L’asilo nel bosco: educazione all’aria aperta e tanta natura

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E’ una tipologia di modello di educazione nata in Danimarca negli anni ’50 e adottata successivamente in altri paesi d’Europa.

In Italia ad Ostia nasce “L’asilo nel bosco”.

Andrea, educatore di “L’Emilio”, appartenente al circuito internazionale di educazione alternativa afferma: “L’asilo nel bosco è un progetto pedagogico che ha lo scopo, principalmente, di rispondere ai bisogni dei bambini. Cerchiamo di ascoltarli e sicuramente trascorrere più tempo in mezzo alla natura non può che avere un beneficio. E’ un progetto che nasce dall’incontro di due realtà che hanno avuto due percorsi differenti: l’associazione MANES che si occupa da oltre 10 anni di  scuola primaria e secondaria e gli altri siamo noi che da ormai 15 anni gestiamo degli asili nido e scuole d’infanzia seguendo un modello educativo tutto nostro.”

Gli obiettivi pedagogici che dichiara Danilo Casertano, responsabile della formazione, sono quelli che suggerisce il ministero della Pubblica istruzione e che sono raccolti in cinque campi d’esperienza:

  • DISCORSI E PAROLE: gli obiettivi legati a questo campo non possono essere svincolati da esperienze significative e da un ambiente in cui viene privilegiato l’ascolto.
  • IL SE’ E L’ALTRO:  la costruzione della propria individualità passa attraverso esperienze ricche in cui il bambino possa mettersi in gioco e perché la socialità ha come presupposto fondamentale un ambiente sereno e una giusta vicinanza dell’educatore.
  • CORPO E MOVIMENTO: lo spazio aperto rispetto a un’aula stimola di più lo sviluppo del corpo e dei suoi cinque sensi.
  • IMMAGINI, SUONI E COLORI: legato alle esperienze artistiche perché l’ arte è strettamente legata alla bellezza ed il nostro paesaggio è sicuramente più stimolante rispetto a un’aula.
  • CONOSCENZA DEL MONDO: perché pensiamo che sia meglio entrare in un pollaio o in un orto per conoscere la provenienza di un uovo e di un pomodoro piuttosto che sentirselo raccontare e perché per riconoscere il variare e le peculiarità delle stagioni sono più funzionali delle belle passeggiate rispetto ad un libro didattico dove colorare un albero spoglio autunnale o uno fiorito primaverile.

Infine un’attenzione particolare è rivolta ai materiali: tutti gli arredi sono costruiti con materiali di recupero e non utilizzano giocattoli di plastica preconfezionati ma “piccole cianfrusaglie senza brevetto” come sassi, pezzetti di legno, giochi di cartone, bambole di stoffa, tappi di sughero etc. Questa scelta è stata dominante affinché possa contrastare la tendenza all’usa e getta delle società occidentali e perché i materiali stimolano il bambino a usare la fantasia e l’immaginazione: se una macchinetta è una macchinetta e basta, un pezzo di legno puo’ diventare un violino, una bacchetta magica, una canna da pesca e molto altro ancora.

Inoltre, i risultati delle ricerche sono oggetto di attenzioni di diverse istituzioni tra cui l’università.

Si apprende quando si è curiosi, quando si fanno nuove scoperte e quando capiamo che la vita è bella perché ci fa stupire e ci fa emozionare. Siamo sicuri che l’aula sia un contesto funzionale all’apprendimento? – “Asilo nel bosco”

Per saperne di più vai alla pagina ufficiale: Asilo nel bosco

 
Fonti:
http://www.asilonelbosco.com
http://www.associazionemanes.it/newsite/?p=1256
https://www.facebook.com/lasilonelbosco

 

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