Ricominciare

Da dove ricomincio? Come rimetto insieme i miei pezzi?

Che cosa posso fare?

Nulla. Fermati. Non ascoltare l’ansia che ti fa mille proposte, la mente che ti giudica e ti prospetta vuoto e solitudine, e ti fa vedere soltanto gli errori, il non fatto, le strade prese sbagliate.

Fermati.

Ricominciamo ogni giorno, ogni ora. Puoi ricominciare in qualsiasi momento. Ti fermi, un respiro profondo e ricominci. Sufficiente fermarsi, osservare e rialzarti. Così facile e semplice? In un certo senso sì e no, come sempre, semplice e complesso. Prima complesso, poi semplice.

Perché ricominciare? Da dove? Da dove senti che ti sei fermata, che ti sei sentita interrompere. Che hai sentito che si è congelato qualcosa.

Ricominciare è faticoso, soprattutto se ti lasci prendere dal vortice dove ansia e giudizio ti fanno sentire in colpa, inadeguata, fallita. Se senti che ti manca una parte di te, puoi ricominciare da lì. Non sarà come uno sbattere di ciglia. Ci vorrà cura e amore, per te. Che soltanto tu ti potrai dare.

Ci vorrà un tempo fuori dal tempo, che pretenderai di darti, per rimanere in te e per celebrare te stessa. Senza giudizio. Con pazienza e gentilezza.

Ricominciare dopo un fallimento, una storia andata male, un attimo di buio in cui ti senti persa. Ricominciare ogni giorno in cui ti svegli e ti senti diversa, le cose consuete non ti appartengono più, la tua identità che hai costruito fino a quel momento non ti sembra più tua. Del resto se vivi, ogni giorno puoi essere diversa, siamo moltitudini, nel divenire.Ricominciare allora a partire da una te che non sai più chi è, persa o dimenticata da qualche parte sulla linea del tempo. Eppure sai che ci sei, ti tocca andare a scavare solo un po’ più in fondo. Ti tocca forse tornare indietro, o meglio, andare dentro. Nel tuo mondo.

Dove? Dove ci sei tu. Riprendi la tua storia. Tenta lo sguardo dall’alto. Lascia a terra pregiudizi, preconcetti, stereotipi, e soprattutto i giudizi.

Guardati. Ma non con lo sguardo di chi in genere ti critica, ti dice soltanto quello che non va, non con lo sguardo del rimpianto, del rancore, dell’amarezza. Prova per un attimo a lasciarli a terra. Potevi solo quello, per come eri allora. Alzati in volo. Porta con te l’amore, la gentilezza, lo sguardo della meraviglia e dell’umanità. Sei capace?

Ricomincia da lì. Dal tenerti tra le mani con amorosa cura. Lascia cadere quello che avrebbe potuto essere e non è stato. Datti tempo. Tutto il tempo di cui hai bisogno. Datti il permesso di questo tempo tutto tuo. Stendi un tappeto di petali, metti un cerchio di protezione fatto di quello che più tu ami, stai per entrare dentro te stessa, per curvarti in te, sì in un sano atto di egoismo. Metti il mantello dell’invisibilità. E stai con te. Con le tue lacrime, con quello che ti fa scaldare il cuore. Un sacro momento di amorosa sparizione. E in quel momento in cui non ci sei per il resto del mondo, vai a cercare le tue ossa, sparse per la landa del tuo mondo interiore. Diventa cacciatrice, Loba della tua anima.

Da lì ricomincia, piano piano, senza fretta. Per ascoltare nel silenzio il tuo cuore, le tue cellule quello che hanno da dirti, i tuoi occhi che cosa vogliono guardare. Li vuoi chiudere? Per un po’. Non pensare, non dire, non fare, non provare.

Ci vogliono i momenti così. Quelli in cui ci si ricarica. Per ricominciare, o dopo grandi eventi o anche solo dopo una giornata storta. Il grande e il piccolo.  E allora ci si può mettere nel proprio nido interiore, riempirlo di coccole e cotone, scaldarlo tra le mani del cuore e chiedersi piano piano di che cosa hai bisogno.

Che cosa ami? Che cosa ti fa vibrare? Hai delle passioni solo tue?

Non cercare grandi cose, o quelle che piacciono ai più. Ascoltati, trova anche solo una piccola scintilla. Afferrala per un filo, tienila stretta e ricomincia da lì. Un piccolo sospiro, un piccolo “boh”, come un pulcino che è appena uscito dal guscio. Ancora bagnato, intirizzito, stupito, spaventato anche un po’. Respiraci dentro profondamente, ad occhi chiusi, senti il respiro che ti rilassa. Concediti di lasciar andare le tensioni del corpo.  E rimani.

Poi ci penserai. Ora stai in questo tuo momento. Sarà lui che ti dirà il segreto del tuo nuovo inizio.

Roberta

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©Edizioni Unsolocielo – Naturagiusta 2018. Tutti i diritti riservati

Roberta Bailo

Sono un coach. Un wild coach.
Aiuto le persone a trovare la loro libertà, scoprire le loro energie nascoste, talenti che non pensavano di avere, superare difficoltà e disagi, ricominciare, rinforzare. Aiuto a stare bene nella propria vita.

Quelle persone che sentono di essere in quel momento della loro vita in cui vorrebbero ricominciare, dopo una rottura in amore, un fallimento, in un periodo di stasi o di blocco in un aspetto della vita, come il lavoro o l’amore, e non sanno come. O chi vorrebbe cambiare, ma…

Facilito il cambiamento, aiuto ad aprirsi a nuove possibilità di sé. Lo faccio con la mia energia wild, un pizzico di ribellione e con la mia professionalità di coach gestaltico. Wild nel senso di autenticità, aderenza alla propria vibrazione energetica, ancestrale. Sinonimo di non condizionato.

Ho creato diversi percorsi online:Risveglia la Donna Selvaggia che sei – le Sette Soglie”, “Radici per volare” e “Potente come un canto“.

Servizi “Unicum” la silent coaching e la wild coaching nella natura.

Incontri individuali possibili in studio per chi vive a Genova, oppure via skype, telefono, email. Disponibile a portare in giro per l’Italia i miei seminari.

Pagina facebook : Roberta Bailo wildcoach 

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