Noi donne
Noi donne…
Ci siamo perse tante volte dietro…
a quegli uomini che abbiamo scelto o dai quali ci siamo lasciate scegliere, li abbiamo attesi e rincorsi; dietro a quei genitori che tante volte non ci hanno visto, ma che noi abbiamo continuato a cercare o a combattere, nella speranza di uno sguardo vero che dicesse “io ti vedo”; dietro a finti amici che ci hanno tradito…dietro ai nostri figli, senza pudore, resistenti a qualsiasi fatica e rifiuto e notte insonne.
Ricordiamo… di noi quelle bambine che eravamo, felici nella natura, coraggiose e speranzose, piene di energia, giravamo il mondo con gli occhi della notte, sognavamo cavalcate e viaggi spaziali, cavalieri coraggiosi e imprese epiche; oppure, già spaventate e timorose, già zittite, rese insicure da genitori troppo ingombranti che ci impedivano di vivere le nostre paure, ma le nutrivano di mostri ancora più paurosi: punizioni, ricatti affettivi, giudizi.
Rimpiangiamo quegli anni, con nostalgia e domanda: dove sono finita? come mi sono persa negli anni? dove sono?
Poi…l’amore.
Quello cercato e tanto desiderato e sognato. Sognato nei film e nei telefilm, nei discorsi uditi delle amiche, il compagno di scuola, la prima cotta, le confidenze con l’amica. Come abbiamo scoperto il primo bacio, come abbiamo scoperto il sesso, il primo tradimento, la prima gelosia e l’invidia. Si perché siamo umane, umanissime anche noi donne.
Eravamo romantiche, sognatrici, a volte spietate con chi ci diceva che la realtà era diversa. Noi adolescenti di ieri, donne di oggi.
Ci siamo perse, nella stanchezza delle giornate di studio e di lavoro, nella competizione per giungere dove meritavamo di giungere. Ci siamo perse negli uomini “sbagliati” che abbiamo amato, rincorso, pianto e sognato. E soprattutto atteso..
Perse in ruoli e copioni ereditati. Ci siamo perse negli anni dei nostri figli, in quelli avuti e in quelli desiderati. Nelle ore del lavoro, della casa, della spesa, dei pianti, delle solitudini.
Ci siamo spesso lasciate travolgere dalla stanchezza delle nostre lotte, dalla solitudine di combattere come outsider. Combattere contro quelle false credenze che avevamo assorbito da bambine. Noi brave bambine educate a non disturbare troppo, a non sognare troppo, a non dire ed essere strane, ribelli, diverse. Ci siamo lasciate prosciugare le energie, da padri, madri, figli, amici vampiri.
Abbiamo provato per un po’, ma spesso ha prevalso l’insicurezza, la paura, di fronte ad esempi familiari di madri tristi, donne disilluse, speranze sciolte negli anni.
E così…amori sbagliati, uomini copie di padri padroni, famiglie vuote o annoiate nella quotidianità, quando persino nella violenza psicologica e fisica.
E noi donne dove siamo finite? Quelle bambine coraggiose che avrebbero conquistato il mondo, che sognavano il principe azzurro, che sognavano di danzare la vita, di cambiarlo il mondo…dove la nostra anima si è persa? Nei doveri familiari, nel seguire compagni che ci volevano diverse, che ci regalavano briciole di amore…pur di non perderli.
Ma le nostre anime non sono andate distrutte per sempre.
E arriva un momento per ogni donna in cui ci si guarda, finalmente ci si ferma, per una stanchezza di troppo, per una ruga che avanza, per non si sa che cosa…arriva, per fortuna, quel momento in cui una voce dice BASTA, giunge quella voce che ti fa dire…devo fare qualcosa.
Incontri un libro, un film, inciampi da qualche parte. Arriva una goccia che fa traboccare il vaso. Un capodanno diverso, un compleanno diverso.
Prendi in mano il coraggio, ti ascolti, ripensi, e ti riprendi, lentamente a volte, oppure con ritrovata energia. Ricordi quella bambina che eri, piena di energia, della tua energia. Fai qualcosa.
Non lasciare che la tua stranezza vada perduta per sempre.
Riprenditi in mano, di’ a te stessa: mi voglio di nuovo.
Fai un passo indietro rispetto al resto del mondo, raccogliti in te e ripensa a te, ai tuoi anni, ai tuoi sogni. Raccogliti.
Inizia il cammino verso di te, riparti dal tuo futuro.
Con amore, da donna a donna.
Roberta
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©Edizioni Unsolocielo – Naturagiusta 2018. Tutti i diritti riservati
Immagine di copertina: Scultura di Luo Li Rong
Wild è ritornare ai propri cicli naturali in armonia con la natura e le sue forze potenti. Wild è riscoprire la propria energia, il proprio potere e portarlo nel mondo. Wild è accedere alla propria saggezza ancestrale. Wild è anima. Ribellione è diventato il mio mantra, ma non nel senso di andare per forza contro corrente, da outsider, ma nel senso più profondo di essere pienamente se stessi. A volte ribellarsi persino a se stessi, se questo non porta ad un di più di sé. Tradire a volte, se necessario, tradire anche idee su di noi. Stare nelle contraddizioni. Sono felice quando, nell’incontro con un’altra persona, riesco ad aiutarla ad esserci in pienezza nella sua vita, anche se per poco e anche se solo per un aspetto. Sono felice quando insieme abbiamo contribuito a creare un nuovo ordine, di amore, che so che si espanderà nel mondo e oltre, con nuove energie e vibrazioni. Per questo ho creato dei percorsi sulla Donna Selvaggia e sui copioni di vita che ci incatenano “Tre settimane e mezzo di ribellione”. Tengo gruppi di coaching a tema: che donna sei, i vampiri energetici, la donna selvaggia, amori finiti come uscirne, desidera, io sono, e altri in divenire. E ovviamente incontri individuali. Pagina facebook : Roberta Bailo wildcoach
Roberta Bailo
Sono un coach. Un wild coach della ribellione.
Aiuto le persone a scoprire le loro energie nascoste.
Per me essere wild significa scoprire e riscoprire la propria vera essenza e portarla nel mondo.
Ribellarsi quindi a tutto quello che impedisce il bellissimo percorso di trasformazione che è vivere.
Da sempre in cammino di ricerca, ho trovato in questo mio modo di fare coaching il contributo che posso essere per il mondo, che corrisponde alla mia energia e al mio potere.
Felice di essere stata una parte del suo cammino di consapevolezza e di liberazione da etichette, da stereotipi, da insoddisfazioni, da catene e zavorre.
Felice se l’ho aiutata a comprendere gli snodi importanti della sua vita, a superare un abbandono, ad elaborare la fine di una storia d’amore, a lasciar andare un copione da vittima o da perdente.
Aiutata senza invadere il suo campo, ma un passo indietro, nel profondo rispetto e ascolto dei suoi tempi e della sua sacralità.

