Parliamo di Karma!

Parliamo di Karma!
E’ un concetto arrivato a noi dall’Oriente e che rischia di generare confusione.

Noi occidentali leghiamo il karma al senso di colpa.
Siamo così convinti di essere sbagliati, di aver sbagliato, di avere chissà quali colpe addosso, che, quando sentiamo espressioni come debito karmico, karma familiare, trasmutare il karma, crediamo di dover rimediare per qualcosa che abbiamo commesso nel passato e che ci condiziona.

Il karma, invece, è, ancora una volta, un’opportunità.
Quando siamo in un percorso di consapevolezza, quando leggiamo libri che parlano di leggi spirituali, partecipiamo a conferenze, attività, seminari, rischiamo di cadere in un tranello.
Studiamo le leggi spirituali, le leggi di creazione della realtà e, se non vediamo subito la nostra vita perfetta, secondo la nostra prospettiva, crediamo di sbagliare qualcosa.Poi, sicuramente, qualcuno ci dice, o leggiamo, o ascoltiamo, che dipende dal nostro karma e che dobbiamo trasmutarlo, liberarlo, risolverlo e noi, sempre di più, ci convinciamo di dover subire le conseguenze di qualcosa che abbiamo commesso nelle vite passate e di doverle affrontare per chissà quanto tempo, almeno fino a quando non saremo stati così bravi da liberarlo tutto.
Bene, sbagliato.
Il Karma è un’altra cosa.

Il karma potrebbe essere definito la conseguenza di un errore di percezione.
Facciamo errori di percezione e, conseguentemente, registriamo memorie energetiche legate a quell’errore di percezione.
Quelle memorie ci condizionano sempre, anche nelle successive vite, perché ci fanno avere reazioni a determinati stimoli, che sono sempre le stesse.
In questo modo si crea quello che viene definito debito karmico.
Ma l’errore sta nel considerare il debito karmico qualcosa da scontare.

Il karma non si sconta, non si supera, non si elabora, non ci si lavora…il karma va soltanto visto!
Quando lo vediamo, cioè quando ci accorgiamo di una reazione automatica, di un errore di percezione, di un condizionamento, possiamo trasmutarlo immediatamente!
Possiamo dire una frase qualsiasi, secondo la nostra ispirazione, che ci aiuti.
Ad esempio, “sciolgo la mia percezione errata in riferimento a….” oppure “anche se fino ad ora ho pensato, ritenuto, provato, creduto che…..cambio visione e prospettiva”….

Un altro errore in cui possiamo incorrere è credere che sia necessario aspettare determinati eventi, per poter sciogliere il karma.
Ad esempio, una configurazione astrale, un transito planetario, un qualsiasi momento futuro, che la nostra mente ci può far individuare in vario modo.
Non è possibile, perché sappiamo che “il momento del potere è ora”!
Noi possiamo trasmutare il karma soltanto ora, non nel futuro, perché viviamo ora, lo percepiamo ora, siamo potenti ora.
Se pensiamo che succederà qualcosa in un futuro, che ci consentirà di scioglierlo, di fare qualcosa, di avere condizioni favorevoli, ci stiamo soltanto ingannando.

Noi viviamo soltanto nel presente, in ogni presente, presente dopo presente, il futuro non esiste, è solo percezione, come lo è il passato.

Se esiste un karma, è una nostra memoria distorta, un’occasione di armonia e felicità che abbiamo mancato e, in ogni momento, abbiamo la possibilità di recuperarla, accorgendocene e trasmutando immediatamente quell’errore di percezione.
Abbiamo la possibilità in un solo istante di cambiare radicalmente noi stessi, possiamo farlo in ogni singolo istante.
Se ci riuscissimo, non avremmo nessun karma da trasmutare, nessuna memoria da elaborare, nessuna emozione da armonizzare.
Questi lavori si rendono necessari, perché non ci riusciamo, allora abbiamo l’opportunità di lavorare gradualmente su tutto quello che ci blocca.

Ma, mentre lavoriamo, dobbiamo sempre ricordare che noi possiamo agire soltanto ora, abbiamo potere ora, possiamo accorgerci della bellezza e della verità ora.
Se ci spostiamo nel futuro, ci depotenziamo.
Anche i transiti planetari, i movimenti energetici, qualsiasi evento che sia esterno a noi, sono opportunità, occasioni per tornare dentro noi stessi e accorgerci di cosa ci limita.
Ma non occorre attendere nulla.

Ci sono fasi della nostra vita e della vita in generale in cui sono favoriti determinati lavori, occasioni, circostanze, ma il fatto che lo siano non significa che non possiamo fare molto tempo prima o dopo lo stesso lavoro, che consiste sempre nell’accorgerci.

Se non siamo riusciti a farlo prima, siamo agevolati nel farlo in occasione di un determinato evento, che può essere il transito come un evento della vita che percepiamo come problema.
Passiamo al karma familiare.
Stesso rischio di tranello.
Abbiamo un karma familiare ma lo abbiamo perché riguarda in qualche modo noi stessi.
L’unico strumento che abbiamo per elaborarlo è sempre lo stesso, accorgercene.
Se siamo bloccati in qualche ambito della vita, non dipende dalla storia di nostro nonno morto in guerra né della prozia che ha perso un figlio né di nostra madre che non ha fiducia nella vita né del cugino dimenticato né della zia che ha abortito.

Sono storie, così come sono storie le nostre, e noi con quelle storie abbiamo qualcosa in comune, ma non è qualcosa che ci lega, è lo stesso errore di percezione.
La zia che ha perso un figlio ha elaborato quell’emozione in maniera distorta e probabilmente noi abbiamo in comune con lei il non aver elaborato quella o un’emozione simile allo stesso modo.
E’ la nostra emozione che ci blocca ed è sulla nostra emozione che dobbiamo e possiamo lavorare.
Quello che ci limita siamo sempre noi stessi, ogni volta che attribuiamo significati distorti a determinati eventi.

Se le storie dei nostri avi o parenti hanno molta presa e molta influenza su di noi, è perché noi attribuiamo una carica energetica forte a un dato evento, aspetto, fatto, “problema”.
La storia del nostro parente serve soltanto a farcene accorgere.

Non abbiamo nessun karma familiare da cui doverci svincolare, abbiamo la possibilità di accorgerci, tramite le storie della nostra famiglia, di aspetti che ci riguardano e che possiamo trasmutare ora.

Noi viviamo ora e abbiamo potere soltanto ora!

Vittoria

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Vittoria Cucciarrè

Avvocato fuori, ricercatrice dentro.
Il mio percorso di crescita personale e spirituale non è iniziato per mia scelta, è stato lui a scegliere me.
Non sono titolata, non ho frequentato corsi, non ho verità da rivelare.
Sono una persona curiosa, che ama ricercare, indagare, scoprire e farsi ancora domande.
Anzi, prima di amarlo, questo è quello che sono.
Non so nemmeno io dove sto andando, dove e se arriverò, non so neanche più se sto cercando qualcosa di definito.
Ma so che è quello che mi piace, che mi fa stare bene e che ha rivoluzionato e migliorato la mia vita.

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Contatti: veranikatraanimaedego@gmail.com

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