Will Tuttle: perché sono vegano

Il primo è stato nel 2009, Tom Regan; la seconda, nel 2010, Roberta Kalechofsky; il terzo, nel 2011, Jeffrey M. Masson; nel 2012 è stata la volta di Melanie Joy e l’anno scorso di Neal D. Barnard. L’Empty Cages Prize, premio internazionale assegnato da Sonda Edizioni, alle persone che hanno offerto un contributo essenziale, sul piano intellettuale e pratico, per la maturazione di una nuova consapevolezza del rapporto tra umani e animali Sonda, è stato assegnato a Will Tuttle, autore del bestseller Cibo per la pace. Mangiare in armonia con sé stessi e con tutti gli esseri viventi. Tuttle ha così ricecevuto a Milano l’Empty Cages: un’opera originale del poster artist israeliano Yossi Lemel.
Ma cosa ha fatto Tuttle? Laureato in studi umanistici alla San Francisco State University e con un dottorato di ricerca in filosofia dell’educazione presso l’Università della California di Berkeley, Tuttle, negli ultimi quindici anni, ha tenuto interventi, conferenze sul vegetarismo e sul potenziale umano presso associazioni di volontariato in tutti gli Stati Uniti. Specializzato come monaco buddhista Zen in Corea, ha lavorato a lungo negli ambiti del Tai Chi, dello yoga, della meditazione, dello sviluppo dell’intuito e della guarigione spirituale. Nel 2007 ha ricevuto il prestigioso Courage of Conscience Award di The Peace Abbey. Vive a Healdsburg, in California.

Quando ha cominciato a pensarla in questo modo?
Sono nato e cresciuto in una tipica famiglia americana dove si mangiavano carne, latticini, uova. Non me ne preoccupavo e, del resto, non conoscevo nessuno che fosse vegetariano o vegano dalle mie parti. Durante l’adolescenza cominciai a lavorare, in estate, in una fattoria specializzata nell’allevamento di polli e mucche da latte e da carne. Come tutti partecipavo alle uccisioni degli animali e questo incominciò a crearmi qualche problema. Non mi sembrava etico ammazzare creature innocenti.

E poi cosa successe?
Durante il college entrai in contatto con il movimento vegetariano. Dopo il diploma cominciai un pellegrinaggio spirituale attraverso gli Stati Uniti. Camminai per diversi mesi, senza soldi in tasca, meditando e leggendo libri sulle religioni asiatiche e anche la Bibbia. Entrai in contatto con alcune comunità vegetariane e mi resi conto che le persone erano felici, sane. Insomma, splendide. Mi resi così conto che non era necessario mangiare proteine animali per  avere i giusti quantitativi di nutrienti (calcio compreso). In seguito mi fecero conoscere le terribili condizioni in cui erano costretti a vivere gli animali prima della macellazione e del fatto che i cereali coltivati andassero a nutrire animali e togliessero quindi terreni per coltivazioni destinate agli uomini. Dopo aver conosciuto 900 vegetariani smisi di essere carnivoro nel 1975. Cinque anni dopo divenni vegano.

Lo ha fatto per motivi di salute?
Da 34 anni non mangio proteine animali e godo di ottima salute. Ma l’ho fatto per gli animali, per l’ecosistema, per le persone che muoiono di fame, per le future generazioni.

Cosa è stato determinante nel suo cambiamento di vedere le cose?
Agli inizi degli Anni 80 studiai la filosofia Zen in un monastero in Corea  e in questo posto i monaci praticavano il veganesimo da 750 anni. Questo mi fece capire che essere vegan significa fare un percorso più profondo, spirituale, dalle radici antichi e che significa ringraziare la vita e il mondo.

Come hanno reagito i suoi famigliari a questa scelta?
Sono molto contento di far sapere che la mia famiglia si è quasi interamente convertita al veganesimo. Mia moglie, mia madre, mia suocera, mia sorella e i mie due nipoti: sono tutti vegani. Grazie all’amore condividiamo le nostre idee e aiutiamo gli altri a capirle.

Ha degli animali?
No, sono cresciuto con dei cani da ragazzo, ma ora, viaggiando molto, mi sarebbe impossibile occuparmene.

Ha una ricetta che consiglierebbe di assaggiare a chi volesse abbandonare le proteine animali?
Un centrifugato di frutta e verdure la mattina, un’insalatona a pranzo, verdure e cereali (riso, pasta, polenta, etc) a cena. Potrebbero anche prendere qualche spunto dal libro “Intuitive cooking” scritto da mia moglie Madeleine e guardare su You Tube alcuni dei suoi video di cucina.

fonte: blog.iodonna.it

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