il tuo mantra personale?

Cara Amica/o in questo articolo ti voglio suggerire un modo per recitare un mantra che possa portarti beneficio e che non debba legarti a qualche tradizione e divinità particolari.

Mantra è una parola sanscrita che significa in senso letterale ” veicolo del pensiero“, ma che è più giusto forse tradurre come “espressione sacra“, infatti con mantra s’intende sia una formula sacra contenuta negli antichi testi sapienziali indiani , sia una preghiera, sia una specie di formula magica, sia un canto sacro.

Esistono tantissimi mantra e tantissime tecniche e pratiche che insegnano ad utilizzarli nel modo corretto.
Si potrebbe ben definire questo enorme e complesso materiale come Mantra Yoga.

I Mantra trovano la loro fonte nell’antica tradizione induista ma poi, grazie soprattutto al diffusione delle filosofia Buddhista, si sono diffusi nel corso dei secoli  in tutta l’Asia, ovviamente adattandosi agli idiomi ed al sentire dei diversi popoli.

Ormai da alcuni decenni si stanno facendo conoscere anche nella nostra civiltà occidentale, in tal senso è facile pensare agli “Hare Krishna“, movimento molto famoso negli anni 60′-70′  soprattutto per essere, per la nostra sensibilità, molto pittoresco.
In questo caso, l’intero movimento spirituale si chiama e ruota intorno ad un mantra.
Un’altro esempio similare, in tempi più recenti, è quello del buddismo laico di origine giapponese della Soka Gakkai dove anche in questo caso la recita ripetuta del mantra “nam myōhō renge kyō” riveste un ruolo fondamentale e primario.
Poi in modo meno totalizzante, l’utilizzo dei mantra in occidente è collegato sicuramente al variegato universo sapienziale dello Yoga, da cui, come dicevamo prima, hanno avuto origine.
Molto conosciuti sono anche i mantra tibetani, in particolare l’ Oṃ Maṇi Padme Hūṃ” dedicato al  bodhisattva della compassione Avalokiteśvara.

In realtà non è che nella nostra tradizione occidentale non siano presenti Mantra, anzi ne esistono moltissimi anche se ovviamente non sono mai stati chiamati in questo modo e non hanno, tranne in alcune scuole gnostiche ed iniziatiche ristrette, goduto della stessa considerazione come quelli orientali.
Comunque basta ricordare la recita del rosario…la japa delle nostre nonne!
Ma si possono recitare o meglio far vibrare anche le rune della tradizione celtica…

Il discorso è molto complesso ma per dare un minima indicazione, potrei dirti di riflettere sulla differenza che intercorre tra spiritualità devozionale e spiritualità sperimentale.

Ma al di là di queste brevi premesse, e senza (come al solito) partire troppo per la tangente, ritorno a quello che volevo esprimere in questo breve articolo, quello che ho maturato grazie alla mia personale esperienza con diversi mantra sia di tradizione orientale che occidentale.

Innanzitutto bisogna tenere presente che il fondamento che dà senso ai mantra è il Potere del Suono“.

Nell’induismo è chiaro ed esplicito il riconoscimento del valore apicale del Potere del  Suono, infatti, il mantra radice, il mantra più sacro:  AUM (anche scritto OM) è considerato il suono primordiale che ha dato origine a tutta la creazione e quindi anche a tutti i mantra.
In molte tradizioni esoteriche occidentali invece è IAO.

Sempre tre lettere, tre suoni, tre energie….. ti ricorda qualcosa?

I mantra nella tradizione induista possono essere legati ad un divinità od aspetto del divino specifici  (Saguna mantra), ad esempio “Om Namah Shivaya” il mantra dedicato a Shiva, od essere collegati in modo impersonale ed astratto a tutto il creato (Nirguna mantra), come “So Ham”, lo stesso “AUM”, o “Tat Tvam Asi”, ed inoltre esistono le sillabe sacre dette Bija, come ad esempio:
LAṂ
collegato all’elemento terra, VAṂ all’acqua, RAM al fuoco, YAM all’aria, HAM all’etere.

Se ti interessa approfondire l’argomento, ti consiglio questo libro che ritengo molto completo e propedeutico per iniziare e conoscere e praticare (c’è anche il CD):


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Se però si desidera provare ad utilizzare un mantra che non sia legato ad una divinità o tradizione specifica, come fare? e soprattutto ha senso?

Secondo me si, si può fare ed ha senso!

Quando si afferma che il suono ha il potere di creare , equivale a dire che le vibrazioni creano la realtà (ancora meglio sono le energie che creano la realtà), in questo senso, quindi,  l’intero universo si può interpretare come una grandiosa sinfonia, dove ognuno di noi rappresenta una nota specifica.
Il suono quindi declinandosi in miriadi di vibrazioni-energia crea la realtà che riusciamo a percepire ed anche quella che ci rimane normalmente celata e che è decisamente più ampia.

