Il Viaggio di Eihwaz

Dal 28 Dicembre al 12 Gennaio governano le energie della runa Eihwaz: il Viaggio Sciamanico.

Eihwaz invita a recuperare la propria Anima, tutti quei brandelli che abbiamo lasciato in luoghi, situazioni, rapporti. Eihwaz è il passato, il presente e il futuro insieme, tutti nello stesso istante.

Significa che il passato deve essere ripescato dalle torbide acque e portato in superficie, per scoprire dove, quando e con chi abbiamo perso, o deliberatamente lasciato, pezzi della nostra Anima.
Lo Sciamano fa proprio questo per riportare equilibrio e guarigione: supportato dagli Spiriti Guida recupera questi preziosi brandelli.

Cosa significa perdere la propria Anima?

È qualcosa che succede spesso, accade ogni volta che rinneghiamo la nostra vera natura.
Ogni volta che diciamo sì ma vorremmo dire di no, e viceversa.
Ogni volta che fermiamo le mani, ogni volta che torniamo sui nostri passi. Succede quando abbassiamo lo sguardo e sottovalutiamo la nostra forza.
Succede ogni volta che facciamo i bravi bambini, le brave bambine e ci lasciamo imbavagliare. Succede ogni volta che rinunciamo alla lotta e regaliamo la partita alla paura.

Personalmente ho brandelli d’Anima disseminati un po’ ovunque, ma è importante riprendersi ciò che ci appartiene.
Avere il coraggio di dire è MIO, come i bambini che non prestano i loro giocattoli preferiti esercitando così la loro volontà, mettendo confini a quello che gli altri possono o non possono prendere.
Mettiamoli questi confini, proteggiamoci, diciamo NO in modo deciso e riprendiamo ciò che è nostro.

Il presente è ciò che rimane di questa Anima strappata. Nel presente si porta la manifestazione di ciò che non abbiamo risolto del nostro passato.

Il futuro? Il futuro è la mappa migliore in assoluto.
Pensare a chi si vuol essere nel futuro, aiuta a capire molte cose.
In fondo le scelte migliori saranno proprio in funzione di quell’immagine di se stessi nel futuro. Quel sogno a occhi aperti che fa battere forte il cuore, fa sorridere e piangere, quel desiderio che non si ha nemmeno il coraggio di scrivere o dire a voce alta perché è talmente prezioso e ambizioso da sembrare utopia.
Spesso in questi sogni risiede il talento e la nostra vocazione.

In questi giorni di fine e inizio presieduti da Eihwaz, esercitiamo una volontà ferma e resistente come alberi di Tasso, riprendiamo ciò che ci appartiene.
Prendiamo consapevolezza di ciò che siamo e vorremmo essere e diamo il via alla nostra personale iniziazione.

Buona Fine e buon Inizio!

Enrica

ENRICA ZERBIN nasce il 1 ottobre del 1973 a Adria (Rovigo) tra campagna, mare e il delta del fiume Po. Figlia di pescatori e agricoltori i quali le hanno insegnato il rispetto per la natura, i suoi cicli e, contemporaneamente , il rispetto verso le persone.
Nel dicembre del 2015 esordisce col suo primo romanzo: Tu mi hai salvato la Vita, edito da Cinquemarzo: una storia sull’importanza degli avi e la saggezza degli anziani, dell’amore nato in circostanze impensabili, ma soprattutto una narrazione capace di sensibilizzare sull’importanza della donazione del midollo.
Tra il 2016 e 2017 vince alcuni piccoli concorsi letterari con i racconti brevi: Mister Green Hat, I racconti del Fiume e ll Signor Senza Nome, storie sul cambiamento e sull’incontro col proprio Sé. Ricercatrice e studiosa del mito greco e norreno, della simbologia di varie culture, degli archetipi, del femminile sacro e della Grande Dea fino allo sciamanesimo.
Si interessa ai tarocchi e alle rune come strumento di indagine interiore.
Femminista attiva sulle pari opportunità, e sulla sensibilizzazione necessaria al problema della violenza.
Con questo intento ha scritto un importante articolo per l’associazione UDI di Ferrara intervistando una donna Nigeriana, per raccontare l’orrore del suo viaggio; dalla Nigeria, lungo il deserto del Ciad, l’orrore libico fino al suo arrivo in Sicilia.
A breve uscirà la sua seconda opera: “La Danza Del Seme Selvaggio”, avventurosa storia di due donne in viaggio tra boschi di montagna, con la sola guida di una mappa disegnata da una vecchia strega.
Nelle sue opere al femminile, sottolinea l’importanza del viaggio, che sia mistico o fisico per superare i limiti imposti da società e credenze sbagliate a cui la donna ha dovuto sottostare per secoli.
“Le storie sono ovunque. Il vento, poi, le soffia nei pensieri. Vorrei librarmi in volo per afferrarle e poterle raccontare.”

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