Creare un Altare per le Fate
Estratto dal Libro: Il Grimorio degli Spiriti Di Natura
Per entrare in relazione con il Piccolo Popolo è importante creargli uno spazio nella nostra abitazione, se non si ha la possibilità di abitare vicino ad un bosco, o ad un luogo naturale dove portare le loro offerte
Quindi la creazione di un Altare è una buona soluzione per relazionarci e creare un rapporto più costante con loro.
Sull’altare delle Fate non devono mai mancare una pianta o più piante da fiore, un’immagine o una scultura di materiale naturale votiva, rappresentante una fata (di buona fattura e di bell’aspetto, meglio ancora se fatta da voi o da un artigiano o artista di vostra fiducia, in quanto le fate non amano le riproduzioni di fatine di plastica, o gli oggetti sintetici).
Altri elementi che non devono mai mancare sono:
• un incensiere dove bruciare le resine naturali come mirra, olibano, verbena o petali di rosa secchi.
• una ciotola di terracotta o di ceramica esteticamente gradevole con dell’acqua di sorgente sempre fresca, da cambiare tutti i giorni (non va bene l’acqua di rubinetto dove sia presente del cloro).
• una ciotola per le offerte come il miele e/o il polline.
• una coppa con idromele, birra, whisky o vino dolce, latte, miele e panna fresca.
Bisogna ricordarsi sempre che le offerte fresche saranno poi da rilasciare in natura poco prima che vadano a male. Se non hai dimestichezza con le piante da fiore, puoi mettere un vaso con dei fiori freschi da cambiare ogni volta, prima che appassiscano.
L’altare può essere posto su una mensola, su un piccolo tavolo o perfino sul pavimento, dato che le fate non hanno particolari pretese al riguardo.
Inoltre, sull’altare devono essere sempre presenti una candela verde chiaro, una candela verde scuro e una candela azzurra chiaro (se non trovate questi tre colori, andranno bene anche tre candele bianche; le candele di cera d’api sono tra le preferite ma se non è possibile reperirle andranno bene anche delle normali candele).
Le candele andranno accese quando incenserai l’altare e ti preparerai a dare loro delle offerte, esponendo a loro le tue richieste. Le candele non vanno spente soffiandoci sopra, ma soffocando la fiamma o usando le dita, inumidite precedentemente.
Sull’altare delle fate è possibile mettere anche una delle Pigne Tempio preparate secondo il metodo precedentemente indicato.
Puoi decorare l’altare delle fate con un telo color verde chiaro o verde scuro, oppure azzurro e verde; il tessuto deve essere fatto di una stoffa naturale, come cotone, seta o lino, perciò saranno da evitare i tessuti in poliestere o di origine non naturale.
Le pietre e i cristalli sono graditi alle Fate, quindi puoi mettere sull’altare tutte le pietre verdi, in particolare quelle che contengono clorite, dioptasio o crisoprasio.
Anche l’avventurina verde è molto amata da loro.
Da evitare assolutamente le pietre che contengono molto ferro, come ematite, ferro meteorico e in generale le pietre di colore rosso (questo tipo di pietre, soprattutto l’ematite e il ferro meteorico, vengono utilizzate per rimettere in riga fate e spiriti fatati negativi, pericolosi o disubbidienti).
Scopri il Libro
Il Grimorio degli Spiriti di Natura
Edizioni Unsolocielo © Tutti i diritti riservati
Gli autoriA. Picchio Verde è un esoterista ed artista marchigiano appassionato di Magia Naturale.
Da sempre ha avuto la fortuna di vivere a contatto con il bosco, ricevendo informazioni fin da tenera età dal Popolo delle Colline sull’uso di piante, alberi ed elementi spirituali.
La sua formazione esoterica è avvenuta in parte nella Wicca Tradizionale Gardneriana / Alexandriana, mentre parallelamente è stato formato nelle pratiche della stregoneria popolare italiana.
Oggi A. Picchio Verde porta i suoi insegnamenti in varie parti del mondo tra cui New York, Galizia (Spagna), Rep. Dominicana e Italia.

Aindreas Fàél è un esoterista, ricercatore storico-archeologico indipendente, consulente librario e scrittore.
Da più di 10 anni svolge studi e ricerche approfondite su vari argomenti (esoterismo, magia, spiritualità, tradizioni iniziatiche, dottrine filosofiche religiose, folklore, etc.) cercando di risalire alle più antiche conoscenze e rituali dei popoli indoeuropei.
Autore di numerosi articoli e del libro “Un viaggio ad Avalon”.


