Quando ti raccogli in te stesso

Quando ti raccogli in te stesso, nel tuo silenzio e spazi tra i tuoi pensieri, un giorno potresti accorgerti di come sei cambiato.

Concedersi dei momenti di solitudine è salutare,
come quando ti armi di coraggio e fai ordine e pulizia profonda nella tua casa…
rimandi, rimandi…
fino a che ad un certo punto la troppa confusione lo rende necessario.

E così ti rendi conto che alcuni oggetti sono rimasti lì
su una mensola anche per giorni e giorni
prima che ti decidessi a riporli al loro posto.

Ma una volta messo ordine senti che l’aria è cambiata,
che piccoli spostamenti e il togliere lo strato di polvere fanno apparire la tua casa
sotto una luce completamente diversa,
senti aria pulita intorno a te.

Lo stesso vale per i pensieri abbandonati nei cassetti della memoria,
delle emozioni prese e messe lì in un angolino nascosto,
quando ti siedi in silenzio con te stesso e fai ordine,
tu stesso appari poi ai tuoi occhi diverso,
ti senti ripulito, alleggerito.

Questo lavoro di pulizia richiede tempo, pazienza,
dopo aver ammucchiato per decenni pensieri e emozioni non è di sicuro un lavoro che si può fare in pochi minuti,
ma diviene l’atteggiamento costante di chi ad un certo punto della propria vita
vuole dare una svolta e mettersi seriamente alla ricerca di se stesso,
abbandonando tutte le false credenze e etichette che si porta appresso.

Poi un giorno nel tuo silenzio senti che di quella persona che eri fino a qualche anno fa,
c’è solo un fantasma che vuoi continuare a portarti appresso
e davanti a te compare una porta che hai paura di aprire.

Apro o non apro?
Di là c’è il vero te che aspetta impaziente di manifestarsi ,
e di qui quel fantasma che implora di non essere abbandonato,
non vuole smettere di esistere.

Un giorno durante un seminario il mio Maestro disse:
“capita di trovarsi ad affrontare il cambiamento,
e dentro sentire la paura e la mente chiedere < e se poi non cambierà nulla?
E se poi cambierà tutto?>”.

Già, se lasciamo il nostro fantasma nel passato
e manifestiamo pienamente ciò che siamo diventati
e poi non cambierà nulla?
E se invece cambierà tutto?

Lo scoglio ancora una volta è il medesimo “paura”,
paura di perdere qualcosa,
paura di non essere in grado di gestire ciò che sarà,
paura di perdere il controllo,
paura di dover prendere responsabilità più grandi,
paura di dover lasciare andare quella parte di noi con cui ci siamo identificati tutta la vita
paura che dopo tanta fatica nulla cambierà…
e dover ammettere di essersi raccontati un sacco di fregnacce per anni.

E allora si resta immobili lì,
davanti a quella porta senza il coraggio di aprire.
Aver percepito che di là c’è molto di più
non è ancora sufficiente per infilare la chiave nella toppa.

Poi si fa largo un pensiero…
pensi alla metafora perfetta che la natura ci ha regalato
quando l’intelligenza divina creò la prima farfalla.

Avrebbe senso se un bruco dopo aver attraversato tutte le difficoltà per trasformarsi,
un momento prima di uscire dal suo bozzolo e aprire le ali, dicesse:
“no io resto qui dentro, se esco fuori diventerò una splendida farfalla,
meglio stare qui al buio, chiuso in me stesso,
perché mai dovrei uscire fuori e godere della luce?
perché mai dovrei aprire le ali e svolazzare leggera di fiore in fiore godendo del polline?
Potrebbe essere pericoloso uscire fuori,
potrei finire uccisa,
potrei spezzarmi le ali,
potrebbe accadermi qualunque cosa…
No è meglio che io stia qui”.

Nessun bruco fa questo,
passa la sua vita a lasciare che la vita lo cambi
attraversando momenti difficili e delicati
per poi essere ricompensato con un paio d’ali dall’esistenza stessa,
che l’ha creato bruco per trasformarlo in farfalla.

Allora riguardi la porta e ti chiedi:
“perché l’esistenza non dovrebbe essere ugualmente magnanima con me?

Forse dietro la porta ci sono le mie ali
e se resto qui non lo saprò mai,
e se vado di là è vero non so cosa troverò,
non so cosa potrebbe accadere,
ma so che se non affronto la paura e attraverso la soglia mi condanno a rimanere in ciò che conosco
e da cui per anni ho cercato di uscire,
trascinandomi dietro un fantasma” .

Molto probabile che cambierà tutto,
o forse non cambierà nulla,
ma se ripensi a tutti gli sforzi fatti in quei momenti di silenzio a cercare chi sei,
quando tenacemente pensiero dopo pensiero,
emozione dopo emozione,
hai ripulito e fatto ordine,
hai scavato dentro,
sai bene che non aprire quella porta
sarebbe una sciocchezza.

Laura

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Naturagiusta 2019-20. © Tutti i diritti riservati

Laura Cireddu fin da bambina ha dovuto fare i conti con il suo spirito ribelle e curioso che l’ha spinta a porsi molte domande sul senso dell’esistenza e a non accettare risposte preconfezionate da una società che spinge tutti ad omologarsi a un modello comune.

Per quanto abbia provato a condurre la sua vita dentro ai margini, il desiderio di vedere oltre l’ha portata ad esplorare diversi percorsi spirituali per ritrovare la sua essenza.

La semplicità e la capacità di cogliere le infinite sfumature della Vita, sono divenute in questo modo le sue migliori attitudini esistenziali.

Il suo amore per la natura e per gli animali, unito agli anni di ricerca interiore, la portano a scrivere questo libro maturato dalla sua esperienza personale.

Le mie pagine: Alchemica-mente e Laura Cireddu

Email: laurasmile77@libero.it

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