DRAVIDAS, AHIMSA E DANA…

La serie di articoli che ho denominato “Buddhismo senza illusioni” ha visto la pubblicazione di quattro articoli, tutti riferiti all’era precedente alla nascita del principe Siddharta, il maestro spirituale che venne poi definito “Buddha” e i cui insegnamenti sono poi alla base della religione e filosofia buddhista.

Prima di iniziare la pubblicazione di articoli riferiti al periodo storico in cui il Buddha era in vita vorrei pubblicare questo articolo, contenente alcune precisazioni terminologiche ed alcuni contenuti “enciclopedici” riferiti all’epoca storica antecedente la nascita del Buddha.

CHI ERANO I DRAVIDAS?

Questo gruppo etnico è entrato in India probabilmente circa 5000 – 6000 anni fa attraverso le aree occidentali, diretti verso la valle dei fiumi Indu e Gange e anche attraverso l’India centrale.
Hanno incontrato così la popolazione locale autoctona (la popolazione dei Munda).
Hanno sviluppato un modo innovativo di produrre alimenti con nuove e alte tecnologie per l’epoca nel settore agricolo nonché con innovazioni nel modo di progettare case e città.

Dopo 2000 – 3000 anni molti problemi sono sorti, probabilmente dovuti a terremoti e rialzi climatici.
Intorno al 1300 a.C. i nuovi arrivati, gli ​​Ariani, provenienti dal Caucaso, presero il potere in quelle aree e in particolare nel Punjab e nella Valle del Gange, distruggendo alcuni aspetti della vita e della cultura dei Dravidas.
Ad esempio, la principale religione shivaita dei Dravidas iniziò a cedere terreno e nel nuovo sistema di caste istituito dagli Ariani i Dravidas furono collocati in fondo al sistema.
Oggi sopravvivono in poche aree come puro gruppo etnico e per lo più sono riconosciuti dal parlare la lingua Tamil.

LO STILE RELIGIOSO NELLA VECCHIA INDIA

Nella vecchia India si delinea una grande differenza rispetto alle popolazioni e alle culture di altre aree attigue al sub continente: la centralità dei vecchi testi sacri religiosi indiani nella vita religiosa e nella vita quotidiana.
A causa dell’importanza dell’ambiente naturale, in cui la popolazione indiana aveva trovato l’origine di divinità all’interno stesso dei fenomeni della natura (fuoco, flussi fluviali, sole, pioggia), i rituali religiosi quotidiani divennero fondamentali, come preghiera di buon auspicio personale, rivolgendosi proprio a beneficio dei suddetti fenomeni e divinita’ naturali.

Quali erano gli dei e le divinità indiane?

Shiva, Vishnu e Shakti erano e sono tutt’ora gli dei principali nell’Induismo.
Vi è anche una grande parte di divinità umanizzate, considerata un’espansione dell’energia Brahman, in varie forme, e ognuna con particolari qualità, chiamate Devas.
La maggior parte dei Devas sono associati a fenomeni naturali.
Anche alcuni concetti come la purificazione individuale diventarono fondamentali nella vita di tutti i giorni.

IL SIGNIFICATO DI AHIMSA E DANA

Ahimsa era un vecchio precetto, già descritto nelle Upanishad, che originariamente era legato all’assenza del desiderio di uccidere qualsiasi essere senziente.
Questo precetto è anche collegato alla pratica del vegetarismo.
Uno sviluppo più recente di questo precetto / pratica, utilizzato nel buddhismo, è quello di considerare Ahimsa una attività e stato mentale, esprimendolo come compassione e gentilezza nella vita quotidiana.
Compassione e gentilezza amorevole, sia verso gli esseri viventi che ci danno cose buone che cose cattive: questo lo spirito etico di Ahimsa.
Nessuna violenza è un altro principio etico di Ahimsa.

