I VEDA e l’antica conoscenza fondata sulla percezione

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Domande come “chi siamo?”, “da dove veniamo?”, “se l’universo contiene tutto o il tutto contiene l’universo?” e via così, fino a “c’è qualcosa dopo la morte? E prima della nascita?”.
Domande come queste forse le riteniamo coerenti per i filosofi, gli adolescenti e i matti. Eppure chi di noi non se le è mai poste?!
E se ci fosse qualcosa di più profondo oltre alla realtà oggettiva, una coscienza, un’intelligenza che va oltre la mente, qualcosa che si può ascoltare, sentire e percepire e che riesce a convivere in perfetta armonia con la materia…

La risposta è si.

E’ esattamente ciò che ci dicono gli uomini dei Veda e gli alchimisti.

La parola Veda deriva dalla radice “vit” che significa conoscenza. Letteralmente, significa conoscenza di tutto, conoscenza della verità fondata sulla percezione. Non si tratta di conoscenza teorica ma assolutamente individuale e universale basata sulla libertà e sull’intelligenza creativa dell’essere umano.

I testi contenuti nei Veda sono considerati dagli indù Shruti, cioè rivelati, e rappresentano dunque la Sapienza eterna, immutabile e sacra dell’Induismo. Questi testi sarebbero stati rivelati dalla divinità ai Rishi, mitici saggi veggenti, ma secondo la tradizione fu il Rishi Krishna Dwaipayana, meglio conosciuto come Veda Vyasa, colui che ne editò la raccolta, affidando poi a 4 suoi discepoli la redazione finale. Contengono essenzialmente i fondamenti del pensiero, della cultura e della legge indiana. Si ritiene siano i testi più antichi pervenuti ai giorni nostri.  Vengono chiamati anche “Nytia” perchè sono eterni e “Apaurunseya” perchè non sono stati inventati dall’uomo. La loro origine è divina.

La raccolta principale dei Veda consisite nelle quattro Samhita: Rgveda (Veda delle strofe laudative) Samaveda  (Veda delle formule sacrificali) Yajurveda (Veda dei canti)  e Atharvaveda (Veda dei sacerdoti del fuoco), composte tra il 2000 a.C e il 1100 a.C.

« Io mi rifugio nella Parola che si manifesta come Ṛg-veda, nella Mente come Yajur-veda, nel Respiro come Sāma-veda. Io faccio assegnamento sulla vista e sull’udito. »

Possiamo dire quindi che con i Veda si formò l’anima dell’India e in quanto tale la forma ed il linguaggio con cui furono scritti può essere completamente incompreso ed equivocato da chi si avvicina a questa conoscenza senza la necessaria apertura.

Scopri di più sui Veda

C’è un’antica verità, un solo mondo, un solo sé, come in alto, così in basso; nell’infinitamente piccolo c’è l’infinitamente grande; Tutto è UNO: conoscere, allinearsi con l’intelligenza profonda in noi, guardare con altri occhi, provare compassione, lasciar fare. La verità fa parte dell’essere, la verità è l’essere stesso!

 

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