Empatia ed Arte Terapia

Vi siete mai chiesti quanto siete empatici?

Fate mai caso a come percepite le emozioni altrui e a come reagite ad esse?
Essere empatici non è solo provare emozione per la visione di un piccolo cucciolo di cane, essere empatici vuol dire percepire senza nemmeno parlare, ciò che prova chi abbiamo di fronte, ma soprattutto il vero empatico è colui che reagisce positivamente alla fusione delle emozioni altrui senza fuggire, spaventarsi o contro-attaccare, perché le emozioni non sono sempre positive e spesso davanti a reazioni negative molti di noi non sanno come reagire, si sentono confusi, non sanno come aiutare l’altro in un momento di difficoltà.

Questo accade perché ci viene insegnato e inculcato che tutto ciò che è altro, che è diverso da noi, che è opposto al nostro modo di pensare, è pericoloso, siamo già poco allenati a gestire le nostre emozioni, figuriamoci le emozioni degli altri.

Ma cos’è l’Empatia?

Per molto tempo è stato un concetto misterioso, oserei dire quasi magico, l’essere capiti, compresi, “sentire” lo stato d’animo altrui è da sempre per l’essere umano necessario per creare relazioni funzionali.
Essere empatici vuol dire connettersi con il mondo interiore dell’altro, percependo i suoi desideri o le sue frustrazioni.
Quando sentiamo che qualcuno prova empatia nei nostri confronti, ci sentiamo al sicuro, compresi e non ci sentiamo più soli.
Un contributo fondamentale per comprendere il processo legato all’empatia è stato dato dalle Neuroscienze, i ricercatori infatti hanno tentato di individuare le basi neurofisiologiche dell’empatia, scoprendo che l’empatia non è una caratteristica della sola specie umana, infatti molte altre specie animali provano empatia e condividono le emozioni, rimarreste stupiti scoprendo che il processo empatico fa parte dell’uomo, ma anche presente nelle scimmie fino ad arrivare ai topi.

Ma il contagio dei sentimenti, è possibile grazie ad una particolare area del nostro cervello “Area F 5” ribattezzata area dei “NEURONI SPECCHIO“.
È stato scoperto infatti che non solo la vista, ma anche l’olfatto e l’udito stimolano un’attivazione neurale specchio.
I neuroni specchio quindi si attivano sia per cause sensoriali (vedere, udire, odorare) che per finalità motorie (compiere l’azione).
Tali neuroni, quindi, “riflettono” come uno specchio quello che «vedono» nel cervello altrui.
Non solo si attivano a determinate stimolazioni sensoriali per imitarle internamente, ma l’intensità dell’attivazione varia a seconda del contesto, permettendoci di capire non solo l’azione ma anche lo scopo dietro a quell’azione.
I neuroni specchio rappresentano un ponte diretto fra le persone, nell’ambito di ogni esperienza reciproca, costituendo una base dell’apprendimento per l’immedesimazione, dell’imitazione inconscia e pre-riflessiva e della comprensione per l’empatia.
Il meccanismo della comprensione delle azioni altrui attraverso l’attivazione diretta dei neuroni specchio (il nostro terzo occhio profetico) determina intorno agli individui l’esistenza di uno spazio d’azione condiviso da altri individui, da cui ha origine la natura sociale dell’uomo.

Tramite le arti terapie, si può promuovere l’empatia, poiché nel contesto creativo e privo di giudizi, l’individuo può sentirsi libero di rispecchiarsi con l’altro, il gruppo in arteterapia, funge da contenitore emotivo che ci permette di togliere quelle maschere che normalmente la società impone di portare, nei contesti creativi viene molto più semplice sentirsi liberi di esprimersi nel mondo non verbale delle arti, e sempre grazie ad esse, diventa possibile creare un clima empatico, dove le emozioni del singolo si mescolano con il resto del gruppo.

Nei laboratori di Arte Terapia, riusciamo a ritagliare un “tempo per l’anima” per quella nostra parte che teniamo sempre “seduta” ad aspettare il suo momento, spesso questo corrisponde al lasciarci andare a mostrare il nostro bambino interiore, ma nell’arte terapia questa paura scompare, perché nei laboratori di arte terapia non c’è nessun “migliore” o “più bravo” siamo tutti allo stesso livello, siamo compagni d’avventura, non bisogna sentirsi grandi artisti per creare qualcosa, l’atto della creazione è già in noi, dobbiamo solo dargli la possibilità di venire fuori e regalare al mondo l’espressione di sè.

Nell’arte terapia questa espressione di sè non viene forzata, viene fuori in maniera naturale, poiché lo stimolo creativo ci da l’imput, ma poi siamo noi a decidere se vogliamo metterci in gioco per andare oltre quella versione di noi oppure se vogliamo rimanere fermi dove siamo.

Alessia Giarratano

Immagine di copertina: Dipinto di Alessia Giarratano

Alessia Giarratano è una ricercatrice creativa ed arte terapeuta in formazione.
Ha sempre seguito la sua vena creativa, Laureandosi in Arti Visive all’Accademia di Belle Arti di Palermo.
Attualmente è un arte terapeuta in formazione.
Si occupa di Arte in forme diverse, oltre ad amare la pittura, si occupa di tecniche polimateriche e si diletta con la fotografia e il teatro.

Dal 2010 fa parte della compagnia di teatro sperimentale “Salto nel vuoto” come attrice e scenografa.
7 delle sue opere, fanno parte della collana di cataloghi “Universi d’Arte“, che nasce per promuovere gli artisti e l’arte.
Amante della natura e del creato, si interessa di filosofie spirituali.

I suoi lavori cercano di avvicinarsi al concetto di universalità, di connessione profonda con un tutto cosmico, una sorta di Arte Evolutiva : “l’amore e il rispetto verso la natura e verso la vita sono temi fondamentali che l’uomo al giorno d’oggi tende a dimenticare, con i miei lavori cerco di entrare in connessione con il mio Animo più profondo, come una preghiera, che si trasforma in forme e colori”.

Per info e contatti:

alessiagiarratanoatsitra@gmail.com

Pagina Facebook:  https://www.facebook.com/AlessiaGiarratanoAtsitra/?ref=br_rs

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