Dana è invece vicino al concetto di generosità.
La pratica di Dana nel buddhismo è un’azione e un atteggiamento naturale e semplice che segue una visione della vita non duale.
Dana non ha bisogno di alcun pensiero o riflessione mentale per praticarla.
Viene meno il concetto di proprietà così sviluppato nella società consumistica e capitalistica attuale e Dana accade così perché deve accadere, senza nessun merito apparente.

IL SISTEMA DELLE CASTE E LA RINASCITA

Nel concetto di rinascita normalmente era sempre presente una scala di importanza degli esseri: le azioni nella vita reale potevano essere giudicate e influenzare la vita futura, attraverso l’accumulo di “Karma”, buono o cattivo.


IL CONCETTO DI ATMAN

I concetti occidentali più vicini a quello di Atman sono: “vento dell’energia vitale“, “flusso vitale“.
Troppe volte qualcuno nei paesi occidentali ha tradotto questo concetto come simile all'”anima” ma non sempre il riferimento e’ preciso, anzi.
Il concetto di Atman, infatti,  non è “statico” come il più comune concetto di “anima” e per lo più non è così ricco di dualità, come la separazione di “anima e corpo” tipicamente occidentale e cristiana.
Nelle Upanishad l’Atman diventa Brahman, l’intero universo, Dio e l’energia dentro ogni cosa, ma in alcune vecchie scuole indiane, anche a causa del processo di rinascita, l’Atman diventa qualcosa di materialistico, collegato alla nostra esistenza e al ciclo della reincarnazione.
Nel buddhismo, sin dalle scuole più antiche e secondo l’Agama Nikaya del Tripitaka Mahayana, questo concetto fu rifiutato, a causa della promozione del concetto di “Anatman“.

QUALE LA PRINCIPALE DIFFERENZA TRA L’INSEGNAMENTO BUDDHISTA E QUELLO DEI FILOSOFI SRAMANA?

Buddha insegnò una “via di mezzo” tra la tradizione dei praticanti Sramana originale e un certo punto di vista edonistico.
Il focus era come usare e gestire i tuoi sensi nel raggiungimento dell’illuminazione: sia l’attaccamento ad una cultura indù edonistica sia la repulsione della cultura dei Sramana erano considerate non coincidenti con la Via della cessazione della sofferenza insegnata dal Buddha.

Hae Myong

Hae Myong
Inizia a studiare da autodidatta il Taoismo cinese nel 2004 e presto si avvicina allo studio della cultura zen e buddhista.
Nel 2006 inizia a praticare presso l’Associazione “Bodhidharma” di Lerici del monaco buddhista Tae Hye Sunim, di ordinazione coreana e birmana, una sorta di pratica che accoglie aspetti della tradizione Theravada e della tradizione Mahayana del Buddhismo.

Per alcuni anni guida anche le pratiche del gruppo genovese di tale comunita’ religiosa presso i locali dell’Associazione “UnSoloCielo” in via San Lorenzo a Genova.

Nel 2009 riceve a Seoul dal monaco Tae Hye Sunim i cinque precetti Buddhisti e assume il nome di Dharma di Mu Mun.

Nel 2009 risiede per alcune settimane in Corea presso i principali templi dell’Ordine Jogye. Nel 2010 e 2012 visita alcuni templi in Thailandia.

Nel 2014 inizia a studiare presso l’Institute for Buddhist Studies USA (IBS) dell’Ordine coreano zen Taego-jong affiliato con Dong Bang College of Korea.

Nel 2015 partecipa ad alcuni ritiri spirituali organizzati dall’Ordine Taego in USA.

Nel 2016 riceve il diploma dall’IBS dopo aver terminato i due anni di studi ed aver superato tutti gli esami e la tesi finale.

Nel 2017 riceve i precetti del Bodhisattva presso l’Associazione Bodhidharma in Lerici.

Nel 2018 viene ordinato in Polonia Dharma Teacher dall’Ordine Taego-jong e riceve il nome di Dharma di Reverendo Hae Myong.

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