Il Mondo dall’Altra Parte

Se uno specchio ci mettesse in comunicazione con un’altra dimensione?
E se da tale dimensione spuntasse fuori una ragazza con l’età di un adolescente ma l’anima di un maestro?
E se il ragazzo dall’altra parte divenisse, al contempo, allievo e insegnante?

Questo è quello che succede a Lorenzo e Celeste: i protagonisti di questo splendido romanzo, pieno di magia ed amore.
Lo specchio-portale mette in comunicazione due mondi diversi,  ed offre ai due protagonisti ed al lettore un vero e proprio percorso iniziatico di profonda crescita personale.

Due storie diventano una, due cuori…

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Un estratto del libro:

La ragazza con l’abito azzurro

L’indomani sera il ragazzo era nuovamente in soffitta, e questo a dispetto del fatto che il martedì era uno dei due giorni settimanali dedicati alle partite di calcetto con gli amici, cosa che sua madre non mancò di rimarcare.

Lorenzo usò come scusa il fatto di essersi mezzo girato la caviglia sinistra la settimana prima, e tra calcetto e soffitta scelse con decisione la seconda.

Tanto più che aveva da studiare quella bellissima specchiera che aveva trovato la notte precedente e che non aveva trascurato di osservare con la luce del sole subito dopo pranzo… prima che sua madre gli ricordasse che rispetto alla soffitta avevano la precedenza i compiti e la commissione a casa di nonna Elvira. Se pure aveva saltato il calcetto, dunque, non avrebbe comunque potuto dedicarsi appieno alla sua scoperta e anzi, tra una cosa e l’altra, anche quel giorno ebbe a disposizione solamente il dopocena, visto che alla fine si era trattenuto da sua nonna, che non vedeva da un mese intero.

Il dopocena, però, non glielo toglieva nessuno, e alle dieci in punto il ragazzo era in soffitta a studiare quella specchiera antica, che voleva analizzare ben bene prima di parlarne a suo padre per capire come aveva fatto ad arrivare fino a casa loro.

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Purtroppo, però, era buio già da un pezzo, e le candele aggiuntive che si era portato appresso non erano che un misero sostituto della luce piena. Doveva decidersi a procurarsi una lampada portatile potente… magari una di quelle che andavano a ricarica solare, così non avrebbe avuto problemi di batterie e di consumi.

Comunque, le cinque candele, che aveva disposto a cerchio intorno a sé, bastavano per dare un’occhiata più attenta e meno frettolosa ai fregi che ornavano lo specchio in tutto il suo arco, nonché nelle gambe di sostegno.

Persino l’interno del cassetto, oltre alla scritta in latino, aveva degli ornamenti sotto forma di incisioni nel legno, che peraltro era molto ben tenuto nonostante l’aria vetusta.

Dopo una mezz’ora abbondante di osservazione dei dettagli, alla ricerca, oltre che di bellezza, anche di qualcosa che potesse essere utile a identificare la specchiera, che fosse l’anno di produzione, chi l’aveva fabbricata, la città di provenienza o qualsiasi altra informazione utile, il ragazzo, un po’ stanco nei muscoli e negli occhi, si sedette dritto sullo sgabello, proprio di fronte allo specchio, e, nel riposarsi, si dedicò per alcuni secondi alla contemplazione della sua figura.

Come la notte prima, anche stavolta ebbe la sensazione che nell’immagine riflessa vi fossero dei baluginii dorati, che la rendevano quasi surreale. Anche lo sfondo nero del buio della soffitta contribuiva certamente al senso di mistero.

A un certo punto il mistero si tramutò in miraggio o in qualcosa di molto vicino ad esso: i baluginii dorati aumentarono di numero, presero a scintillare come delle piccole stelle, e alla fine gli consegnarono un’immagine molto diversa: dall’altra parte dello specchio non c’era più lui, ma una ragazza vestita con un abito azzurro d’altri tempi.

Il cuore di Lorenzo perse un battito, e lui l’equilibrio, cadendo in terra per lo stupore e lo spavento.

Rialzatosi di lato, ancora incredulo, si accostò con prudenza alla specchiera per avere una conferma… che però non ebbe: ora lo specchio gli restituiva l’immagine di un quindicenne dai capelli scuri e dagli occhi sgranati per quel misto di paura e meraviglia.

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Decise che per quella sera ne aveva avuto abbastanza: prese le candele e scese giù, col cuore che ancora batteva in modo anomalo.

–    Beh, già tornato giù quest’oggi? – gli chiese suo padre, il tono lievemente ironico.

–    Meglio, vuol dire che si sta stufando – aggiunse sua madre dalla cucina. – Alla fine che pensava di trovare in soffitta, una bacchetta magica?

Lorenzo non rispose e andò dritto in camera sua, le gambe tremanti e il cuore ancora accelerato.

 
Immagine in evidenza: www.viaggioastrale.net

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