Trattasi della fase di distruzione degli elementi dannosi. L’iniziato distrugge tutte le sue personalità e le sue emozioni disgregate che lo privano della libertà. Un esempio è il condizionamento familiare e sociale durante l’infanzia e l’adolescenza. Quando l’individuo se ne libera, il suo corpo non avverte più tensioni e potrà orientare in modo consapevole i propri comportamenti e la propria realtà, senza più dipendere dall’osservazione e dall’approvazione dei simili. Questa fase viene associata al piombo.

ALBEDO O OPERA AL BIANCO

Coincide con la purificazione della materia distrutta nella fase precedente. Le sostanze formanti il corpo e la psiche iniziano a vibrare a più alta frequenza. L’iniziato acquisisce una maggiore coscienza di sé stesso e impara a dissolvere le influenze esterne. Questa fase viene associata all’argento, che si libera dalle impurità e acquista una maggiore lucentezza.

RUBEDO O OPERA AL ROSSO

Consiste nella spiritualizzazione della materia. Cessa il dualismo dell’individuo, che trova il punto di unione tra il principio maschile e il principio femminile. Attraverso lo spirito entra in contatto con l’universo e riconosce che ogni creatura è permeata della stessa energia vitale. La fase conclusiva, raggiungimento della perfezione, corrisponde all’oro.

ANTIMONIO

Rappresenta tendenze animali che si trovano anche negli uomini. Ricorda la natura selvaggia nascosta in ogni individuo. Nei periodi di passività e sottomissione, ricorda di essere spontanei e di agire con naturalità.

ARSENICO

Utilizzato per le cure mediche e magiche, si dice che insieme allo zolfo portasse a uno stato di trance mistica e rivelasse allo spirito il cammino da prendere.

FERRO

Simboleggia il pianeta Marte ed è quindi associato ai valori di forza fisica, aggressività ed energia maschile. Usato per la fabbricazione delle armi, si relaziona all’immagine del fuoco. In modo allegorico rappresenta la forza istintuale e non razionale presente in ogni individuo come necessità primordiale da cercare e coltivare.

RAME

Associato al culto di Venere per la sua bellezza brillante. Difatti, molti artefatti dedicati alla dea che sono stati rinvenuti con gli scavi archeologici erano fatti di questo metallo. Era inoltre usato nella fabbricazione di specchi ed è tradizionalmente relazionato all’isola di Cipro, sacra per la dea. Questo simbolo alchemico è anche simbolo astrologico del pianeta Venere. Rappresenta, pertanto, amore, equilibrio, bellezza e creatività artistica.

PIOMBO

Resistente alla corrosione, simboleggia alchemicamente il potere sull’oscurità. Governato dal pianeta Saturno, rappresenta la materia prima, ma anche la morte e il trascorrere del tempo. Combinato con l’argento produrrebbe il Mercurio Filosofico.

ARGENTO 

Trattasi di un metallo associato alla Luna, da cui assorbe le principali qualità e virtù. Simboleggia pertanto l’intuizione, la saggezza interiore e la contemplazione.

ORO

Rappresenta la perfezione della materia ma anche i tentativi dell’uomo di ottenere la massima bellezza nella mente e nello spirito. Dopotutto è l’unico metallo che non viene ossidato da agenti esterni né eroso da acidi. Secondo le conoscenza alchemiche dell’epoca era pertanto immutabile.

MAGNESIO

Se presente in grandi quantità fatica ad accendersi. Molto più probabile che attizzi se viene posto in strisce sottili sotto una fonte di luce. Visto che una volta acceso è difficile da spegnere, simboleggia l’eternità, la fiamma infinita e l’ascensione.

FOSFORO

Incolore e trasparente, si infiamma spontaneamente all’aria generando anidride fosforica. Alchemicamente rappresenta una trappola per la luce. Viene dunque usato come simbolo dell’illuminazione spirituale.

PLATINO

Impossibile da corrodere, è un simbolo di resistenza, determinazione e grinta. Si dice che aiuti a impegnarsi e raggiungere i propri obiettivi.

ZOLFO

Rappresenta la molteplicità della natura umana e l’eterna aspirazione a raggiungere l’illuminazione. Il suo simbolo rimanda alla triade dell’ascensione, che può essere paragonata alla Santa Trinità. Insieme al sale e al mercurio è inoltre una delle tre sostanze sacre nell’alchimia.

ZOLFO

Rappresenta la molteplicità della natura umana e l’eterna aspirazione a raggiungere l’illuminazione. Il suo simbolo rimanda alla triade dell’ascensione, che può essere paragonata alla Santa Trinità. Insieme al sale e al mercurio è inoltre una delle tre sostanze sacre nell’alchimia.

STAGNO

Questo metallo funziona come catalizzatore quando l’ossigeno è in soluzione e aiuta ad accelerare l’attacco chimico nelle reazioni da laboratorio. Viene associato in astrologia al pianeta Giove, che lo mette in connessione con il respiro e in un senso più ampio con il soffio della vita.

ZINCO

Gli alchimisti sfruttavano la combustione di questo metallo con l’aria per preparare la cosiddetta “lana del filosofo”, ovvero l’ossido di zinco. Una credenza alchemica lo associa alla favola di Bianca Neve e i sette nani. Lo zinco sarebbe per l’appunto Bianca Neve, i sette nani un simbolo dei sette pianeti, la strega malvagia rappresenterebbe gli acidi e il principe azzurro sarebbe l’allegoria dell’elevazione della materia grazie a una reazione scatenata da una sostanza inferiore, ovvero lo zinco.

SIMBOLI ALCHEMICI ANIMALI

Terminiamo questa rassegna dei simboli alchemici con un accenno ai principali elementi del mondo animale. Le fonti di informazione principali sono trattati medievali e di epoca rinascimentale. Ricchi di illustrazioni, ritraevano spesso figure animali e fantastiche. Abbiamo parlato delle tre fasi attraverso le quali la materia si trasforma. La Nigredo era simboleggiata da un corvo, l’Albedo da un cigno e la Rubedo da una fenice. Risulta evidente anche a livello naturalistico il climax costruito con queste immagini. La bruttezza del corvo viene purificata per raggiungere la bellezza del cigno e poi esaltata al massimo grado verso la perfezione e pienezza spirituale della fenice.

Secondo la leggenda, la fenice è in grado di rinascere dalle proprie ceneri. Diventa quindi un potentissimo simbolo di eternità e riflette il principio secondo cui la materia non si crea né si distrugge ma si trasforma. Non potrebbe essere più evidente il legame con la scienza alchimista e con gli obiettivi da essa perseguiti. Inoltre la fenice sarebbe la depositaria dell’uovo cosmico, che per gli alchimisti rappresentava il contenitore in cui era collocata la sostanza da trasformare. Legato al concetto di uovo cosmico è un altro animale che ricorre con una certa frequenza nelle opere alchemiche: il serpente ouroboros. Raffigurato nell’atto di mangiarsi la coda, è un simbolo della ciclicità del tempo, dell’eterno ritorno di tutte le cose, nonché della visione cosmica dell’Uno, coincidente con il Tutto.

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Fonte: https://www.simbolisulweb.it