Iside – la Grande Dea

“Solo la Grande Madre permane
dalla quale deriviamo.
Il suo dito giocoso traccia
nell’aria fuggevole i nostri nomi”
(H.Hesse)

Iside è la Grande Dea (o Dea Madre) per eccellenza, egizia di nascita e universale di culto.
Poiché incorpora divinità minori, la sua figura, potentissima, è nota con una molteplicità di nomi differenti che richiamano un caleidoscopio di aspetti: è chiamata infatti dea “Myrionymos”, ovvero dai mille nomi.

Iside è dea “cosmica”, dall’incommensurabile capacità di amare e di guarire l’altro attraverso l’amore; avviene in svariati miti, come ad esempio in quelli riguardanti la dea sumera Inanna, che il ricongiungimento con l’amato si compia o dopo aver superato una serie di prove ad ostacoli, oppure a seguito di un’iniziatica discesa agli inferi, così come accade per la greca Persefone.

Iside propone un archetipo di femminilità equilibrata, così come sono in equilibrio il giorno e la notte, che si muove fra la coscienza del proprio potere personale e la padronanza nel saperlo gestire.
Sensibilità e dolcezza si uniscono ad autorevolezza e ad una certa attitudine al comando: tale “conjucto oppositorum”, come in una danza, dà vita ad un femminile coeso, pieno e maturo. Consapevolmente lungimirante circa i tanti, variegati contenuti attraverso i quali il sacro principio femminile si esprime nel mondo.

La natura di Iside è quella di sovrana per “diritto di nascita”, come figlia nata dall’unione del maschile Geb o Terra e del femminile Nut o Cielo; chi incarna questo archetipo avrà i tratti distintivi della regina, riconducibili ad una forma di nobiltà d’animo, di signorile integrità, di uno stato interiore di costitutiva regalità; indipendentemente dalla condizione sociale o economica in cui questa donna vive, ella affronta con coraggio e con dignità ogni problematica avversa.

A Iside sono associati: il segno astrologico del Leone e l’elemento fuoco; in qualità di dea rossa, in natura, è responsabile della preservazione del frutto estivo giunto a maturazione, che contiene il seme del successivo e nuovo ciclo vitale.
L’Egitto è culla di magia e di mistero, ecco perché la donna che incarna Iside avrà una certa propensione per le arti magiche e sembrerà avvolta da un velo mistico o misterico; si pensi che in una delle versioni del mito, la dea ricompone e riporta in vita il cadavere smembrato dell’amato sposo/fratello Osiride e, nel farlo, si trasforma in un uccello, il nibbio, in grado di insufflare nuova vita.
Questo particolare aspetto fa di Iside una dea sciamana e psicopompa , in grado di fare trasmigrare le anime fra i diversi mondi: dall’aldilà all’al di qua.

Miria

Miria Tondi

Donna di luce e d’ombra, sono studiosa e ricercatrice del sé, del simbolismo, degli archetipi e delle arti magiche da 25 anni. Leggo i Tarocchi, il Tema Natale Astrologico e altri tipi di carte decodificandone il linguaggio arcano e sollevando il velo sul sapere ancestrale contenuto in queste discipline.

Alle letture abbino la pratica del tamburo sciamanico.
Ho scritto articoli per una rubrica di arte esoterica e tuttora scrivo sul femminile secondo una prospettiva mitica, antropologica e comportamentale.
Amo molto i bambini, ho lavorato come insegnante di scuola primaria, di infanzia e di sostegno.
Sempre in qualità di docente ho co-condotto corsi di meditazione.

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