Frammenti di un Insegnamento Psichedelico

Questo libro non è tanto una “mappa” scientifica degli psichedelici, ma una vera guida di viaggio in questo territorio, innegabilmente strano e carico di molti rischi e difficoltà, ma al tempo stesso estremamente affascinante e con un potenziale incredibile.

Dopo quindici anni di ricerche approfondite, Julian Palmer  propone il suo resoconto di viaggio consapevole nel campo delle sostanze psichedeliche e delle piante psicoattive.

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Oltre la mera descrizione tecnica delle singole sostanze, infatti, Julian ci accompagna nella sua lucida analisi dello stato psichedelico, un viaggio che parte dall’origine delle visioni ed arriva alla comprensione profonda della natura stessa della vita umana.
Infatti l’autore ci propone un viaggio di guarigione dove il potere delle diverse sostanze, usate in modo consapevole, diventano strumenti incredibili per crescita personale del tutto positiva. 

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Julian Palmer, australiano, nel corso dei suoi primi vent’anni si è dedicato all’esplorazione di numerose forme di ricerca spirituale.
Ha poi iniziato a interessarsi alle sostanze psichedeliche e da quel momento ha proseguito, con sistematicità e rigore, nell’esplorazione e approfondimento delle loro caratteristiche e degli stati che sono in grado di catalizzare.
Ha tenuto numerose conferenze, in Australia e nel mondo, sul frutto delle sue ricerche e attualmente si sta dedicando allo studio delle piante psicoattive indigene ancora sconosciute in Occidente.

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Leggi una Anteprima del Libro

I primi passi

La prima volta che ho provato a fumare cristalli di dmt (n,n-dimetiltriptamina) non sono stato in grado di inalare molto di quel fumo irritante e ho avuto un’esperienza delicata in cui degli esseri multicolori e indistinti comunicavano telepaticamente con me dicendomi: «Non hai davvero bisogno di questo. Vivi la tua vita, che è ciò che hai veramente. Noi abbiamo tutto questo. Ma ciò che più conta è la tua vita e come la vivi!»

Quando in seguito ho raffinato la mia tecnica di inalazione del fumo, finalmente ho avuto un breakthrough, sono uscito dal corpo e sono entrato in un mondo fantasmagorico, dove mi hanno mostrato delle forme meravigliose e mi sono sentito completamente amato e al sicuro. Ero esaltato da questo breakthrough, che nei mesi successivi ho sperimentato ancora, ogni volta raggiungendo livelli sempre più profondi, fino all’indescrivibile.

In quei giorni, il fumo dei cristalli di dmt ottenuti dalla rossa e cerea Acacia obtusifolia era come nettare per me. Riuscivo a fumare fino a 100 mg, una dose abbastanza forte, in un unico tiro con una pipa di vetro da crack. Ma non era sempre facile. Prima di fumare la dmt, spesso andavo avanti e indietro agitato per un paio d’ore, ascoltando musica in CD chill-out elettronica del tipo Goa trance – a ripetizione. Adesso non ho più alcuna paura ne ansia quando fumo dmt. Dopo aver passato tanto tempo a lavorarci, mi sono davvero reso conto che non ce alcuna ragione per averne.

Ancora oggi, dopo quindici anni, ho dei flash delle mie esperienze di quel periodo, avventure che mi hanno cambiato la vita. Sapevo per certo che esisteva “qualcos’altro” oltre il mondo fisico, perché ne avevo fatto esperienza. E questo “qualcos’altro” ha rivelato la sua piena natura. Non che lo comprendessi appieno, ma ad ogni modo sapevo che qualsiasi cosa esistesse oltre il mondo fisico era straordinariamente intelligente e sofisticata. Queste esperienze mi hanno trasmesso un senso di fiducia e di netta comprensione del continuum della vita.

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Non sono mai stato capace di ricordare esattamente gli stati più esaltanti che ho attraversato. Sembrava che andare “lì” superasse ogni normale operazione del cervello umano, che non ci fosse un modo in cui il cervello nelle condizioni di tutti i giorni potesse davvero ricordare, contenere o anche riferire quanto succedeva. Se invece fumavo nuovamente dmt ed entravo in uno stato di espansione della coscienza, le esperienze precedenti mi tornavano in mente.

Fumare dmt ha avuto sulla mia coscienza l’effetto di farmi comprendere chiaramente che, dentro e al di là di noi, esistono mondi quantici multidimensionali molto lontani dal nostro. Qualche volta queste esperienze mi hanno fatto percepire quei mondi come molto più reali del nostro. Quello che vivevo non era assolutamente paragonabile a un Disneyworld proprio perché era reale. A volte, se mi capitava di avere dubbi o difficoltà ad accettare quanto stava succedendo, mi veniva detto di svegliarmi e stare tranquillo. Alla fine, queste esperienze mi hanno insegnato a dedicarmi di più a questa vita, piuttosto che andare alla ricerca di altri mondi o risposte nell’aldilà. Ho imparato ad apprezzare l’esperienza umana per quello che è, perché ho potuto veramente sbirciare oltre i veli di questa “illusione”.

Foto Copertina: alexmarkow.com

Foto: www.lawebdelprogramador.com

 

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