Nati per essere felici e non per soffrire
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Non siamo nati per soffrire, ma per avere una vita felice, piena, grazie al nostro straordinario potere creativo e trasformativo.
Mutare i nostri schemi negativi è qualcosa di alchemico e fa parte della nostra evoluzione , liberarci da ciò che nuoce il nostro equilibrio non è mai sbagliato.
Molte persone pensano che il karma sia qualcosa di non revocabile… ma vorrei ribaltare l’ ordine di alcuni convincimenti che noi ci portiamo dietro, uno in particolare:
Se è complicato è profondo. Cresciamo fin da piccoli con l’idea che dobbiamo fare fatica. Dobbiamo spenderci, essere estremamente impegnati e caricarci di grande lavoro. Ma è davvero così?
Quanto condiziona questa illusione nella nostra vita? quanto sarebbe diverso pensare che la nostra vita possa fluire con grazia e facilità. Forse ciò che ci viene facile e semplice è buono per noi e deriva dagli strati più profondi del nostro essere. Può lasciarci nell’incomprensione mentale, nello stupore, nell’incertezza ma non sarà mai complicato.
Ciò che deriva dall’anima ossia dal nostro se’ non sarà mai difficile…
Proviamo a trasformare il nostro convincimento in un altra credenza…Ciò che è profondo è semplice.
La mente viaggia per programmi, sappiamo che utilizza delle mappe e degli schemi che servono per l’educazione e per immagazzinare esperienze. Si tratta di creazioni. Le persone reagiscono e applicano dei copioni e degli schemi. Hanno una reazione a uno stimolo. Questo tipo di persone saranno dominate dalla mente e da tutto ciò che è esterno a loro. E questo provocherà sofferenza!
In realtà, però, ci sono anche persone che agiscono libere. Noi non abbiamo soltanto il pensiero ma abbiamo i sogni il corpo le immagini e le percezioni che funzionano nel momento presente. Questo può provocare la felicità.
La felicità interiore effettivamente sorge in maniera naturale. Quando?
Quando noi conquistiamo uno stato di coscienza diverso da quello del pensiero ordinario, quando noi andiamo al di là dei nostri ragionamenti mentali….
Il nostro mondo è organizzato sulla ricerca d’una finta felicità, fondata sui canoni classici dell’essere felice: il calciatore, la velina, il denaro, la bellezza fisica, la salute, l’intelligenza intesa come nozionismo…
La ricerca di questo tipo di felicità è un miraggio, è irraggiungibile per definizione. Vi spiego perché: se il mio essere felice dipende da uno status sociale, da qualcosa che ho o da qualcuno che mi ama, nel momento in cui li perdo smetto di essere felice. La mia vita diviene allora una ricerca continua di gratificazioni esteriori, la ricerca di situazioni che non mi facciano mai percepire il mio vuoto interiore. Ma dal momento che tutti noi siamo “condannati” a una felicità eterna e inamovibile, la nostra evoluzione passa proprio attraverso l’accettazione e il superamento di quel vuoto interiore.
Succede allora che ogni felicità legata alle gratificazioni della personalità non è che sia sbagliata, ma semplicemente è destinata a scomparire. Quando ci accorgeremo che ogni genere di gratificazione acquisita nel mondo della quantità non può che essere effimera, ossia soggetta al tempo e allo spazio, allora ci rivolgeremo a un differente genere di felicità, a-spaziale e atemporale.
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