Il generatore di armonia

Ce li abbiamo scritti nella pelle, i desideri e questo in particolare perché ci accompagna tutta la vita. Si chiama armonia.
Come dentro così fuori – dicono i saggi – per cui non serve specificare di che armonia si tratta. Se ricreiamo armonia dentro di noi, la porteremo nel mondo. Come quando pensieri e parole hanno lo stesso passo e stiamo bene nelle cose che facciamo.

Per generare armonia noi donne possiamo rivolgerci al nostro ciclo. Possiamo seguirlo, anzi lasciarci condurre.Vi sembra strano?

Se praticato con consapevolezza il ciclo mestruale è di per sé un generatore di armonia. È esperienza di armonia nell’espressione di energie femminili e maschili che appartengono, sia pure in misura diversa, a ogni essere umano. E i desideri sono lì, al loro posto, pronti per essere scoperti, custoditi e nutriti.

Ogni fase del ciclo ci racconta qualcosa di noi, dei nostri sogni, paure, aspirazioni, fatica, dolori e risorse. Nulla viene messo da parte di ciò che siamo.
Ogni fase racchiude la bellezza che possiamo portare nel mondo e di cui il mondo ha bisogno.
E dunque ricreare armonia è un atto d’amore innanzitutto nei nostri confronti, fatto di ascolto e considerazione per il corpo e il mondo interiore con il quale il ciclo mestruale ci mette continuamente in contatto

Il ciclo dei desideri nasce per diventare consapevoli di questa esperienza. Davvero necessario? Sì se coltivare armonia è per noi un valore.

E c’è anche un altro desiderio all’origine del progetto. Il desiderio di creare un pensiero nuovo che generi nuovi modi di essere in cui le energie del femminile e del maschile non siano più mortificate, ma possano esprimersi pienamente.
Un pensiero per fare cultura insieme. Una cultura armonica che sveli l’umano.

Annalisa

Annalisa Borghese

Sono una counselor in psicosintesi che io traduco come “allenatrice emotiva”.
In concreto alleno le persone a scoprire la ricchezza del proprio mondo interiore e a prendersene cura. Lì stanno le potenzialità, ciò che di luminoso non abbiamo ancora espresso, trattenute da emozioni ingombranti che facciamo fatica a gestire.
Lì si trova la chiave del nostro personale benessere.

Ho sempre mantenuto un occhio di riguardo per il punto di vista femminile e mie maestre sono state Alexandra Pope, DeAnna L’am, Miranda Gray e Carla Gianotti.
Il mio obiettivo oggi è invitare le donne a incontrare quel femminile profondo che appartiene a ciascuna di noi, iscritto nel ciclo mestruale e non mediato dalla cultura patriarcale.

Favorire in loro la pratica consapevole dell’energia ciclica femminile per ritrovare il proprio passo oltre i condizionamenti di un modello culturale che nega le energie primigenie del Femminile e del Maschile.
 
E oggi più che mai abbiamo bisogno di entrambe per trasformare la cultura della sopraffazione e realizzare pienamente la nostra personale umanità.
Sono diversi gli approcci all’energia ciclica e io prediligo percorsi in cui la profondità del lavoro interiore non è mai disgiunta dalla concretezza. Il ciclo mestruale, infatti, può essere una sorta di ancoraggio che ci aiuta a restare radicate, cioè con i piedi ben piantati per terra, sia pure con lo sguardo alla luna e quindi all’immensità del cielo e della vita.

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