Faccio pace con il ciclo!

Sono stanca di vergognarmi, di nascondere l’assorbente infilandomi in bagno di soppiatto come fossi una ladra. Stanca di chiedere il permesso per stare a casa come fossi malata perché le mestruazioni dolorose non sono contemplate fra le possibili giustificazioni! E sono anche stanca di subire il ciclo che in fondo è cosa mia, lo sento che è mia ma proprio non riesco ad accettarlo…”.
 
Non è una sola donna a parlare così – e già basterebbe, – ma è una moltitudine che vive gli stessi stati d’animo. E anche se finalmente da tante parti si è incominciato a parlarne, di fronte alla rabbia e alla rassegnazione siamo ancora da sole. Le richieste sociali sono più forti; il ritmo naturale della ciclicità, modello universale, non è considerato

La vergogna delle mestruazioni è la vergogna del Femminile che non va bene se non in un certo modo. E in questo modo non ci sentiamo più a casa dentro di noi. Il coro dei giudici esterni, insieme alla voce del critico interiorizzato che spesso ne è la fotocopia, sovrasta la nostra autentica voce. Il messaggio che facciamo nostro è che c’è qualcosa di sbagliato in noi. E restiamo sullo sfondo come un’immagine sfocata mentre la vita scorre.

Forse anche a te, quando le mestruazioni si sono affacciate per la prima volta, hanno detto la fatidica frase “Ora sei una donna!” tradotta come “Stai attenta ché da qui in poi puoi restare incinta”. Un tempo era l’eredità che ricevevi. Stare in guardia era tutto.
Ti hanno mai raccontato invece di un mondo ricchissimo di meraviglie alla tua portata, mese dopo mese?

Il percorso “Faccio pace con il ciclo!” è un invito ad affacciarsi su questo mondo di meraviglie e a goderne perché ti appartiene.
Non sempre è un cammino facile, non lo nego, incontrerai il lato buio della luna, ma in compenso in quel momento le stelle brilleranno di più e la tua intuizione diventerà più acuta.
Se incomincerai a goderne tu, oggi, potranno goderne anche altre donne domani che riceveranno un’eredità diversa, più leggera. Ci vorrà tempo, molto tempo, ma le mestruazioni non saranno più una vergogna, ne sono sicura. Saranno piuttosto un onore.

Per iscriverti al percorso “Faccio pace con il ciclo” clicca qui.

Annalisa

Annalisa Borghese

Sono una counselor in psicosintesi che io traduco come “allenatrice emotiva”.
In concreto alleno le persone a scoprire la ricchezza del proprio mondo interiore e a prendersene cura. Lì stanno le potenzialità, ciò che di luminoso non abbiamo ancora espresso, trattenute da emozioni ingombranti che facciamo fatica a gestire.
Lì si trova la chiave del nostro personale benessere.

Ho sempre mantenuto un occhio di riguardo per il punto di vista femminile e mie maestre sono state Alexandra Pope, DeAnna L’am, Miranda Gray e Carla Gianotti.
Il mio obiettivo oggi è invitare le donne a incontrare quel femminile profondo che appartiene a ciascuna di noi, iscritto nel ciclo mestruale e non mediato dalla cultura patriarcale.

Favorire in loro la pratica consapevole dell’energia ciclica femminile per ritrovare il proprio passo oltre i condizionamenti di un modello culturale che nega le energie primigenie del Femminile e del Maschile.
 
E oggi più che mai abbiamo bisogno di entrambe per trasformare la cultura della sopraffazione e realizzare pienamente la nostra personale umanità.
Sono diversi gli approcci all’energia ciclica e io prediligo percorsi in cui la profondità del lavoro interiore non è mai disgiunta dalla concretezza. Il ciclo mestruale, infatti, può essere una sorta di ancoraggio che ci aiuta a restare radicate, cioè con i piedi ben piantati per terra, sia pure con lo sguardo alla luna e quindi all’immensità del cielo e della vita.

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