Un tempo i nostri antenati avevano ben presente questo concetto ed infatti le lingue antiche possedevano un carattere magico, sostanziale: non erano utilizzate solo per identificare e comunicare concetti ma anche e soprattutto per creare a livello sottile

Oggi possiamo ritrovare l’eco di questo sentire antico, ad esempio, nella numerologia, dove infatti le lettere (suoni) che compongono il nostro nome vengono convertite in numeri per essere lette come vibrazioni.
Secondo la numerologia (di cui scriverò un articolo molto specifico a breve) nel nostro nome, cognome e data di nascita si trovano indicazioni importanti sul nostro destino e sulle nostre attitudini, comprese anche tante sfumature caratteriali (intendiamoci: influenze non sentenze!).

Quindi, finalmente per rispondere alla domanda posta nel titolo di questo articolo, se vuoi recitare un mantra, slegato da divinità e tradizioni, secondo me puoi benissimo:

Recitare e cantare il Tuo Nome!!!!

Questo può essere il tuo mantra personale.
Il nome che porti ha, infatti, un senso ed un valore squisitamente energetico prima che storico.

L’unica difficoltà da superare è quella di sentirsi un pò ridicoli all’inizio,  ma basta prendere un grande respiro che arrivi a riempire la pancia ed a toccare il coccige e poi, se possibile col tono più basso che si riesce o come viene meglio, recitare il proprio nome, allungando il vocalizzo soprattutto quando si pronunciano le vocali e la lettera S (sibilo del serpente) ed M (labbra chiuse).
Si può iniziare con qualche minuto al giorno e poi aumentare…senza MAI esagerare!

Lascia perdere il cognome, quello è karma, concentrati solo sul tuo nome proprio e vedrai…

Infatti, per esperienza ti posso dire che, secondo me, dal punto di vista prettamente pratico quello che conta quando si recitano i mantra sta proprio nella ripetizione delle vocali che contengono.
Levando ogni sovrastruttura e divinità, l’essenza alchemica ed il potenziale di guarigione di tutti i mantra sta lì, nella pronuncia delle vocali.

In linea generale:

La vocale A agisce fisicamente sui polmoni, è collegata al fuoco ed è ovviamente la vocale alchemica per eccellenza.

La vocale E agisce fisicamente sulla gola, è collegata all’aria, alla comunicazione, al collegare ciò che è separato nello spazio.

La Vocale I agisce fisicamente sul lobo frontale e la ghiandola pineale (terzo occhio), è collegata all’etere, alla capacità di concentrazione e visione.

La Vocale O agisce fisicamente sia su tutto l’apparato nervoso che su tutto quello circolatorio, è collegata all’acqua, riporta la goccia (noi) in armonia con l’oceano (la Vita) di cui fa parte.

La Vocale U agisce fisicamente sul ventre, è collegata alla terra, al radicamento ed alla capacità di ricevere…ma nasconde anche un grande potere….

Infatti, se recitare il tuo nome proprio ti risulta troppo buffo od egoico da fare, puoi benissimo recitare solo le vocali, utilizzandole come strumenti di purificazione e guarigione senza dover per forza sposare un credo od una tradizione specifica..

Non mi resta che concludere dicendoti che tutte queste informazioni non ti serviranno a niente se non inizi a provare… …come si suol dire provare per credere!

Secondo me, è finito il tempo di adorare, adesso bisogna solo sperimentare….

poi ovviamente ognuno è libero di seguire il sentiero che sente..

è finito anche il tempo di rompere le scatole agli altri con le proprie idee !

Con questo breve articolo voglio solo strizzare l’occhio a chi sente che il divino vive dentro il suo cuore e non fuori da qualche parte su una nuvola…e quindi cerca solo strumenti per permettere che possa emergere nella propria consapevolezza ordinaria.

Pace ed Amore

Alessandro

Immagine di copertina: www.honkforhelp.com

Alessandro Castiglione il fondatore di naturagiusta insieme ad un amico , è da sempre interessato a tutte le visioni filosofico-spirituali del mondo, ispirato in particolare dall’incontro con Padre Anthony Elenjimittam ed il suo “eucumenismo cosmico“.

Ha gestito per anni nel centro di Genova, il negozio di arredamento etnico orientale, con libreria specializzata in tematiche spirituali, Unsolocielo.
Nello stesso periodo, dall’esperienza del negozio è nata l’associazione culturale ononima, che si occupava di promuovere e gestire attività olistiche a 360° sempre nel cuore di Genova.

In particolare ha approfondito lo studio e la pratica dello sciamanesimo tolteco tramandato da Carlos Castaneda, varie tradizioni gnostiche, il mondo orientale: yoga, taoismo, buddismo zen ed anche molti maestri moderni, come Rudolf Steiner ed Osho. 

Oltre a gestire naturagiusta, con cui vuole promuovere contenuti e prodotti positivi ed evolutivi, dopo un periodo trascorso nell’Ecovillaggio di Findhorn nella primavera del 2011, si è appassionato al mondo delle energie rinnovabili e pulite, di cui si occupa direttamente in Liguria come consulente di risparmio energetico.

Ama vivere e lavorare nella Natura.

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