Luoghi lontani e vento fresco, notti d’amore e montagne sacre

Non si finisce mai di trovare vecchie scatole di latta sotterrate sotto gli alberi dell’infanzia e non si finisce mai di guardare stupiti le foto ingiallite di austere bisnonne con il colletto abbottonato fino al collo, la postura rigida e l’espressione seria, trovando sempre nuovi particolari che ci rendono simili soprattutto nel cipiglio con il quale guardavano il mondo.

Chi sono in fondo gli antenati? Lo Sciamano direbbe che non c’è separazione perché tutto accade ora e che gli antenati sono i nostri organi, la nostra pelle, i nostri occhi.

Quante volte mi sono detta che non sarei mai diventata come le donne della mia famiglia ma che mi sarei presa le mie occasioni, avrei sbottonato la voce e me ne sarei andata in luoghi lontani e migliori, e invece sto ancora aspettando la loro approvazione, ancora desidero essere vista o, forse, sto aspettando che mi dicano che essere diversa va bene, poiché mi sono sempre sentita come un’aliena a due teste ai loro occhi.

Spesso noi donne siamo vittime del “troppo amore”, del senso del dovere e del ricoprire determinate aspettative.

E proprio per questo ho insegnato ai miei figli a lasciarmi indietro, a non rallentare mai per aspettarmi, e che la loro storia li porterà ad essere diversi e unici.

Ho insegnato ai miei figli a inseguire sogni e a percorrere nuove strade lasciando indietro tutto! Chissà dove sarei ora se lo avessero insegnato anche a me.

Se un giorno sarò una parte di loro, voglio essere quella voce insistente che sussurra alle orecchie di non perdere le opportunità e di cercare luoghi lontani e vento fresco, notti d’amore e montagne sacre.

Si dovrebbe benedire ogni passo che i figli fanno lontano dai genitori e ringraziare quella forza che permette, a chi ha fatto il genitore per gran parte della vita, di riscoprirsi come donne e uomini in viaggio su treni senza meta con la passione come mappa, perché non è mai troppo tardi per partire e non è mai troppo tardi per ricominciare.

Enrica

Scopri il mio libro:
La Danza del Seme Selvaggio

Acquista il Libro

ENRICA ZERBIN, nata e cresciuta tra campagna, fiume e mare, dove ha scoperto la magia dei cicli lunari e appreso l’uso delle erbe medicamentose delle campagne, insieme agli antichi rituali legati alla Dea e agli elementi; eredità delle sue antenate.
Ricercatrice e studiosa di miti e leggende (con particolare interesse per l’antica saggezza nordica), della simbologia di varie culture, degli archetipi, del Sacro Femminile e della Grande Dea fino allo sciamanesimo.
Iniziata alle Rune tramite l’Elemento Acqua; aiuta con questo importante strumento a svolgere un profondo lavoro di lettura dell’ombra e delle memorie nascoste.

Nel dicembre del 2015 esordisce col suo primo romanzo, Tu Mi Hai Salvato La Vita, edito da Cinquemarzo: una storia sull’importanza degli avi e la saggezza degli anziani, dell’amore nato in circostanze impensabili e bizzarre sincronicità.
Nel 2019 esce il suo secondo libro, La Danza Del Seme Selvaggio, rocambolesco viaggio di due donne non più giovanissime che si trovano, loro malgrado, a dover stravolgere la loro vita e a lasciare la famigerata zona comfort.
Un iniziale dramma si trasforma, per Anthea e Miriam, in una straordinaria avventura tra i sentieri alpini, con la sola guida di una mappa disegnata da una misteriosa vecchia guaritrice.

Nelle sue opere al femminile, sottolinea l’importanza del viaggio, che sia mistico o fisico, per superare i limiti imposti da società e credenze sbagliate a cui la donna ha dovuto sottostare per secoli.

Segui il mio BLOG

Nessun commento

Leave a reply

NaturaGiusta - Essere in Evoluzione