“IO SONO CICLICA” – Webinar introduttivo alla ciclicità 26 aprile 2021

Lo ricordo come fosse ieri. I miei vent’anni e una felicità per le discese più lunghe possibili. Mi alzavo alle cinque per raggiungere le piste più belle da godere fino alla chiusura degli impianti. Qualche volta un fuoripista. Sentivo forte la mia energia, stavo nel mio ritmo.
Perdere una giornata sugli sci era una rinuncia grande per me così quel giorno, pur sapendo che mi sarebbero potute venire le mestruazioni, sono andata. Non mi sentivo al top dell’energia, ma ero convinta che sarebbe bastato inforcare gli sci per cambiare stato d’animo. E poi non volevo fare quella che cambia idea, fare la lagna, ecco. Mi era già capitato di sciare il primo giorno di mestruazioni e proprio quel giorno, anni addietro, per la prima volta mi era riuscita una serpentina perfetta. Dopo era arrivato il mal di pancia, ma era quasi a fine giornata e soddisfatta delle mie discese a curve strette mi ero permessa di stare male.

Quel giorno però non ha funzionato. In tarda mattinata le mestruazioni sono arrivate in grande stile! Ci ho provato a non sentire il dolore e a prendere di nuovo la seggiovia per un altro giro di pista. Ci ho provato a concentrarmi sulla discesa e a cercare dentro di me l’energia di sempre. Ma le mestruazioni chiedevano attenzione. E io che avevo soltanto un assorbente e neppure un antidolorifico! Il mio fidanzato si è prodigato per me comprando tutto il necessario, assorbenti, pastiglie, addirittura una piccola boule che ha fatto riempire di acqua bollente in un bar. Gli sono stata infinitamente grata anche per non aver espresso alcun giudizio e per essere rimasto tutto il tempo con me.
Ho passato il pomeriggio rannicchiata in auto. Mi sono arresa alle mestruazioni e alla fine mi sono addormentata. La rabbia l’avevo lasciata andare, ma la vergogna no, la vergogna l’ho sentita tutta quando gli altri due sciatori sono tornati dalle piste. Una vergogna tale che ho fatto finta di dormire per tutto il tempo del viaggio senza dare alcuna spiegazione. Una vergogna come fosse un problema stare così, come dovessi scusarmi per essermi dileguata e per la figuraccia che avevo fatto.

Ecco, se quando ho avuto il menarca anziché la fatidica frase “ora sei una donna” mi avessero raccontato che cosa significa essere cicliche e quali energie fluiscono di mese in mese, forse questo mi avrebbe dato un pochino di libertà nei confronti di me stessa e magari, chissà, anche degli altri. “Io sono ciclica” e ho il dono della mutevolezza, del cambiamento, del rinnovamento. Insieme al ciclo creo la mia realtà… C’è altro da aggiungere?

Sì! Il webinar di lunedì 26 aprile alle 20.30. Un seminario on line introduttivo alla natura ciclica in cui imparerai che cos’è la ciclicità femminile e in quale modo praticarla per averne beneficio. Perché non è questione di fare o non fare figuracce, ma di vivere le mestruazioni, e le altre fasi del ciclo, nel miglior modo possibile per noi stesse.

Per iscriverti clicca su questo link:

IO SONO CICLICA
webinar 26 aprile 2021

Ti aspetto!

Annalisa

Annalisa Borghese

Sono una counselor in psicosintesi che io traduco come “allenatrice emotiva”.
In concreto alleno le persone a scoprire la ricchezza del proprio mondo interiore e a prendersene cura. Lì stanno le potenzialità, ciò che di luminoso non abbiamo ancora espresso, trattenute da emozioni ingombranti che facciamo fatica a gestire.
Lì si trova la chiave del nostro personale benessere.

Ho sempre mantenuto un occhio di riguardo per il punto di vista femminile e mie maestre sono state Alexandra Pope, DeAnna L’am, Miranda Gray e Carla Gianotti.
Il mio obiettivo oggi è invitare le donne a incontrare quel femminile profondo che appartiene a ciascuna di noi, iscritto nel ciclo mestruale e non mediato dalla cultura patriarcale.

Favorire in loro la pratica consapevole dell’energia ciclica femminile per ritrovare il proprio passo oltre i condizionamenti di un modello culturale che nega le energie primigenie del Femminile e del Maschile.
 
E oggi più che mai abbiamo bisogno di entrambe per trasformare la cultura della sopraffazione e realizzare pienamente la nostra personale umanità.
Sono diversi gli approcci all’energia ciclica e io prediligo percorsi in cui la profondità del lavoro interiore non è mai disgiunta dalla concretezza. Il ciclo mestruale, infatti, può essere una sorta di ancoraggio che ci aiuta a restare radicate, cioè con i piedi ben piantati per terra, sia pure con lo sguardo alla luna e quindi all’immensità del cielo e della vita.

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