A cosa serve il Male?

“L’uomo ha bisogno di quel che ha in sé di peggiore,
per raggiungere ciò che di migliore esiste in lui.”

Paulo Coelho scrive questa frase nel suo libro “Il Diavolo e la Signorina Prym”, attribuendola al filosofo Friedrich Nietzsche. È una citazione che fa pensare, se solo ci si ferma un attimo a indagare interiormente quali corde interiori questa è portata a muovere.

Come ben sappiamo l’educazione della chiesa cristiano-cattolica, fin dai suoi albori, ha demonizzato il demonio – gioco di parole voluto – relegando il tutto all’interno di una generica e poco ben compresa parola: il Male.
Questo fantomatico “male” resta qualcosa di astruso, di poco definito alla consapevolezza.
Quel che non è conosciuto viene quindi considerato negativo, pericoloso, qualcosa da temere. Ed ecco che il dolore, fratello minore del male, è ritenuto come qualcosa da combattere, da rifiutare e tenere il più lontano possibile.

Il male è identificato con il demonio, colui che personifica quel che di ingiusto e pericoloso accade ad ognuno di noi. Quando qualcosa di infelice capita nella vita, questo viene immediatamente rifiutato dalla coscienza perché nessuno, tantomeno le religioni, spiega la sua reale funzione.

A cosa serve il male?
Se esiste un Dio creatore al di sopra di ogni cosa esistente, allora bisogna accettare, almeno come ipotesi, che il male sia stato da lui stesso approvato come presenza nella nostra parte di piano, la Terra.
La sua funzione resta, però, ignota.

E se il male facesse le veci del bene, in sua assenza? Se con il male, grazie alla presenza del dolore e della sofferenza, o delle cosiddette “sfortune”, la vita ci indicasse la strada più giusta per noi, sbarrandoci la strada a noi non più utile?

Cambiando punto di vista, il male non è che un messaggero, una guida, atto a indicare ad ognuno di noi la strada da percorrere, nonostante le resistenze che, inevitabilmente, emergono.
Immaginiamo poi: come faremmo a renderci conto del sorgere del sole senza la presenza dell’oscurità della notte?

Lorena

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Mi chiamo Lorena Di Martino, sono una ragazza eclettica, fin da bambina, infatti, mi sono sempre dedicata a molte attività, passando dallo studio della musica alla danza.
Soltanto nella spiritualità e nel servizio ho, però, trovato la mia “forma”.
Nel 2015 mi sono laureata in Flauto Dolce, presso il Conservatorio della mia città, Trieste.
Nel 2019 ho conseguito il primo livello di Reiki.
Adesso sono una ricercatrice autonoma della Verità, della Scienza dell’Anima: mi dedico allo studio di Esoterismo, Alchimia e Magia.

Da tutto ciò sono nate, nel marzo del 2019, la mia pagina Facebook e il mio canale YouTube dove giornalmente, attraverso l’attività di video blogger, pubblico video con spunti di riflessione sulla vita e l’esistenza, sempre con una visione introspettiva ed esoterica.

Amo gli animali e la natura; i boschi sono il mio rifugio, dove mi immergo durante le passeggiate. Madre Terra ha molto da insegnarci, sta a noi imparare ad ascoltarla ed amarla.
Nel tempo libero scrivo pensieri, romanzi e poesie che poi si trasformano in libri.
Da qui è nato il mio primo, piccolo, libro di poesie auto-pubblicato: “Il mondo di una donna imperfetta”. Un ebook che racconta l’inizio del viaggio iniziatico che ogni donna, e non solo, intraprende a partire dalla sua interiorità.

Alla mia attività di video blogger e scrittura accosto approfondimenti e consulti individuali con chi è interessato ad intraprendere un lavoro di introspezione del suo mondo interiore.

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