Meglio Eremita o meglio Vivere nel Mondo…
Il vivere una vita spirituale, normalmente comporta una priorità: l’illuminazione!
Se però ne esistesse un’altra, vorresti conoscerla?
Vediamola insieme parlando di esperienza consapevole…
Se è vero che nell’uomo risiede uno Spirito divino e che questo è ottenebrato dalla carne, la quale gli conferirebbe uno stato di dormiveglia, allora parrebbe ovvio il doverlo risvegliare totalmente attraverso l’illuminazione.
Infatti, da migliaia di anni, migliaia di persone marciano su diversi sentieri spirituali, seguendo discipline di vita anche molto rigide per poter ottenere la fatidica illuminazione, oggi conosciuta anche come il risveglio del vero Sè.
Alcune minoranze invece, hanno optato addirittura per una vita ascetica, una vita dedicata totalmente alla spiritualità, con tutte le rinunce del caso e le relative dominazioni emozionali attraverso la pratica di ferree discipline.
Parlo di una vita trascorsa in veste di eremita, appartata, magari spesa in mezzo alla natura.
Tutto questo per accelerare il lungo processo del risveglio.
I risultati sono indiscussi.
Le confusioni mondane si riducono ai minimi termini, velocemente emergono in superficie le proprie paure, con l’aumento esponenziale delle possibilità di entrarci in contatto al fine di trascenderle.
Allora tutte le persone che tengono davvero all’illuminazione dovrebbero impegnarsi, almeno proporzionalmente al proprio potenziale, in imprese mirate a ciò che appunto desiderano e reputano prioritario?
Personalmente ho seguito un’altra via e intendo condividerla.
Con il fluire dei miei anni, la vita mi ha presentato diverse situazioni che io ho reputato molto difficili in termini di scelta.
Questo aspetto mi ha forzato ad adottare una soglia dell’attenzione molto alta, la quale si è protratta anche dopo il vissuto dell’esperienza stessa.
Grazie a ciò, ho potuto valorizzare quanto effettivamente fosse preziosa l’esperienza in genere.
Molto presto compresi intensamente che il vivere l’esperienza di vita, qualunque essa fosse stata, con la soglia dell’attenzione completamente dedicata, mi avrebbe conferito un grado di consapevolezza estremamente prezioso, necessario per l’avvicinamento al fulcro del mio vero Sè.
Cercai esperienze sempre nuove, tuttora lo faccio, per arricchire sempre lo stesso bacino, quello della consapevolezza, unico potere in grado di edificare l’Essere.
Per consapevolezza intendo il vivere ogni realtà, nel bene e nel male.
Se avessi vissuto in una grotta, sarei arrivato probabilmente prima a certe realizzazioni, ma quanto avrei davvero vissuto?
Imparare ad armonizzare la propria natura umana con quella divina, sembra implicare il condurre un’esistenza in stato di pace.
Questo piano terreno è un ottimo teatro per interpretare la propria parte.
Se ognuno lo facesse adottando un’espressione corrispondente alla propria verità, senza maschere, perfino l’illusione di ciò che giureremmo sia reale e scontato, potrebbe smascherarsi nella propria essenza e rilasciare i propri segreti.
Questi segreti, verosimilmente ci direbbero che la realtà non è fuori di noi, ma dentro di noi, che le dinamiche di vita sono soltanto riflessi di ciò che non abbiamo accettato totalmente, che il loro ripetersi è il frutto del nostro ennesimo fallimento nell’averli compresi e che ciò che davvero è concreto, non è ciò che vediamo e tocchiamo, ma ciò che percepiamo e sentiamo.
Allora potremmo anche ritagliarci una parentesi di raccoglimento, magari sulla cresta di una montagna, lontani da tutto e tutti, per poter osservare meglio ciò che si è acquisito, una concezione della realtà totalmente rivoluzionaria.
In quel caso sarebbe certamente doveroso si, ma quella non sarebbe una fuga dalla vita, piuttosto forse, il primo vero abbraccio.
Stefano Nieddu
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Da qui nasce un sincero desiderio di condivisione delle proprie esperienze, al fine di permettere a tutti coloro che lo desiderano davvero, di conoscere il proprio immenso potenziale latente. Amo sognare, perché credo che la fantasia sia la madre della realtà. Amo condividere, perché credo che le dure conquiste Amo i più deboli, con il loro esempio urlano agli altri di essere diversi. Amo avere fede nell’impossibile, è così tutto diventa possibile.
Nato a Genova nel 1981, Stefano Nieddu, grazie al canale aperto con il proprio universo interiore, apprezza il mondo da una prospettiva più profonda e completa, nella quale l’invisibile diventa una terra dove avventurarsi per fare sempre nuove ed incredibili scoperte.
Amo ascoltare, perché credo che i suoni fuori di noi siano l’eco di quelli interiori.
debbano diventare semplici doni.
Amo il cambiamento, è ciò che mi riporta a casa.

