La Cailleach – La Grande Madre

Tra la maestosità delle montagne sferzate dai venti del nord,

nei laghi ghiacciati tra corone di conifere centenarie,

là dove nascono i fiumi che sgorgano come rivoli tra le rocce antiche,

all’inizio di sorgenti secolari nel silenzio del riposo invernale

quando la Madre si copre con il manto bianco della brina e della neve,

là, potrai sentire l’incessante lavoro della Cailleach.

Lei non dimora tra gli Dèi, lei non banchetta alla loro tavola,

ma è l’Originaria, l’Antenata e a lei devono l’esistenza.
 

Si narra che la gigantessa creò le Highland scozzesi facendo cadere le enormi pietre che trasportava nel suo grembiule.
E tra i flutti dei suoi laghi fatati si può sentire il crepitio del suo lavoro incessante.

La Cailleach è la Vecchia dall’aspetto spaventoso, la Giovane, il Cervo, le grandi Pietre antiche e l’Airone.
Può assumere tutte queste forme, controllare le forze climatiche, far scendere la pioggia oppure la neve, creare fulmini e far echeggiare i tuoni.

Per tutto l’inverno Lei crea, dispone le rocce nei ruscelli, copre di ghiaccio le superfici per proteggere i semi nel suo utero di terra.

Tiene al caldo il cuore degli alberi irrobustendo la loro corteccia e coprendoli di muschio.

Protegge i cervi dai cacciatori e viaggia nel mondo insieme agli aironi.

Si assicura che l’intero creato dorma il sonno del sogno, affinché nessuna creatura smetta di immaginare la sua rinascita: il seme la sua forma d’albero, gli animali il loro risveglio e per le persone un nuovo pensiero, un cambio di programma e un sorriso che sia sincero.

Per poi a Beltane, il primo di ogni maggio, diventare pietra o fanciulla, non si conosce la verità della sua forma.

Ciò che si sa per certo è che lei è la Dea Oscura, la dea degli antichi guerrieri e guerriere che vedevano nel crepuscolo il nuovo giorno.

Donne e uomini che non temevano la loro ombra, perché conoscevano la ricchezza che si nasconde nel buio, che non va illuminato, non sia mai fatto tale orrendo peccato, perché è nel buio che la mappa delle stelle narra le tue virtù e la luce lunare nutre la memoria ancestrale di chi sei Tu.

Or dunque, nel primo di Maggio, quando Cally Berry va a dormire, scrivi il Suo nome su una pietra speciale e ponila sul tuo davanzale, ma deve essere ricolma del tuo dono, ricorda che la Cailleach vuole un grande desiderio da esaudire.

Sei pronta?

Sceglilo con cura, affida te stessa alla Grande Madre Oscura!

Enrica

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ENRICA ZERBIN, nata e cresciuta tra campagna, fiume e mare, dove ha scoperto la magia dei cicli lunari e appreso l’uso delle erbe medicamentose delle campagne, insieme agli antichi rituali legati alla Dea e agli elementi; eredità delle sue antenate.
Ricercatrice e studiosa di miti e leggende (con particolare interesse per l’antica saggezza nordica), della simbologia di varie culture, degli archetipi, del Sacro Femminile e della Grande Dea fino allo sciamanesimo.
Iniziata alle Rune tramite l’Elemento Acqua; aiuta con questo importante strumento a svolgere un profondo lavoro di lettura dell’ombra e delle memorie nascoste.

Nel dicembre del 2015 esordisce col suo primo romanzo, Tu Mi Hai Salvato La Vita, edito da Cinquemarzo: una storia sull’importanza degli avi e la saggezza degli anziani, dell’amore nato in circostanze impensabili e bizzarre sincronicità.
Nel 2019 esce il suo secondo libro, La Danza Del Seme Selvaggio, rocambolesco viaggio di due donne non più giovanissime che si trovano, loro malgrado, a dover stravolgere la loro vita e a lasciare la famigerata zona comfort.
Un iniziale dramma si trasforma, per Anthea e Miriam, in una straordinaria avventura tra i sentieri alpini, con la sola guida di una mappa disegnata da una misteriosa vecchia guaritrice.

Nelle sue opere al femminile, sottolinea l’importanza del viaggio, che sia mistico o fisico, per superare i limiti imposti da società e credenze sbagliate a cui la donna ha dovuto sottostare per secoli.

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