PAPALAGI – L’Uomo Occidentale visto dal capo Tuiavii delle Isole Samoa

Quando si incontrano gli occhi e il cuore di un nativo, è poi difficile tornare indietro.
Ciò che siamo abituati a vedere come grande, essenziale, sovrano, diventa piccolo e anche un po’ assurdo.

Il “nostro” modo di sezionare e rincorrere il tempo, di adorare il metallo rotondo e la carta pesante, di rinchiuderci a vivere in fessure e cassoni di pietra così lontani dal Grande Spirito tanto da farci ammalare la mente… è davvero così “nostro”? Quanto ci offre e quanto ci chiede in cambio?

Perché il Sole che ci tiene in vita è lo stesso che sveglia l’abitante delle Isole Samoa messo in guardia, ormai quasi un secolo fa, dai terribili pericoli dell’Occidente.
Papalagi
, un libro di nemmeno 100 pagine che circola da decenni, è una raccolta di discorsi con cui Tuiavii tentò di proteggere il suo popolo dal seducente modo di vivere europeo, capace di allontanare l’uomo da Dio per condurlo nell’oscurità delle molte cose da accumulare, della finta vita e delle molte carte, della grave malattia del pensare.

Il Papalagi siamo tutti noi, ed è quasi impossibile svestirci completamente di questo ruolo che portiamo e che ci identifica, agli occhi di un nativo dell’Oceania.
Ma specchiarci nel suo sguardo, anche solo per il tempo necessario a leggere questo libretto, ci può togliere un po’ di polvere dalle spalle e di nebbia dal cuore.
Susanna

Alcuni estratti del libro:

Se parlate a un Europeo del Dio dell’amore, questi torce il suo viso e sorride.
Sorride della semplicità del vostro pensiero. Porgetegli però un pezzo rotondo e lucente di metallo, o un pezzo di carta grande e pesante, vedrete immediatamente brillare i suoi occhi, e salire molta saliva alla sua bocca.
Il denaro è il suo amore. Il denaro è il suo Dio.
Tutti i bianchi ci pensano, anche quando dormono.
Le mani di molti sono diventate curve e somigliano alle zampe delle grandi formiche della foresta, per quanto si danno da fare ad afferrare il metallo e la carta.
Ci sono molti i cui occhi sono diventati ciechi a furia di contare il denaro. Ci sono molti che hanno dato via la loro felicità per il denaro, la loro allegria, il loro onore, la loro coscienza, la donna e i figli.

Potete riconoscere il Papalagi anche dal suo tentativo di convincerci che siamo poveri e infelici e abbiamo bisogno di tanto aiuto e compassione perché non possediamo le cose. (…) Dove sono le capanne del Papalagi, in quei luoghi che chiamano città, la terra è deserta proprio come una mano stesa, e anche per questo il Papalagi è impazzito e si è messo a fare il Grande Spirito: per dimenticare quello che non ha. Afferra e raccoglie cose, come il folle raccoglie foglie appassite, e ci riempie la sua capanna, perché è tanto povero e la sua terra così triste.
E per questo ci invidia e desidera che anche noi diventiamo poveri quanto lui.

 

Acquista il Libro


Susanna Mariani

Prima di diventare mediatrice familiare, mamma e seguace del “culto della zappa dell’entroterra ligure”,
ho lavorato come giornalista freelance e redattrice.
Per molti anni la scrittura è stata la mia medicina, confine e contatto tra la mia anima e quella di chi,
dall’altra parte della pagina, mostra la sua.
Alcuni libri sono stati per me guide, specchi, amici.
Qui ve ne voglio presentare qualcuno.

Quando scrivevo per passione: laparoliera.blogspot.com

Quando scrivevo per lavoro: susannamariani.wordpress.com

Ora che non scrivo (quasi) più: https://mediazionefamiliare.wixsite.com/susanna

Nessun commento

Leave a reply

NaturaGiusta - Essere in Evoluzione